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I bergamaschi e la moto in 10 frasi

I bergamaschi e la moto in 10 frasi
Viva Bèrghem 20 Aprile 2018 ore 07:00

Nel nostro Dna scorre anche la passione per la moto. Non a caso annoveriamo nella nostra storia centauri mitologici come l’imbattuto recordman nella conquista di Campionati Mondiali Giacomo Agostini, ol Mino, e uno stuolo di campioni off-road che hanno fatto conoscere la dura scorza orobica nel mondo. Più modestamente, anche per i comuni motociclisti è arrivata la bella stagione, e con lei la voglia di uscire a fare due pieghe. Ovviamente, a modo nostro.

 

1) Gh’è piö gna ü sentér

Non è che fisicamente non esistano più sentieri. Semplicemente, sono interdetti all’attività motociclistica. Con grande gioia degli escursionisti, poco condivisa ovviamente dai centauri nostrani. [Trad. Non c’è più neanche un sentiero]

 

 

2) Sö la circonvalassiù gh’è de iga pura

Chi si avventura in moto sulla circonvallazione nelle ore di punta, percepisce immediatamente che avrebbe fatto meglio a cambiare percorso. Uscire indenni dalle lamiere che si sfiorano è un miracolo quotidiano. [Trad. Sulla circonvallazione c’è da aver paura]

 

 

3) Ol perìcol i è i óter

In sella a una moto, è vero, c’è chi esagera con la manopola del gas. Ma è altrettanto vero che gli automobilisti in genere non hanno una grande considerazione verso le due ruote. [Trad. Il pericolo sono gli altri]

 

 

4) St’an l’ó dovrada póch

La piovosità e il freddo dei primi mesi dell’anno hanno sovente impedito la liberatoria scelta della moto, con conseguenze nefaste anche sul traffico. Ma c’è tutto il tempo per recuperare. [Trad. Quest’anno l’ho usata poco]

 

 

5) Dümìnica ‘ndó al lach

Meta classica del mototurismo domenicale, i nostri laghi offrono la possibilità di scandire come metronomi le coste, serpeggiando tra una piega e l’altra. Leggendario il tratto tra Castro e Riva di Solto. [Trad. Domenica vado al lago]

 

 

6) Me piàs guidà de per mé

A volte la moto unisce, perché consente di viaggiare in coppia. Altre volte divide, perché chi la guida non vuole “zainetti” al seguito. Da un po’ di tempo, la frase può essere pronunciata indifferentemente da uomini e donne. [Trad. Mi piace guidare da solo]

 

 

7) L’è ‘nfina bèl indà a laurà

Non che ci dispiaccia andare a lavorare, ma a volte è il tragitto che ci sfianca. In moto tutto questo non è più vero, perché la sensazione di essere nel vento rende piacevole anche il percorso quotidiano verso la nostra attività. [Trad. È persino bello andare al lavoro]

 

 

8) A ‘ndà a Bèrghem ghe mète gna la metà

Afflitti cronicamente dal traffico in ingresso dalle Valli, noi possiamo non essere profondamente soddisfatti dalla riduzione dei tempi di percorrenza. Osservando sempre, però, il Codice della Strada. [Trad. Ad andare a Bergamo ci impiego la metà del tempo]

 

 

9) Òcio ch’i mèt zó ‘l fil de fèr

Purtroppo c’è anche chi protegge il proprio territorio con mezzi illeciti, e decisamente pericolosi. È opportuno ricordare che non è così che si difendono i nostri sentieri e le nostre montagne. [Trad. Attenzione che mettono il fil di ferro]

 

 

10) Mé ó mai desmetìt de dovrala

Non c’è pioggia, freddo o vento che tenga: gli irriducibili delle due ruote non conoscono soste invernali. E affrontano l’inverno con lo stesso spirito con cui si apprestano a demolire abbondanti porzioni di polenta e coniglio. [Trad. Io non ho mai smesso di usarla]

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