Un locale innovativo

In Disparte, un tempio della musica

In Disparte, un tempio della musica
08 Marzo 2017 ore 06:15

Un luogo accogliente, luci soffuse e centinaia di libri sulle mensole che infondono un piacevole odore di carta (e chi passerebbe intere giornate a annusare libri nuovi, capirà perfettamente di cosa si parla). Alle pareti decine di opere di artisti locali, tra cui le bellissime fantasie neo-surrealiste di Michael Paysden, e un arredamento vintage con tanto di macchina da scrivere funzionante e utilizzabile.

Ma quel che più interessa le nostre giovani band è lo spazio dedicato ai concerti. Un’ala del locale con un piccolo palco rialzato. Un piccolo tempio. Agli inizi, ormai un anno e mezzo fa, si diceva che il locale fosse adatto solo a concerti in acustico, a basso livello di decibel e senza troppi fronzoli strumentali: niente di più falso. Il palco di In DispArte ha dimostrato di poter reggere con ottimi risultati concerti di ogni tipo, dal Jazz all’elettronica, passando per il rock più “rumoroso” e “rumoristico”. L’atmosfera suggestiva, che solo un caffè letterario (format peraltro sempre più frequente e di successo) potrebbe offrire, garantisce spettacoli di alto livello.

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E a In DispArte ci possono suonare tutti. La programmazione è varia, e le opportunità di trovare spazio sono molte, anche grazie all’intelligenza, alla lungimiranza, alla disponibilità e alla versatilità di chi gestisce il locale e la sua programmazione: si va da concerti di cantautori emergenti (il classico chitarra/ voce/fiaschetto di vino gucciniano) a concerti di vere e proprie orchestre jazz. In alcune occasioni particolari, l’ala dedicata al concerto viene isolata con delle tende, e l’ingresso al concerto è a pagamento: potrebbe sembrare un eccesso di avidità o di alterigia, ma è in realtà un indice della consapevolezza, tutt’altro che scontata, che la musica ha un valore, e che chi suona a In DispArte non è certo l’ultimo arrivato. I concerti, anche quelli a pagamento, registrano sempre un’affluenza invidiabile.

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Le persone che frequentano il locale, inoltre, sono spesso artisti o amanti dell’arte in generale (e chi non lo è lo diventa, almeno per una sera, appena varcato il portone d’ingresso), attratti dalla sensazione di raffinatezza e di coscienza di un intento socio-culturale che trapela da ogni angolo del locale: per questo uno spettacolo a In DispArte è molto diverso rispetto allo stesso spettacolo in un qualunque altro locale, almeno bergamasco: quando si varca il confine dell’ala concerti, lo si fa per ascoltare. La cultura dell’ascolto è una prerogativa che è mantenuta viva da un insieme di fattori che il locale rispetta pienamente e con uno studio alle spalle che ha permesso risultati inimmaginabili in un’epoca come la nostra: l’atmosfera ricreata da ogni singolo elemento dell’arredamento, la disposizione del palco con un pianoforte a coda in un angolo, suggestivo e capace con la sua sola presenza di dare all’ambiente il tono necessario a favorire un certo approccio agli spettacoli proposti, come una sorta di altare davanti al quale non ci si può che inginocchiare, tutto è in funzione dell’Arte. E quando l’Arte è nel proprio habitat naturale, non ce n’è per nessuno.

In DispArte è un locale giovane, ma in soli 18 mesi ha rivoluzionato il concetto di locale, almeno a Bergamo, almeno se si parla di locale in cui si fa (anche) musica. Un consiglio a tutte le giovani band emergenti, così come a tutti i ragazzi che di sera non sanno bene cosa fare: andatelo a cercare, nella zona del Pam, in via Madonna della Neve. Se proprio non vi piacerà la musica, ci sono sempre il bar e il ristorante, e soprattutto tantissime persone interessanti da incontrare.

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