Con le sue caratteristiche

Sulla funicolare di San Vigilio Salita virtuale ora che è riaperta

Sulla funicolare di San Vigilio Salita virtuale ora che è riaperta
16 Marzo 2016 ore 03:30

Evviva! Con due settimane di anticipo riaprono le funicolari (San Vigilio oggi 14 marzo, mentre Città Alta venerdì 18 marzo), dopo l’interruzione della circolazione in data 18 gennaio, per lavori di manutenzione straordinaria. Come celebrare questa notizia? Semplicemente raccontandone la loro storia. Iniziamo da quella di San Vigilio.

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Entrò in funzione il 27 agosto 1912, con due carrozze costruite dalla ditta bergamasca Fervet, mentre l’impianto era della Societé des Usines L. de Roll di Berna, anche se tutti sanno che promotore, progettista e costruttore fu lo stesso di quella di Città Alta, ovvero l’ingegnere Alessandro Ferretti. Nonostante non vennero predisposti un’inaugurazione ufficiale, neppure una targa e tantomeno un brindisi, fu un successo di passeggeri che si disposero ordinatamente in lunghe code dietro la Porta di Sant’Alessandro presso la stazione inferiore. Tutti erano molto eccitati, anche perché per la prima volta si andava comodamente alla scoperta dei nostri colli, o meglio “sul monte” (quello di San Vigilio), grazie al superamento del baluardo Pallavicino nelle mura veneziane.

 

 

La proprietà svizzera presentò da subito evidenti difficoltà, tanto che al suo fallimento nel 1918 le subentrò l’azienda municipalizzata di Bergamo, che tramite il Comune acquistò l’impianto per 50mila lire, contro le 240mila sborsate per la costruzione. Rimase attiva fino al 1976, quando il servizio venne sospeso, in primo luogo perché erano scaduti i termini della concessione governativa e soprattutto perché erano venuti meno i requisiti di sicurezza, forse gli stessi che causarono il rogo dei primi anni Ottanta. A quel punto la Commissione amministratrice dell’azienda predispose un progetto di radicale trasformazione, così che nel 1987 la ditta Ceretti Tanfani di Milano dette il via ai lavori, conclusi nel 1991.

Tra le migliaia di passeggeri trasportati negli anni, il più illustre fu senza dubbio Hermann Hesse, che la utilizzò nel 1913 e che apprezzò gli scorci panoramici e le innumerevoli possibilità di piacevoli percorsi sui colli della città: la descrizione che rilasciò all’epoca ancora oggi ha la capacità di emozionarci.

 

 

Le sue caratteristiche sono:

  • Lunghezza linea: 630 metri.
  • Dislivello: 90 metri (da 369 metri a 459 metri).
  • Pendenza minima 10 percento e massima 22 percento.
  • Posti: 55.
  • Durata della corsa: 2 minuti e 40 secondi.

Tanti e tanti altri particolari si possono conoscere sulla sua storia, visitando il Museo ATB del trasporto locale allestito presso la sede ATB di Bergamo in Via Gleno. Qui tutte le info.

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