La liberazione

5 sentieri partigiani sulle Orobie

5 sentieri partigiani sulle Orobie
Viva Bèrghem 30 Aprile 2018 ore 04:00
Foto di Angelo Corna

 

Le nostre montagne, dopo l’8 settembre 1943, sono state campo di battaglia della Resistenza bergamasca. Alcuni di questi luoghi sono relegati a lontani ricordi, altri sono stati recuperati dall’Anpi di Bergamo e dal Club Alpino, riportati alla luce e alla memoria. Teatro di battaglie, rifugi e punti strategici utilizzati dai partigiani, che in quegli anni tragici hanno lottato per ideali di libertà e giustizia. Nella giornata del 25 aprile vogliamo proporvi cinque percorsi, legati alla storia delle nostre montagne ma sopratutto alle persone che sotto le loro pendici hanno combattuto per la Liberazione dell’Italia.

 

Sentiero martiri di Cornalba
Cornalba e le casere dell’Alben

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Nell’inverno del 1944 i partigiani della Val Serina furono travolti da pesanti azioni di rastrellamento, che portarono a 15 morti tra le file della Resistenza bergamasca. I superstiti, per sfuggire alle milizie fasciste, decisero di partire da Cornalba per raggiungere l’Alben, la salvezza e poi i Laghi Gemelli. Noi oggi possiamo parcheggiare presso il cimitero del paese, dove una cappella ricorda i 15 caduti e trova il via il nostro sentiero. Un tabellone segnaletico illustra il tracciato ad anello e racconta le vicende della brigata XXIV Maggio, riportando ai tragici fatti legati all’inverno del 1944. Il sentiero, a tratti panoramico, è sempre ben segnalato e conduce lungo gli ampi pascoli del monte Alben, toccando la Casera de Sòta e la Casera de Sùra (m.1590). Continuiamo seguendo le indicazioni, fino raggiungere una targa che ricorda l’uccisione del diciassettenne Mario Ghirlandetti e dei russi Angelo, Carlo e Michele, sorpresi dai fascisti provenienti da Serina il 1 dicembre del ’44. Il sentiero scende poi in direzione di Cornalba, transitando per la caratteristica Grotta della Corna Busa e per la croce in memoria del partigiano Callisto Sguazzi, per ritornare al punto di partenza dopo circa 3 ore e mezza di cammino.

 

Sentiero Ercole Pedretti
Branzi e i Laghi Gemelli

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Questo sentiero è dedicato a un partigiano campione di sci, ucciso poco sopra il paese di Branzi, lungo uno dei tracciati usati per raggiungere la base dei Laghi Gemelli. Il rifugio, nato nel 1900, venne bruciato dai nazifascisti nel gennaio del 1945, ricostruito nel 1946 e nuovamente inaugurato nel 1948. Il sentiero vede il suo via dalla frazione di Cagnoli di Branzi, ben segnalato e comune al tracciato CAI 212/213. Si sale nel bosco fino ad arrivare, dopo circa un’ora e mezza di cammino, al Lago Piano delle Casere (m.1816). Il percorso raggiunge il Lago Marcio e il tracciato comune che sale anche da Carona. Proseguendo sul classico itinerario si raggiunge, con un’altra ora di cammino, il rifugio Laghi Gemelli (m.1968) e gli omonimi specchi d’acqua, famosi in tutta la provincia. Posta sulla facciata dell’edificio una targa ricorda che venne eretto a sostituzione dell’originario, riportando i fatti accaduti. Il ritorno avviene sul percorso comune all’andata.

 

Sentiero Paganoni-Vitali
Pianca, Cantiglio e Ponte del Becco

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Cantiglio, dove il tempo si è fermato. La sua rossa baita fu teatro di una sanguinosa battaglia, che si concluse con l’uccisione di tre partigiani, la cattura di altri quattro e l’incendio di tutte le stalle, le baite e la chiesetta della frazione. Proprio in questo piccolo borgo, nascosta tra le pendici del monte Cancervo, aveva trovato posto una della prima bande partigiane autonome, conosciuta come Brigata Issel. Per raggiungere il borgo abbiamo tre possibilità: il percorso più lungo e più remunerativo parte dalla frazione di Pianca, a San Giovanni Bianco, e conduce in circa un’ora e mezza di piacevole cammino alle stalle di Cantiglio e al Bivacco Presanella (m.1082), dove un cartello riporta al giorno dell’uccisione dei tre partigiani. Il secondo sentiero vede il via direttamente dagli Orridi della Val Taleggio. Un tracciato ripido e per escursionisti esperti, utilizzato dai partigiani come via breve di fuga. Il terzo percorso parte sempre da Taleggio, in prossimità del Ponte del Becco. Una passeggiata nel bosco, accessibile e per tutti, condurrà gli escursionisti alle stalle di Cantiglio e alla loro storia in circa un’ora.

 

Sentiero Angelo Gotti
Clanezzo e Cascina Como

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Questo facile percorso ci condurrà sotto le pendici del Monte Ubione, in Valle Imagna, fino a Cascina Como, luogo del martirio del partigiano Angelo Gotti. Raggiunto Clanezzo, si sale in automobile fino alla Cascina Belvedì, posta a 383 metri di quota. Troviamo un parcheggio e un tabellone illustrativo, che indica, tra le tante varianti, il nostro sentiero, contrassegnato anche dal segnavia CAI 571. Tralasciamo le deviazioni per il monte Ubione e continuiamo sul sentiero Gotti, che prosegue ben segnalato alternando brevi salite a tratti in falsopiano. I panorami si aprono mostrando il monte Linzone fino sbucare ai Roccoli della Passata (m.728). Ignorando nuovamente le indicazioni per il monte Ubione proseguiamo sul tracciato, che conduce a una strada sterrata. La seguiamo fino a un cancello, dove troviamo il monumento eretto in memoria del partigiano Gotti, proprio in prossimità dell’albero dove fu torturato e fucilato dai fascisti il 23 novembre del 1944. Poco distante è possibile raggiungere la Cascina Como (oggi privata), durante la guerra sede della brigata Comando Valbrembo. Il percorso ha una durata di quasi 4 ore (andata e ritorno) e il rientro avviene sul tragitto comune all’andata.

 

Sentiero Tormenta
Endine e la Malga Lunga

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L’ultimo percorso vuole guidarci alla Malga Lunga, roccaforte partigiana ora adibita a museo intitolato alla 53° Brigata Garibaldi 13 Martiri di Lovere. Il 17 novembre del 1944 la Malga fu attaccata dalle forze fasciste della Legione Tagliamento. Erano otto i partigiani nella Malga: Giorgio Paglia, Guido Galimberti, Andrea Caslini, i russi Semion Kopcenko, Alexander Noghin, Ilarion Efanov, Donez e Mario Zeduri detto “Tormenta”, a cui è dedicato il sentiero che andremo a percorrere. Tutti vennero brutalmente giustiziati. Il percorso parte dalla chiesetta di Fanovo, frazione di Endine Gaiano, dove si imbocca il sentiero 628/B che sale alla frazione di Palate. Seguiamo le indicazioni per il Sentiero Tormenta, ora strada sterrata, fino ai prati di Botta Bassa (m.1134). Si taglia a destra fino alla sella che precede il monte Grione e si imbocca il sentiero con indicazioni per la Malga Lunga, che raggiungiamo dopo circa due ore dalla partenza. Anche in questo caso il percorso di ritorno è comune all’andata.

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