Viva Bèrghem
Tutto iniziò nel 1943

Cattozzo in via XX settembre 50 L'ottico di Bergamo, da generazioni

Cattozzo in via XX settembre 50 L'ottico di Bergamo, da generazioni
Viva Bèrghem 02 Settembre 2015 ore 11:36

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Se c’è una cosa che viene bene agli italiani è seguire le tradizioni. C’è un posto, in una stradina del centro di Bergamo, in cui noi andiamo da anni a comprare gli occhiali, così come facevano i nostri padri e i nostri nonni prima di noi: è l’Ottica Cattozzo. Aperta in via Tasso nel 1943 da Ezio Cattozzo, negli anni Settanta passa in mano al figlio Claudio che nel 1985 trasferisce il negozio in via XX settembre 50, nel passaggio che sbuca direttamente in via Sant’Orsola.

Lo spazio si amplia e ai 90 metri quadrati aperti al pubblico si aggiunge anche un laboratorio interno e uno studio di refrazione (dove avvengono i controlli della vista, si verificano le diottrie e si applicano lenti a contatto). «Per diventare ottico, mio padre ha seguito un corso di un anno a Milano che è stato confermato dall’ufficiale sanitario – racconta il titolare – mentre per me le cose sono andate diversamente: nel ’71 ho preso il diploma di maturità classica, dopodiché ho seguito per tre anni un corso in optometria».

 

 

Una strada complessa, quella da percorrere per l’aspirante ottico, che col tempo si è diramata in anni di studio e possibilità: «Per diventare ottico è necessaria la qualifica, che si può ottenere o diplomandosi presso un istituto professionale per ottici o seguendo un corso post-diploma in optometria. Un’altra alternativa è quella di iscriversi al corso universitario in Ottica e Optometria, di durata triennale. Alla fine è necessario sostenere un esame per l'abilitazione alla professione». Esattamente l’excursus scolastico che sta seguendo suo nipote Ezio (col destino impresso nel nome, visto che lo ha ereditato proprio dal fondatore) che «è già al mio fianco in negozio e in laboratorio per toccare con mano il lavoro e unire la teoria alla pratica». Non solo: accanto a Claudio, ci sono anche Nicola, Barbara, Franco ed Eleonora, i suoi collaboratori storici, in grado di gestire ogni fase della vendita.

«L’ottico non vende solo occhiali da vista e da sole – specifica Claudio – accanto alla visita al paziente e all’accompagnamento all’uso di lenti a contatto, ci occupiamo anche di montare le lenti oftalmiche sulle montature scelte: avviene tutto qui, dietro le quinte del bancone». Oltre che alla fornitura di occhiali da vista, da sole e di lenti a contatto, l'Ottica Cattozzo offre occhiali da bambino, occhiali da lavoro, apparecchiature per ipovedenti, lenti progressive graduate, ottica antinfortunistica, dispositivi di protezione individuale, ausili visivi ingrandenti, ausili elettronici alla vista e occhiali speciali.

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Un’attività sfaccettata a cui si aggiunge una peculiarità tipica della famiglia Cattozzo: la ricerca stilistica. Sì, perché nel turn over di oltre 25 aziende fornitrici di occhiali esposte in vetrina, spiccano modelli introvabili negli altri punti vendita di Bergamo: «I W-eye sono occhiali in legno incurvato, alternato da fogli di alluminio, progettati dal designer Matteo Ragni: una vera rivoluzione rispetto all’idea classica dell’occhiale che si chiude e si mette nell’astuccio – Claudio racconta così la sua scelta di ricercatezza – esiste anche la versione analoga in titanio: un blocco unico di titanio, senza giunture e senza viti laterali». Oltre alle griffe che vanno per la maggiore, come i Persol e i Ray-Ban, i professionisti Cattozzo non si accontentano delle marche pubblicizzate e già note al grande pubblico: «Proponiamo anche montature firmate Italian Independent, Anne et Valentin e Traction Production, giusto per fare qualche nome».

Certo è che la moda galoppa, sfornando nuove idee sul mercato che Claudio e il suo team sono pronti ad accogliere a braccia aperte, così come la fedele clientela che da 72 anni a questa parte continua a bussare alla loro porta: «Passeranno di qui all’incirca trenta clienti al giorno – conclude il proprietario – che non vuol dire trenta montature al giorno. Sarebbe troppo bello se fosse così!», scherza Cattozzo senior, prima di salutarmi e continuare a dedicarsi ai suoi clienti.

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