La sagra compie cinquant'anni

Elogio degli scarpinòcc e della festa che fanno a Parre

Elogio degli scarpinòcc e della festa che fanno a Parre
21 Agosto 2015 ore 20:00

Photocredit BergamoPost/Antonio Milesi.

 

Dopo i lunghi preparativi la tradizionale “Sagra dello Scarpinòcc” è partita. Il consueto appuntamento, che si svolge a Parre da venerdì 21 fino a domenica 23 agosto, è organizzato dalla Pro Loco del comune della Val Seriana e coinvolge oltre cento volontari che per giorni hanno curato i dettagli affinchè il tutto si svolga alla perfezione. La festa è dedicata, come dice il nome stesso, agli scarpinòcc, piatto tipico nato a Parre (da qui la dicitura “Scarpinòcc de Par”) e con cui tutta la popolazione del paese si identifica.

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Le origini degli scarpinòcc. Il nome deriva dalla particolare forma che ricorda una scarpetta e, secondo la tradizione, sembra che il “battesimo” sia stato del tutto casuale. La storia racconta infatti che una casalinga dell’epoca stesse preparando questa sorta di ravioli ripieni che però risultarono di dimensioni molto più grosse rispetto agli standard del tempo. Il marito, osservando la moglie preparare le portate, esclamò “somèa scarpinòcc!”, facendo riferimento agli zoccoli che si utilizzavano in quel periodo. Da quel giorno quel particolare raviolo prese il nome di scarpinòcc.

Cosa sono gli scarpinòcc. La ricetta originale, nata già nel Medioevo, spiega che gli scarpinòcc non sono altro che dei ravioli fatti a mano con un ripieno composto da formaggio, pangrattato e qualche spezia, conditi solamente con del burro fuso, salvia e grana grattugiato a volontà. Si differenziano dai casonsèi, altra tipologia di raviolo, per via dell’assenza di carne nel ripieno. In origine il formaggio utilizzato era il motèl, un prodotto molto stagionato, che poi, con il passare degli anni, venne sostituito con il Grana Padano. La scelta di non inserire la carne nel ripieno fu dettata esclusivamente dalle esigenze dell’epoca: farina, uova e latte (da cui ricavare formaggi) erano presenti in abbondanza nel territorio, a differenza di carne. La presenza di mucche non era molto numerosa e la popolazione locale preferì tenerle in vita sfruttandone il latte piuttosto che sopprimerle per ricavarne la carne.

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La ricetta e la preparazione. Per 1 kg di pasta sono necessari 800 grammi di farina bianca tipo “00”, al massimo 200 grammi di semola di grano duro, 40 grammi di burro a temperatura ambiente, 3 uova, e un po’ di acqua per ammorbidire e far legare al meglio l’impasto. Per il ripieno invece servono 700 grammi di Grana Padano grattugiato, 350 grammi di pangrattato, 40 grammi di prezzemolo, 30 grammi di burro, 4 uova, uno spicchio d’aglio, un pizzico di sale e quanto basta di latte e spezie. Una volta a disposizione il tutto si può iniziare. Per preparare il ripieno serve amalgamare formaggio grattugiato, pangrattato e spezie; poi è necessario far sciogliere il burro a cui unire aglio e prezzemolo finemente tritati; dopodichè si reimpasta il tutto aggiungendo uova e latte fino all’ottenimento di un composto omogeneo. Per preparare la pasta dobbiamo unire farina, uova e burro con un po’ di acqua e amalgamare il tutto fino a realizzare un impasto morbido da stendere con un mattarello cercando di ottenere una sfoglia alta circa 0,6 millimetri. Una volta preparati pasta e ripieno, si creano dei dischi di circa 6 centimetri di diametro al centro dei quali deve essere collocato il ripieno. Dopodichè i dischi vanno piegati formando una mezza luna e sigillati sui bordi evitando così l’eventuale uscita del ripieno. Infine è necessario premere al centro del raviolo al fine di ricavarne la tradizionale forma da cui deriva il nome.

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La festa. Come detto in apertura, agli Scarpinòcc è dedicata una sagra, giunta alla cinquantesima edizione, e sempre in costante crescita. Le statistiche dicono che nel 1966, anno dell’esordio ufficiale, la cifra di ravioli consumati era di 6.700, mentre nella scorsa edizione si è arrivati addirittura a 106.000. Quest’anno, con l’aggiunta del pranzo domenicale, si punta a sfondare la quota dei 120.000 pezzi e a superare le diecimila presenze in tre giorni, con gente proveniente da ogni angolo del Nord Italia e non solo. Ma la manifestazione non sarà dedicata esclusivamente al piatto tipico. L’avvenimento è creato anche al fine di valorizzare al meglio bellezze e tradizioni locali. La sagra proporrà anche un angolo dedicato e allestito da due gruppi folkloristici del paese, i Lampiusa e i Costom de Par e, ogni giorno, offrirà ai visitatori degli itinerari turistici atti ad esaltare eccellenze quali il Rifugio Vaccaro e la Casa della Pierina, costruzione rurale dei primi anni ‘900. Il via è stato dato venerdì sera alle 17 con la sfilata del Carro dello Scarpinocc accompagnato dal pluripremiato Corpo Musicale di Parre; mentre le serate, previste in una tensostruttura da 2200 posti coperti, saranno allietate con l’intrattenimento musicale di tre rinomate orchestre (Roberto Polisano, Castellina Pasi e Mr Domenico).

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Il libro. Ma non finisce qui. La Pro Loco di Parre per festeggiare il cinquantesimo della celebre manifestazione locale ha fatto le cose in grande e ha realizzato il libro Parre, 50 anni di Sagra degli Scarpinòcc in cui è racchiusa la storia della festa, nata 50 anni fa per mano di Duilio Imberti e Sandro Scainelli e divenuta poi uno degli appuntamenti più importanti nella provincia di Bergamo. Il volume è inoltre ricco di aneddoti, cenni storici e riferimenti alle principali tradizioni locali. E per il cinquantesimo c’è anche una gradita sorpresa, ovvero “La Balàda di Scarpinòcc”, un saltarello dedicato al celeberrimo prodotto scritto da Ivan Barcella, Aldo Imberti e Fabio Tresoldi con la collaborazione di Giovanni Bossetti.

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