Tipo: «Tróe piö 'l nóno»

10 frasi dei bergamaschi al cimitero

10 frasi dei bergamaschi al cimitero
Viva Bèrghem 03 Novembre 2017 ore 09:22
Foto Monumentale Bergamo: Bergamopost/Mario Rota

 

Per alcuni sono un luogo di culto quasi quotidiano, per altri rappresentano una meta solo annuale. Sono i nostri cimiteri, da quello monumentale della città con le sue statue ai minuscoli appezzamenti di montagna, dove sembra che non muoia mai nessuno. Nel giorno dedicato ai morti, vengono visitati da un numero insolito di persone. Ma la loro pace non viene turbata, se non dai nostri commenti.

 

1) Ol mé pàder l’è ‘n banda a la mé màder

Esiste una prosecuzione naturale della vita, dove gli affetti continuano a stare fianco a fianco. Questa vicinanza è un antidoto alla perdita,e la rende un po’ meno dolorosa. [Trad. Mio padre è vicino a mia madre]

 

 

2) Tróe piö ‘l nóno

Nei labirintici viali dei cimiteri più estesi capita di non rintracciare più il caro estinto specie se la frequentazione non è proprio quotidiana. Ci salva la vecchia zia che sa sempre tutto. [Trad. Non trovo più il nonno]

 

 

3) Ol mé barba a l’gh’éra lé gna ü fiùr

La cura dei defunti fa parte della nostra cultura più profonda. Per questo L’assenza dei fiori è paragonabile a uno sgarbo, a una dimenticanza che è una chiara mancanza di rispetto. [Mio zio non aveva là neanche un fiore]

 

 

4) Só ‘ndàcc a troài töcc

Il giorno festivo di Ognissanti è destinato di solito a una pia peregrinazione fra i camposanti che hanno raccolto, nel tempo, i parenti. I figli al seguito vengono così educati alla memoria. [Trad. Sono andato a trovarli tutti]

 

 

5) Ai mé ghe pènse dóma mé

In tutte le famiglie c’è la persona che, per attitudine personale o per mancanza di alternative, provvede alla cura della tomba o del loculo. Ogni tanto, però, sente il dovere di ricordare agli altri che l’incombenza andrebbe suddivisa. [Trad. Ai miei penso solo io]

 

 

6) L’è sèmper mèi ‘n de tèra

Forse per il legame antico che ci lega alla terra, pensiamo che questa sia la sistemazione che garantisce il riposo più giusto e profondo. Anche utile, se vogliamo. [Trad. È sempre meglio nella terra]

 

 

7) A ‘ndà me é ‘l magù

Non si sa se è un’impossibilità reale di affrontare il dolore, o una semplice scusa per evitare di aggiungere alle nostre innumerevoli e non sempre utili incombenze anche questa. [Trad. Ad andare mi viene il magone]

 

 

8) L’è ‘l pòst piö quièt de töcc

Inevitabile conclusione a cui si giunge quando si sente lo scricchiolare della ghiaia sotto le scarpe, il soffio del vento nei cipressi, e quasi l’impercettibile respiro di chi non c’è più. [Trad. È il posto più tranquillo di tutti]

 

 

9) Quando a m’sè lé a m’tribüla piö

Il nostro atteggiamento spesso pessimistico sulle vicende esistenziali ci porta a pensare che questi non siano luoghi di dolore, ma di pace. Visitarli può contribuire a limitare la nostra dose di ansia quotidiana. [Trad. Quando siamo là non ci affanniamo più]

 

 

10) Te pórtet dré negót

Filosofica affermazione che risale alla notte dei tempi e ci induce a riflettere sulla vanità delle cose terrene. Chi la pronuncia, però, non sempre agisce nel modo che la frase sembra suggerire. [Trad. Non porti dietro niente]

 

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