Viva Bèrghem
Il successo dei loro corsi

Hobby e Merceria in viale Muraine Un regno di fili colorati e bottoni

Hobby e Merceria in viale Muraine Un regno di fili colorati e bottoni
Viva Bèrghem 27 Novembre 2014 ore 12:47

Maglia e cucito come ricerca di se stesso, passione, svago, relax. Chi ama ago e filo conosce bene la serenità che infonde il ricamo, l'arte di decorare un tessuto con fili colorati e punti di vario genere. Non importa che si lavori a punto erba, catenella, o punto croce. L'essenziale è che vi sia ritmicità nel gesto, poiché questo libera la mente e rilassa il diaframma, sciogliendo lo stress quotidiano.

Fabiana Rossi e Alessandra Savoldelli conoscono bene questa sensazione e ne sono innamorate, al punto da dedicare all'arte del cucito una grande attività, in Viale Muraine 10, a Bergamo. Hobby e Merceria è un regno fatto di fili coloratissimi e bottoni inusuali, un negozio dalle pareti colme di piccoli oggetti per decorare, cucire, aggiustare. Un mondo variopinto fatto di minuteria, come il ferro da stiro lungo dieci centimetri, perfetto per le rifiniture, o il set per preparare un pon pon. Per non parlare delle piccole roselline in tessuto lilla, rosso e rosa, la variopinta colonna con tutte le tonalità dei fili DMC e le centinaia di bottoni a forma di orsetto, fragolina, pallone, gattino. Una sfilata di cerniere, disposte per tonalità dalla più chiara alla più scura, e dalla più piccola alla più lunga, decora poi una grande parete, disegnando un ordinatissimo arcobaleno di tessuto.

«Noi amiamo il nostro lavoro, che nasce dalla passione per l'arte del cucito – racconta Fabiana, giovane modellista della Valgandino – per questo proponiamo corsi che diffondano la cultura di ferri e gomitoli, ago e filo. Sono lezioni di maglia, uncinetto e, naturalmente, di cucito, anche per chi è neofita e non ha mai preso in mano ago e filo». Corsi dunque su misura, a cui partecipano non solo donne mature, ma anche ragazze e soprattutto bambine. Un modo, questo, per recuperare una dimensione personale, introspettiva, silenziosa, che crea una bolla di pace nel caos del mondo. «Tra le allieve abbiamo avuto anche una mamma con la figlia; è stato bello vederle immerse in un momento di grande dialogo e complicità – continua Fabiana – mentre tra i clienti non sono mancati due ragazzi, che hanno comprato gomitoli di lana per preparare una sciarpa morbida e avvolgente alle fidanzate». Il filato dunque non solo come elemento per decorare tovaglie o comporre quadri, ma anche come corteggiamento, avvicinamento discreto di anime che vogliono passare un istante di tranquillità insieme.

Il corso più richiesto? Quello di cucito. «Le ragazze chiedono di imparare tutto, dalla A alla Z, anche per quanto riguarda l'uso della macchina da cucire. Vogliono imparare ad accorciare i pantaloni, cambiare una cerniera, fare un orlo a mano. Oppure desiderano dedicarsi ai cartamodelli, che sono necessari per abiti su misura». Sei, a volte sette lezioni per imparare un'arte antica e raffinata, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Un insegnamento prezioso, da tramandare alle future generazioni, perché legato a doppio filo ad una sana passione, una grande cultura e una felice tradizione.

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