Dal prog al rock passando per il metal

La Fiera del Disco a Le Due Torri Viaggio nella musica, con nostalgia

La Fiera del Disco a Le Due Torri Viaggio nella musica, con nostalgia
Viva Bèrghem 20 Febbraio 2016 ore 19:15

Da buoni appassionati di musica, potevamo perderci la terza edizione della fiera del vinile a Le Due Torri di Stezzano? Dopo una passeggiata di sopralluogo, rimaniamo sbalorditi dalla quantità di banchetti e dischi presenti. La parola “fiera” non è stata usata a caso. Appare poi subito chiara la qualità: si vedono appese ed esposte copertine di dischi capitali della storia del rock: King Crimson, Pink Floyd, Led Zeppelin, Clash, Ramones, Bowie, Beatles, U2.

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Compro oro? No, compro disco. Nella piazzetta centrale del piano terra c’è la bancarella Ernyaldisko. «Colleziono dischi da quando ho 14 anni – racconta Marco Massari, cofondatore del marchio –. Poi la passione è diventata anche un lavoro e quindi riusciamo a fare un lavoro che è anche una passione. Abbiamo due negozi in Italia, a Genova e a Pescara; organizziamo 18 fiere del disco. Io colleziono Genesis, ma adesso mi sono spostato sui memorabilia, cioè oggetti autografati o appartenuti agli artisti. In ogni nostro negozio ci sono esposte cose autografate o dedicate. Compro tanti dischi, tengo quelli che mi piacciono e gli altri li rivendo: abbiamo un archivio di 100mila dischi. Per trovarli abbiamo cartelli in giro per l’Italia, come “compro oro”, solo che “compro disco”. Oppure ce li portano nei negozi, o ancora li riceviamo dai giornalisti». Marco ci ha poi rivelato i suoi artisti preferiti: «La mia passione più grande sono i Marillion, un gruppo new prog anni Ottanta. Il nostro logo è stato fatto dal disegnatore delle copertine dei Marillion, Mark Wilkinson, che ha fatto anche lavori per Iron Maiden e altri».

Abbiamo poi dato un’occhiata ai tantissimi vinili in vendita: tra i più belli, le colonne sonore di 2001 Odissea nello spazio e di Profondo rosso, oppure la recente, doppia, di The Hateful Eight; una copia della prima tiratura di London Calling (70 euro), e poi tanti album dei Genesis, il mitico Velvet Underground & Nico e tanto altro.

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Dai Beatles al jazz. Walter Conte de Simone ha ereditato la passione dalla famiglia: «Abito tra Rimini e Cesena, ma le origini sono napoletane. L’amore per la musica è nato subito, grazie anche alla fortuna di avere un padre musicista. Da bambino sono cresciuto in mezzo ai vinili, quindi appassionarsi è stato facile. I primi amori ovviamente Beatles, Deep Purple, Led Zeppelin, Pink Floyd, per poi espandere la conoscenza al progressive, quindi ai King Crimson, Genesis, poi alla musica italiana e negli ultimi anni alla classica e al jazz, con Mingus, Coltrane e Miles Davis in primis e un particolare amore per Paul Desmond, sassofonista dei The Dave Brubeck Quartet». Racconta poi come ha raccolto i dischi: «Ne ho comprati tanti negli anni, ma ho anche ereditato quelli di mio padre e dei miei fratelli. Mi piace girare soprattutto per fare scambi con doppioni o album che non amo più molto».

Metal. Corrado Breno di Biella ci ha raccontato la storia della sua etichetta, la Punishment 18 Records: «Si basa principalmente sull’heavy, il thrash e il death metal. L’etichetta nasce con l’intento di promuovere band italiane e anche straniere underground; è attiva da circa un decennio e quest’anno abbiamo trovato un accordo con una band storica, gli Schizo. La mia passione è nata quando ero piccolo, ascoltando i classici Iron Maiden, Kiss, Metallica, per poi arrivare ai Megadeth che sono uno dei miei gruppi preferiti in assoluto. L’idea di girare le fiere è nata insieme all’etichetta e dalla necessità di ascoltare moltissime cose, per poi rivendere ciò che non amo particolarmente».

Progressive. Giuseppe Paratore di Milano segue il progressive, sia italiano sia straniero, fin dagli anni Settanta. «Sono collezionista e collaboro con etichette che stampano dischi italiani di questo genere, come quelli degli Osanna, dei New Trolls, dei Moongarden. Siamo poi specializzati sul prog estero, di tutto il mondo, dall’America, all’Europa, al Sud America. Abbiamo un sito, Camelot Store, con un catalogo molto ampio, sempre relativo a questo genere. Tramite l’etichetta facciamo scambi culturali con l’estero per ottenere dischi nuovi di etichette piccole sparse in giro per il mondo». Sulle sue band preferite: «Mi sono appassionato al progressive proprio quando è nato, coi Genesis, gli ELP, i Jethro Tull, i King Crimson, che poi sono rimasti i miei preferiti».

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Da Roma a Milano per Springsteen. Marco di Virgilio arriva da Roma: «Mi sono fatto oltre 600 km per venire, non salto una fiera che sia una. Settimana scorsa ero a Novegro, vicino a Milano. Prima di essere venditore sono collezionista, la passione è tanta, ma non è il mio lavoro principale. Vendo anche dischi nuovi perché dopo tanti anni sono diventato un piccolo punto di riferimento a Roma, quindi vengo contattato per ritirare stock o materiale di negozi che chiudono. La passione è nata a 14 anni: sono scappato di casa per andare a vedere Springsteen a Milano, a San Siro. Da lì è sbocciato l’amore, che è molto dispendioso. Domenica ho comprato un disco che mancava alla mia collezione, Infinity, l’unico LP dei Planetarium, e l’ho pagato 1.200 euro. Ne saranno uscite 700, 800 copie e trovarlo oggi in buone condizioni è molto difficile». Sulle rarità Marco spiega come sono cambiate le cose con internet: «Ormai è difficile fare grossi affari perché la gente controlla su Ebay o Discogs e vede quanto valgono i dischi, che a volte vengono addirittura sovrastimati sul web. Mi è capitato l’anno scorso di incontrare una persona in spiaggia che diceva di avere una cassapanca di dischi nella casa al mare. La sera andai a vedere e trovai la miglior collezione di musica prog italiana che ricordi. L’ho ritirata tutta, pagandola un prezzo onesto, ma facendo comunque un grande affare».

Dopo aver chiacchierato abbiamo spulciato tra i dischi, trovando un’edizione limitata di Lateralus dei Tool in doppio vinile. Non abbiamo potuto resistere.

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