Oltre 750 persone a Villa d'Almè

Foto e video della serata della Curva dedicata alla famiglia Cucchi

Foto e video della serata della Curva dedicata alla famiglia Cucchi
Viva Bèrghem 17 Ottobre 2018 ore 07:30

«Voglio che adesso, tutti insieme, urliamo il nome di Stefano per nove volte. Nove, come gli anni che Rita e Giovanni hanno dovuto aspettare per la verità. Voglio che tornino a Roma ricordandosi di noi. Quindi…. S-T-E-F-A-N-O!». E la sala gremita del Teatro Serassi di Villa d’Almè ha risposto. Come sempre, quando a chiedere qualcosa è il Bocia, Claudio Galimberti. Come sempre, quando quello che gli si chiede è una dimostrazione di vicinanza e solidarietà. Si è chiuso così l’evento che, la sera di domenica 14 ottobre, la Curva Nord, Lab 80 e l’Associazione Stefano Cucchi Onlus hanno organizzato per la proiezione del film Sulla mia pelle, pellicola che racconta, senza filtri ideologici, la tragica vicenda di Stefano Cucchi, arrestato per detenzione e spaccio di stupefacenti nell’ottobre del 2009 e morto una settimana dopo in carcere. Dopo una lunghissima battaglia processuale, la scorsa settimana uno dei Carabinieri accusato di essere tra i responsabili della morte del 31enne geometra ha finalmente rotto il muro di omertà: Cucchi fu brutalmente picchiato da due uomini dell’Arma. Una prima vittoria per la famiglia della vittima. La serata, in realtà, era già organizzata da tempo. Ma questa novità non ha fatto altro che rendere tutto ancora più bello ed emozionante.

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Presente la famiglia Cucchi. Inizialmente, la proiezione sarebbe dovuta avvenire all’Auditorium di Piazza della Libertà, in centro a Bergamo. Presto, però, si è capito che quello spazio non avrebbe potuto ospitare tutte le persone interessate all’evento. Su Facebook, un migliaio di utenti si erano detti sicuri di partecipare, e diverse migliaia erano invece interessate. Per questo gli organizzatori hanno deciso di cambiare location e spostarsi al Serassi di Villa d’Almè: circa 750 posti a sedere assicurati. L’appuntamento era alle 20.30, ma i ragazzi della Nord erano stati chiari: meglio arrivare un po’ prima. In realtà, già alle 20 la platea era piena in ogni ordine di posto. E fuori sono rimaste almeno un centinaio di persone, che non sono potute entrare. Sin dal lancio della proiezione era stata annunciata la presenza dei genitori di Stefano Cucchi, di sua sorella Ilaria, diventata il volto della battaglia legale e civile portata avanti dalla famiglia di Stefano, e l’avvocato Fabio Anselmo. Gli inattesi (e positivi) sviluppi processuali dell’ultima settimana hanno purtroppo costretto Ilaria e l’avvocato a cancellare l’appuntamento, ma Rita e Giovanni, genitori del 31enne ucciso esattamente nove anni fa, hanno confermato la presenza.

 

 

Tanti giovani. Mentre si avvicinavano le 20.30, la sala del Serassi si riempiva. Il nerazzurro era, ovviamente, il colore dominante. Un grande striscione dominava la platea: «Per 9 anni l’abbiamo gridato, adesso il muro è crollato. Grazie famiglia Cucchi per non avere mollato». Sotto il palco, invece, un altro striscione: «Contro ogni repressione». A colpire immediatamente, l’eterogeneità anagrafica dei presenti. Ma ancora di più il fatto che fossero davvero tantissimi i ragazzini. «Papà mi ha detto di venire – ha spiegato uno di loro, in coda al bar -. Mi ha detto che questa volta non si andava all’Atalanta ma a fare una cosa ancora più bella». Viene da pensare che se questa serata l’avesse organizzata qualcuno di diverso dai ragazzi della Curva, forse non ci sarebbero stati così tanti giovani.

 

 

Le parole di Rita, Ilaria e l’arrivo del Bocia. 20.37: sul palco sale uno dei ragazzi della Nord. Microfono in mano, ha richiamato l’attenzione di tutti. «Scusate il ritardo. Tra poco vedremo il film, ma prima vorrei accogliere sul palco Rita e Giovanni, i genitori di Stefano, che ringraziamo per aver voluto essere presenti. Adesso arrivano, prima però, quando hanno saputo che un centinaio di persone non sono riuscite a entrare nel teatro, sono voluti uscire per ringraziare anche loro. Questo dimostra che persone sono». Un lungo applauso e poi ecco arrivare anche i genitori di Cucchi. Visibilmente commossi, sono riusciti a parlare soltanto dopo un minuto buono di applausi e grida di sostegno. Poche parole, semplici, per presentare il film e dire un’altra volta grazie a Bergamo, ai ragazzi della Nord (il primo incontro tra la famiglia Cucchi e gli ultrà nerazzurri risale a otto anni fa, alla Festa della Dea del 2010), a Bergamo, a tutti i presenti. «Stefano aveva sbagliato e doveva pagare, ma non con la vita. È morto solo, pensando di essere stato abbandonato da tutti. Noi vogliamo che questo non accada più a nessun altro». Mentre parlavano, in platea ecco arrivare, inatteso, anche il Bocia. Subito dopo, in collegamento telefonico, Ilaria Cucchi si è scusata di non poter essere presente e ha ringraziato di cuore la città per essere sempre stata vicina a loro e aver lottato perché la verità sulla morte di Stefano venisse finalmente a galla.

 

 

La lacrime e quel lunghissimo applauso. Il film, diretto da Alessio Cremonini e interpretato da un incredibilmente bravo Alessandro Borghi, è stato guardato in un silenzio surreale. Più scorrevano le immagini sullo schermo, più quel silenzio veniva incrinato da timidi singhiozzi di alcuni dei presenti. Alle 22.30 circa, le luci in sala si sono riaccese. Il pubblico applaudiva da oltre un minuto. Lo schermo si è alzato mostrando uno striscione nerazzurro con impressi i loghi della Nord e la scritta «Bergamo». Rita e Giovanni hanno lasciato per qualche minuto la platea, evidentemente provati dalla visione (l’ennesima) del film. Dopo un breve discorso di Rossana, rappresentante dell’Associazione Stefano Cucchi Onlus, i genitori del 31enne sono tornati e sono saliti ancora sul palco, questa volta accompagnati dal Bocia. Ed è stato quest’ultimo, con il suo carisma, a chiudere la serata. Dopo aver appoggiato il microfono a terra, ha detto: «Voglio che adesso, tutti insieme, urliamo il nome di Stefano per nove volte. Nove, come gli anni che Rita e Giovanni hanno dovuto aspettare per la verità. Voglio che tornino a Roma ricordandosi di noi. Quindi…. S-T-E-F-A-N-O!». Per nove volte il nome di Stefano è risuonato nall’ampia sala del teatro. Per nove volte il nome di Stefano ha riempito spazio e cuori. Poi un abbraccio tra il Bocia, Rita e Giovanni. E ancora applausi, lunghissimi, interminabili. Non saranno stati come quelli che hanno accolto il film al Festival di Venezia, ma ci permettiamo di pensare che questi valgano ancora di più.

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