Con una fotogallery delle opere

10 grandi designer bergamaschi

10 grandi designer bergamaschi
Viva Bèrghem 07 Agosto 2018 ore 05:30

Il mondo del design bergamasco è ricco di studi affermati e nuovi giovani che ricevono l’attenzione delle aziende di Bergamo e provincia, ma anche di importanti realtà a livello nazionale e internazionale (Alessi, Guzzini, Citterio, Fontana Arte e Colombo Design). Accanto a chi lavora da anni sul territorio ed è stato capace di lasciare una sua impronta riconoscibile, come Bruno Rota o lo studio associato creato da Natalia Rota Nodari e Alberto Basaglia, ci sono professionisti come Marco Acerbis, Paolo Gerosa, Stefano Mazzucchetti e Giovanni Minelli e giovani, o giovanissimi, talenti come Giulia Laura Bombardieri (classe 1987) e Luca Galbusera (del 1984), vincitore del Premio #CONCRETE IN DESIGN 2013 organizzato da Italcementi e Alessi. Accanto a tutti, un’outsider d’eccellenza come Laura Polinoro che, pur avendo lavorato per anni in ambiente milanese, ora prosegue i suoi progetti nello studio di via Generale Marieni a Bergamo, a San Vigilio. A proprio modo, ognuno di questi professionisti della creazione porta avanti una storia, quella del design italiano, che vanta eccezionali maestri e grandi risultati, tra progettazione aziendale pura e produzione artistica.

Bruno Rota e il bricco del latte. Bruno Rota festeggia nel 2018 i 37 anni della creazione del suo contenitore per il latte, nato nel 1981, nel momento di passaggio dalla confezione a piramide a quella a parallelepipedo. Era un progetto realizzato per le Officine Antonio Vecchi in occasione della riorganizzazione delle linee produttive della Centrale del Latte, oggi Lactis. Dopo trent’anni,  continua a produrlo la ditta Nordcontenitori, che lo distribuisce sia in Italia che all’estero: l’oggetto dimostra, rispetto ai cicli spesso brevi degli odierni prodotti di design, una longevità sorprendente.

Alberto Basaglia, Natalia Rota Nodari e la lampada Colette. Outlook design Italia, Rexite, Luxit, Pedrali, Café Bonomi, Mama Design e Diemmebi, invece, sono alcune delle aziende per cui ha lavorato lo studio associato creato da Alberto Basaglia (classe 1969) e Natalia Rota Nodari (classe 1970), nato nel 1997. Il loro sodalizio creativo ha firmato  progetti di successo entrati nell’uso comune, come la Lampada Colette o il tavolo Ribaltino.

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Marco Acerbis e la maniglia Prius. Laureatosi nel 1998, Marco Acerbis ha vissuto a Londra per 5 anni, durante i quali, in collaborazione con lo studio Foster&Partners, lavora nella costruzione di un edificio di otto piani dedicato alla ricerca scientifica presso l’Imperial College e diventa Capo Progetto di Capital City Academy, un liceo per 1400 studenti, lungo 250 metri, inaugurato da Tony Blair. Nel 2004, rientrato in Italia, apre il proprio studio di architettura e design. La lampada Vertigo, disegnata per Fontana Arte, diventa rapidamente sia un best seller che un’icona senza tempo ed è inclusa nella collezione permanente del Vitra Design Museum, mentre la maniglia Prius, disegnata per Colombo Design, vince la Menzione d’Onore al XXI Compasso d’Oro. Attualmente lavora, tra le altre, per l’azienda bergamasca Valsecchi 1918, per Riva 1920, Pirelli Re, FontanaArte, Colombo Design, Citterio, Alias e Acerbis International.

Paolo Gerosa e il dosaspaghetti argentato. Paolo Gerosa inizia la sua attività come interior designer durante gli studi accademici. Nel 2006-2007 lavora per il Centro Ricerche Baleri Italia, mentre dal 2008 al 2011 collabora con lo studio “LPWK Studio” di Laura Polinoro, occupandosi di progettazione e meta-progettazione di prodotti destinati prevalentemente ad Alessi. Attualmente, alla progettazione di interni affianca la realizzazione di elementi d’arredo in serie limitata, autoprodotti. Ha disegnato per Alessi, Valsecchi1918, A2CG ed altri brand, progettando oggetti, arredi, complementi, lampade ed attrezzature per il fitness.

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Stefano Mazzucchetti e la libreria sospesa. Stefano Mazzucchetti è nato a Ponte S. Pietro nel Gennaio 1976 e a 21 anni ha fondato Sospesi, piccola realtà orientata esclusivamente al mondo del design, con la quale sperimenta due strade parallele: una quella dell’azienda che produce appendiabiti innovativi, l’altra SM, della quale è tutt’ora titolare, che produce complementi d’arredo.

Giovanni Minelli e il lampadario Crio. Giovanni Minelli è bergamasco di nascita, classe 1976. Durante gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera frequenta i corsi di design industriale creando i primi progetti, che si collocano tra l’oggetto d’arte e il design industriale, pezzi unici che verranno presto inseriti nel circuito delle gallerie d’arte contemporanea. È uno degli esponenti dell’art design, capace di farsi notare dalle aziende emergenti del panorama italiano.

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Laura Polinoro e il portafrutta a forma di corallo. Laura Polinoro nel suo passato vanta lavori nel settore della danza contemporanea come art director, costumista e scenografa. Nel 1990 ha fondato e diretto il Centro Studi Alessi (CSA), come metaprogettista e art director, con la duplice missione di lavorare ai libri pubblicati dalla Alessi e di coordinare i giovani designer. Tra i metaprogetti da lei creati e diretti per il CSA ci sono numerosi oggetti presenti nelle collezioni design del MOMA di NY, nel Groninger museum di Groningen, nel Mak di Francoforte, nel Museu d’Arts Decoratives de Barcelona, nel Museum Fur Gestaltung di Zurigo.

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Laura Bombardieri e le borse di carta. Tra i giovanissimi, spicca Giulia Laura Bombardieri. Ha solo 27 anni e dal 2011 collabora con lo studio LPWK di Laura Polinoro. Due anni fa scopre un interesse per il mondo grafico ed insieme ad un’amica inizia una nuova avventura nel mondo del fashion design creando magliette ed accessori con il logo ZERO°. Con questo marchio vince il concorso Europeo Start in Style, presentando una nuova collezione di borse in carta.

Luca Galbusera e la fruttiera in cemento. Luca Galbusera, trentenne, è il giovane vincitore di #CONCRETE IN DESIGN 2013, concorso per giovani designer promosso da Alessi e Italcementi. La sua fruttiera, omaggio all’artigianato, è stata premiata unica vincitrice su 200 creativi provenienti da 112 paesi, che hanno presentato complessivamente 302 progetti. Il suo La trama e l’ordito è un lavoro che richiama alla sobrietà e che vuole far tornare il centro tavola ad oggetto di uso e consumo, dal carattere artigianale, capace di richiamare ricordi e stimolare pensieri. Un design che, oltre l’industria, torna ad ispirarsi ad un lavoro manuale, capace sì di produrre in serie, ma sottolineando sempre il suo carattere di “pezzo unico”.

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