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Partnership Atalanta con Ecopneus

Che fine fanno gli pneumatici? Nei gommini dei campi sintetici

Che fine fanno gli pneumatici? Nei gommini dei campi sintetici
Viva Bèrghem 08 Ottobre 2014 ore 12:52

Sembra uno scherzo ma non lo è. Anzi, si tratta di una delle scelte più importanti ed innovative che una società di calcio può fare. Atalanta ha inaugurato nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre il nuovo terreno di gioco in sintetico dedicato alle attività del settore giovanile. L’ultimo nato tra i rettangoli verdi di Zingonia permette ai ragazzi nerazzurri di lavorare senza intoppi con qualsiasi condizione atmosferica ma, se da una parte l’uso dei sintetici è molto diffuso, dall’altra è assolutamente innovativa la scelta della società.

Grazie alla partnership con il consorzio Ecopneus, Atalanta ha voluto portare a compimento un manto erboso che è interamente ricoperto di una speciale gomma ricavata dai cosiddetti PFU, Pneumatici Fuori Uso. Dentro ad un campo da calcio regolamentare a 11 vengono normalmente inserite 120-150 tonnellate di gomma, l’equivalente di 12.000 pneumatici usati che hanno così un’importantissima seconda vita.

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«Il nostro consorzio – spiega il direttore generale di EcoPneus Giovanni Corbetta – raccoglie i maggiori produttori di pneumatici e si preoccupa di ottemperare alla legislazione vigente. Dal 2006 non si possono più stoccare in discarica i pneumatici, dal 2011 per ogni gomma d’automobile che entra nel mercato deve esserne recuperata una e noi lavoriamo per questo. Ci sono circa 800 addetti che si occupano del ritiro gratuito, del trattamento e della separazione dei componenti che si trovano nei pneumatici. Si tratta di filamenti tessili, acciaio e polimeri plastici di assoluta qualità che, dopo il consumo stradale, diventano una importante risorsa da riciclare. L’intaso tra i fili d’erba sintetica e il tappetino che favorisce l’elasticità del campo da gioco sono molto importanti per realtà professionistiche e siamo orgogliosi che Atalanta abbia intrapreso questa strada».

Il concetto è tanto semplice quanto incredibilmente nuovo per il panorama italiano. L’Europa chiede di favorire il riutilizzo delle materie prime e seconde, la gomma ha caratteristiche che resistono all’usura anche quando non sono più adeguate per la circolazione stradale e quindi ecco che l’utilizzo sportivo garantisce ottime risposte tecnico-strutturali ed un grandioso impatto ambientale.

«L’esperienza di oggi ci insegna che il tema del riciclo dei materiali – dichiara Barbara Degani, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente – può rappresentare un’opportunità molto grande per la green economy. Chi avrebbe mai immaginato che un campo di calcio nel centro sportivo di una squadra di serie A potesse essere realizzato con un derivato di pneumatici? Questo è un esempio concreto di come fantasia e ricerca possano aiutare l’ambiente migliorando la qualità di una prestazione sportiva».

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Il direttore generale di Atalanta PierPaolo Marino ha commentato con grande entusiasmo la nuova partnership con EcoPneus, consorzio senza scopo di lucro. «Il rapporto ha validità triennale, credo che questo dimostri ulteriormente quanto Atalanta voglia fare nel campo dell’innovazione e delle scelte proiettate al futuro. Il terreno sarà usato dai ragazzi del settore giovanile, è stato realizzato con materiali di grande livello e grazie alla collaborazione con una realtà all’avanguardia nel campo del recupero dei pneumatici».

Il granulo da PFU viene impiegato come materiale da intaso tra i fili d’erba e nello strato sottostante la superficie da gioco e questa tecnica favorisce il livellamento delle fondazioni, donando elasticità alla superficie e favorendo la restituzione dell’energia all’atleta. Nell’intaso, il granulo ha una funzione prestazionale necessaria ai fini dell’assorbimento degli shock, aiuta a prevenire la deformazione verticale della superficie mantenendo alti standard qualitativi per il rotolamento e il rimbalzo del pallone.

L’utilizzo dei materiali derivati dal recupero dei PFU nello sport consente un triplice vantaggio. Il primo è quello ambientale: si contribuisce alla riduzione del consumo di materie prime vergini utilizzando un materiale abbondante e ricavato dal trattamento di un rifiuto. Il secondo è economico: a parità di prestazioni e di resa, questi materiali costano circa un decimo rispetto ai materiali vergini comunemente utilizzati. Terzo vantaggio, le prestazioni: la gomma dei PFU consente prestazioni e una resa complessiva della pratica sportiva in alcuni casi addirittura migliore rispetto i materiali comunemente utilizzati. Tyre Field, il futuro ha un nuovo terreno.