Viva Bèrghem
Col cünì e polènta l’è ü botèp

Dieci frasi in bergamasco sui funghi

Dieci frasi in bergamasco sui funghi
Viva Bèrghem 13 Ottobre 2021 ore 15:16

di Vecchio Daino

In questa stagione per noi è impossibile non aver avuto contatto con i funghi, cercati personalmente, regalati da un conoscente o acquistati dal fruttivendolo di fiducia. Ma la vera soddisfazione è ovviamente provvedere da soli alla raccolta, anche solo per provocare l’invidia degli amici, mostrando il canestro pieno. Una volta dal vivo, oggi nella propria pagina Facebook.

1. Gh’ó i mé pòs-cc


Non esiste bergamasco che non abbia ereditato la localizzazione geografica dei funghi nei dintorni. Segreto tramandato da generazioni, è tra i più inviolabili della nostra terra. [Trad.: Ho i miei posti]

2. Mè èss bù de fài ‘ndà


La nostra tradizione gastronomica, seppur non ricchissima, attribuisce un ruolo importante ai funghi. Ma anche l’arte culinaria ha la sua parte, per confezionare un piatto che si rispetti. [Trad.: Bisogna essere capaci di cucinarli]

3. Frér e gambète e pò piö


Chi non è proprio un fungaiolo ma ha la passione per la degustazione di miceti, può tranquillamente affidarsi a due specie basilari, i porcini e le gambette. Il gusto è assicurato, la salute anche. [Trad.: Porcini e porcinelli e basta]

4. Ol còch a l’và maiàt crüd


Il delizioso ovolo, come sanno bene i nostri raccoglitori, va consumato crudo, con un filo d’olio. Una vera prelibatezza, ma attenzione: esistono anche i còch bastàrcc, che non devono proprio essere mangiati. [Trad.: L'ovolo (l'amanita cesarea) va mangiata cruda]

5. St’an n’è ‘gnicc póch


Affermazione che si sente nei bar e nelle strade, non si sa quanto sia veritiera e quanto invece nasconda la cupidigia per un abbondante raccolto che non si vuole condividere. [Trad.: quest'anno ne sono nati pochi]

6. Mé me se fide mia


La nostra radicata prudenza ci impone di non compiere azioni avventate, e quindi molti di noi preferiscono lasciare dove sono i deliziosi frutti della terra. E i fungaioli gongolano, perché ne rimangono di più. [Trad.: Io non mi fido]

7. Col cünì e la polènta l’è ü botèp


La degna fine di un buon fungo è sulla tavola, dove è il compagno ideale di un buon pezzo di polenta e del classico coniglio. Per i vegetariani, è sufficiente rinunciare al coniglio. [Trad.: Con coniglio e polenta è un buontempo]

8. Mé maie pò a’ i ciodèi


Esistono anche specie di funghi meno nobili, che non hanno la stessa valenza gastronomica di porcini e porcinelli. Ma i gusti sono gusti, e a qualcuno piace anche l’umile chiodino. Che però è meno inoffensivo di quel che sembra. [Trad.: Io mangio anche i chiodini (armillaria mellea)]

9. Chi macc mè conòssei


Assennato ammonimento di chi invita a studiare l’aspetto dei funghi, o almeno a rivolgersi a chi ne sa qualcosa. Finire all’ospedale non è esattamente quello che cerchiamo. [Trad.: Quelli matti bisogna conoscerli]

10. Gh’è piö i fòns de öna ólta


Questa frase viene ripetuta probabilmente da generazioni, e non ha ormai alcun significato, se non quello di constatare l’inesorabile declino dei sensi in età avanzata. [Trad.: Non ci sono più i funghi di una volta]