Trofeo FAIP-Perrel 2017

Jerzy Janowicz si prende Bergamo davanti a un PalaNorda sold out

Jerzy Janowicz si prende Bergamo davanti a un PalaNorda sold out
27 Febbraio 2017 ore 11:22

Una festa, come ogni anno, che quest’anno però s’è tinta di rosso e bianco. Il Trofeo FAIP-Perrel 2017 si è chiuso domenica 26 febbraio e dopo la vittoria della giovanissima polacca Iga Swiatek una settimana fa nella prima edizione del torneo femminile, il suo connazionale Jerzy Janowicz ha conquistato la dodicesima edizione degli Internazionale di tennis di Bergamo, battendo in due set, 6-4 6-4 il 20enne francese Quentin Halys. Il tutto davanti a un PalaNorda sold-out, con circa 2.500 persone che hanno assistito alla finale e alla premiazione.

 

[Janowicz, a sinistra, con lo sconfitto Halys]

 

Nonostante una classifica che lo vedeva oltre la 240esima posizione al mondo, Janowicz era uno dei favoritissimi. Arrivato a Bergamo grazie a una wild card concessagli dagli organizzatori, il polacco, a 26 anni, punto a tornare in alto. Anzi, in altissimo come ha detto lui stesso a fine match: «Per me questa vittoria è un passaggio: parlando onestamente, voglio tornare tra i top-15. Questa settimana ho fatto un passo e adesso punto a raccogliere altri punti la prossima settimana a Wroclaw. Spero di restare in salute e di tornare il prima possibile ad alti livelli». Tornare, perché qualche anno fa il gigante polacco s’era issato fino alla quattordicesima posizione mondiale, dopo aver stupito tutti raggiungendo la finale di Parigi Bercy e arrivando in semifinale a Wimbledon. Poi i tanti infortuni (compreso quello che lo ha costretto a uno stop di sette mesi nel 2016) lo hanno fatto precipitare in classifica. Ora l’obiettivo è tornare lassù. Esagerato? Non proprio, le qualità ci sono tutte, soprattutto su superfici veloci come quella del Play-It del PalaNorda, dove Janowicz ha dimostrato di avere ben pochi rivali.

 

[Giro di campo di Janowiz con lo speaker del torneo Pako Carlucci]

 

Contro Halys, l’impressione avuta dagli spalti è che non ci sia mai stata partita. Il francesino, nel primo set, ha rimontato per due volte da 0-40 (nel primo e nel quinto game), ma gli è stato fatale il nono. Un passante basso e potente gli impediva di giocare la demivolèe e sigillava il primo strappo. Janowicz teneva con agio il turno di servizio e intascava il primo set, salvo poi raccogliere il break decisivo sul 2-2 del secondo set senza più concedere nulla all’avversario. Il francese ha provato a rispondere più aggressivo, mettendo i piedi vicino alla riga, ma con scarsi risultati. In risposta, ha raccolto cinque punti nel primo set e cinque nel secondo: troppo potente la battuta del polacco per poter avere margini. E così Janowicz ha potuto esultare davanti a un pubblico che, inizialmente, sembrava non averlo preso troppo in simpatia per qualche lamentela di troppo con i giudici di linea. Ma alla fine Bergamo ha saputo riconoscere la superiorità del giocatore rispetto all’avversario e ha applaudita convinta la vittoria del polacco. «Vi sarò sempre grato perché mi avete aiutato con la wild card – ha detto Janowicz durante la premiazione –. L’anno prossimo, però, spero di non esserci perché vorrebbe dire che sono risalito. Ma vi ricorderò sempre».

 

[Janowicz con Giuseppe Magoni della FAIP (a sinistra) e Marco Fermi, direttore del torneo (a destra)]

 

Per Janowicz, è la seconda vittoria in Italia negli ultimi sei mesi. A fine 2016, infatti, si era imposto anche a Genova: «È vero, inoltre qualche anno fa avevo giocato un bel torneo a Roma, perdendo solo nei quarti di finale. Ma fatemi dire che l’organizzazione di Bergamo è molto buona: potrei dire che Marco Fermi è uno dei migliori direttori di torneo che abbia mai visto. È stato molto bello essere qui, l’Italia ha un grande pubblico e da voi ho sempre giocato bene». Termina così, con un bellissimo pienone, la dodicesima edizione di un torneo che quest’anno ha vissuto novità importanti: la crescita del montepremi e la prima edizione del torneo femminile. Dopo tanti anni, la passione e la competenza di Olme Sport non danno segni di stanchezza. Anzi, c’è l’intenzione di andare avanti e crescere ancora. Giusto qualche giorno di riposo, poi inizierà il lavoro per la tredicesima edizione.

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