Una filosofia di bellezza

Cucina Cereda a Ponte San Pietro C’è profumo di stella Michelin

Cucina Cereda a Ponte San Pietro  C’è profumo di stella Michelin
01 Agosto 2015 ore 17:10

cucina cereda foto devid rotasperti (15)

 

«Quando esco a mangiare voglio stare bene: buon cibo, un buon bicchiere di vino e possibilmente una buona compagnia». Su questo pensiero Giuseppe Cereda, per tutti Beppe, ha dato forma, passo dopo passo, al suo ristorante e alla sua cantina, ricreando, a casa sua, quello che da sempre cercava. Cucina Cereda: un posto dove stare bene.

La location, tra storia e arte. Nel pieno centro storico di Ponte San Pietro, Giuseppe ha trovato il luogo ideale per realizzare la sua idea, portandosi dietro una lunga esperienza, a volte stellata, e il personale bagaglio tecnico ed estetico raccolto anno dopo anno. Per arrivare nel suo regno si oltrepassa l’arco di via Piazzini 33, che dà su una piazzetta pittoresca: lì, subito a destra, c’è l’ingresso discreto. Passata la soglia si respira subito un’atmosfera elegante e leggera. I locali, ricavati da un palazzo signorile del Cinquecento, sono illuminati da una maestosa vetrata che ricorda le facciate di certe chiese gotiche d’Oltralpe. Ma c’è qualcosa di più. I quadri moderni appesi alle pareti e le foto d’autore sopra il camino, frutto di una collaborazione con una galleria d’arte contemporanea, svelano un aspetto importante dell’esperienza dello chef, per il quale la contaminazione è sempre fonte per creare qualcosa di nuovo, per riflettere. Questa è la colonna portante della filosofia Cereda: lasciarsi ispirare costantemente della bellezza che ci circonda.

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«Cucinare è come suonare un pianoforte». Anche dietro ai fornelli, l’ispirazione è fondamentale, non solo quella che viene dall’ambito culinario in senso stretto, ma da tutti i campi della creatività umana. Il cuoco, in fondo, per Giuseppe, altro non è se non un collezionista di esperienze e di sensazioni. Il suo compito è restituire inalterata nel piatto un’ emozione così come essa era stata vissuta, perché anche il cliente ne possa godere. È essenziale allora trovare una via, pura e semplice, per raccontare, che metta al riparo dal rischio dell’eccesso.  Inutile dire che la tecnica è l’altra faccia della medaglia, oltre, ovviamente, al rispetto assoluto delle materie che si trattano e alla scelta del prodotto migliore. Da qui si parte per ricreare, o almeno ci si prova, un ricordo personale da offrire ai proprio ospiti. Come dice lo chef: «Cucinare è come suonare un pianoforte: c’è bisogna di tante e tante ore di esercizio per arrivare al risultato». Insomma, una passione e una filosofia degne di essere annoverata sulla Guida Rossa.

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Un piatto, Mi piace il sole. Seguendo queste regole, difficilmente si sbaglia. Il dogma del bello (che è anche buono) è una regola sicura per chi lo accetta. Lo chef ce lo dimostra in un piatto che in verità è un paesaggio siciliano. Si intitola Mi piace il sole. È un dolce eccellente, ma Giuseppe si dirà soddisfatto solo se, assaggiandolo ad occhi chiusi, vi sembrerà di essere in mezzo al Mediterraneo.

La cantina. Giuseppe, da sommelier, conosce ogni vino della sua riserva, ha scelto personalmente le etichette in base al suo percorso di scoperta e di crescita professionale. Cereda è convinto che il giusto abbinamento sia una parte irrinunciabile dello stare a tavola, in grado di completare il sapore e l’atmosfera. La carta, molto agile e sempre in crescita, offre qualche chicca e qualche nome importante. Se volete, Giuseppe vi accompagnerà in cantina per un aperitivo e vi saprà consigliare un buon calice per iniziare la serata.

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Il menu (e i prezzi). Quello che stupisce, non bisogna tacerlo, sono i prezzi, contenuti in rapporto a un livello così alto di qualità e di materia prima. Anche la possibilità della mezza porzione è una scelta, sicuramente più faticosa per la cucina, ma molto gentile per il cliente, che può curiosare liberamente senza appesantirsi lo stomaco e senza alleggerire troppo il portafogli. Giuseppe ha già previsto una  piccola degustazione che pesca qua è là dal menù: quattro portate e un dessert (una memorabile Zuppetta di frutta) a 40 euro. E se avete meno di 30 anni, 30 euro! Un bel modo per incoraggiare tutti ad avvicinarsi alla ristorazione di livello. Anche per questo motivo, presto, inizierà una collaborazione con l’amico Gianni Danesi, oste de La Fiaschetteria in Borgo Santa Caterina, che ospiterà in carta un piatto elaborato nelle cucine Cereda.

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