Tipo il torrentello che sbuca in via Broseta

La Morla, la Colleonesca e le altre L’acqua che scorre a Bergamo

La Morla, la Colleonesca e le altre L’acqua che scorre a Bergamo
03 Maggio 2016 ore 02:30
In copertina, la Roggia Morlana in località Daste e Spalenga.

 

Nei secoli, tra le maggiori ricchezze di Bergamo, c’è sempre stata l’acqua, quel bene prezioso che oltre che dissetare, abbeverare, consentire di conciare le pelli per la protezione personale o il baratto e irrigare i campi, ha richiamato genti anche straniere sul nostro territorio. Acqua che ormai giunge regolarmente nelle nostre case grazie all’acquedotto cittadino, il cui compito è quello di convogliarla dalla sorgente e farla sgorgare dai nostri rubinetti per i mille usi quotidiani. Ora, questo bene prezioso ci solletica i piedi anche quando passeggiamo per le vie di Bergamo. Non sentiamo forse il suo mormorio sotto i marciapiedi del centro? Non ci chiediamo cosa sia quel torrentello così umido e a volte maleodorante che sbuca dietro via Broseta? E soprattutto come possiamo definire la maglia dei corsi d’acqua sotterranei che il cemento e l’asfalto hanno ormai celato?

 

Torrente Morla (e Tremana)

Torrente_Morla,_Bergamo

Il torrente è – per definizione – un corso d’acqua montano con forte pendenza e velocità, soggetto a magre e a piene molto accentuate; l’etimologia latina del termine e del verbo che ne deriva, indica “disseccare, bruciare”, quindi “che si secca a periodi”.

Il suo corso ha un andamento nord-orientale che, a partire dal centro città, giunge in Città Alta, scende in Valtesse, Redona, Santa Caterina, Borgo Palazzo e termina tra Boccaleone e Celadina: in totale percorre 14 chilometri circa, di cui 8 chilometri circa nel Comune di Bergamo, dove ha come affluente il torrente Tremana. Presenta un bacino imbrifero di 22,20 chilometri quadrati con una portata massima di 93 metri cubi al secondo.

Nasce ai piedi della Maresana, tra Valtesse e Redona, e si getta nel torrente Morla, dopo aver percorso i suoi 2,75 chilometri esclusivamente nel territorio cittadino. Presenta un bacino imbrifero di 2,50 chilometri quadrati, con una portata massima di 8/12 metri cubi al secondo.

 

Rioli

I rioli sono i corsi d’acqua minori, che nel nostro caso nascono in Valtesse ai piedi della collina. È difficile conteggiarli, ma sicuramente due sono i principali: Riolo Lazzaretto, che scorre ad ovest del complesso omonimo, e Riolo Valtesse, che nel tratto finale scorre tra Via Pietro Ruggeri da Stabello e il Torrente Morla.

 

ROGGE

Le rogge sono piccoli canali derivati dai corsi d’acqua maggiori per fini agricoli o anche difensivi, come è stato per la città di Bergamo sin dal XII secolo.

 

Roggia Serio

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Attraversa il territorio comunale con andamento nord-est e sud-ovest ed entra in città da Torre Boldone, correndo coperta parallela alle vie Corridoni e Suardi. Per 7,05 chilometri circa scorre sotto le vie Suardi-Frizzoni-Camozzi Tiraboschi-Zambonate, lambendo le antiche Muraine medioevali, e poi riemerge scoperta e si porta a sud della via Broseta, per giungere alla ex cascina del Polaresco ed entrare nel Comune di Treviolo.

Rispetto alle altre più birichine, causa di allagamenti e notevoli disagi avvenuti nel secolo scorso, non presenta problemi, in quanto viene ben regolata a monte e a valle dai tre sfioratori scaricatori delle opere di presa dal fiume Serio ad Albino, che si collocano nel torrente Nese in Alzano Lombardo, nel torrente Gardellone in Torre Boldone e nel torrente Morla in Bergamo, presso il ponte di Via Suardi. Il suo corso copioso permette la nascita di alcune piccole derivate, che sono le rogge Mina Benaglio, Verdellina, Serio Piccolo e Coda di Serio.

 

Roggia Morlana

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Tra tutte quelle citate è l’unica che ancora abbia caratteristiche proprie e la cui proprietà è detenuta ad oggi dalla omonima Compagnia della Roggia Morlana. Attraversa il territorio comunale con andamento nord-est e sud-ovest per 8.30 chilometri circa ed entra a Bergamo da Gorle: scorre in via Daste e Spalenga e Borgo Palazzo, defluisce sotto via Cappuccini e poi attraversa le vie Casalino-Mai-Alpini-Papa Giovanni XXIII-Novelli-Quarenghi-Paleocapa-Lotto-Carnevali-San Bernardino, fino a raggiungere il vecchio stabilimento del Gres quasi a Colognola. Come per la Roggia Serio, anche la Morlana rilascia molte derivate che sono la Morlino Asperti, la Morlino di Grassobbio, la Morlino Passi, la Morlino Maddalena o Piazzoni, la  Morlino San Pietro, la Roggia Ponte Perduto e la Vescovadella. La Roggia Morlana prosegue poi il suo corso nella Roggia Curna e nella Roggia Colleonesca, oltre a implementare l’Oriolo San Tomaso e il Rio Quadrello.

 

Roggia Nuova

Deriva dalla Roggia Serio che abbandona all’altezza di Borgo Santa Caterina. Il suo andamento è piuttosto tortuoso e per 5,82 chilometri circa scorre in città: si mantiene a nord di Borgo Santa Caterina, sovrappassa il Torrente Tremana in via dei Celestini, sottopassa il torrente Morla in viale Giulio Cesare e attraversa via Sauro, via San Tomaso, il Parco Suardi e poi corre parallela alle vie San Giovanni e Verdi fino ai marciapiedi delle vie Masone e Locatelli; infine attraversa via Camozzi e percorre via Taramelli, i giardini di Piazzale Alpini, passa sotto le stazioni delle autolinee e ferroviaria e giunge infine in via Zanica fino al Ponte Testa da dove scoperta prosegue verso sud.

 

Roggia Curna

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Dal lontano Quattrocento è ancora oggi proprietà del Luogo Pio Colleoni e scorre nel Comune di Bergamo per 7,7 chilometri circa. Deriva dalla Roggia Morlana presso la via Cappuccini, sottopassa il Torrente Morla in via Madonna della Neve, l’ex Italcementi di via Camozzi, Porta Nuova, il Sentierone e Palazzo Frizzoni, sottopassa gli isolati compresi tra le vie Crispi-Borfuro-Sant’Orsola-Sant’Alessandro-Garibaldi e attraversa le vie Negri-Statuto-Chiesa-Bonomini, per concludere con un passaggio presso il vecchio ospedale: da lì lambisce i piedi della collina di San Martino (alla base di via da San Martino della Pigrizia) e poi vira a nord nell’abitato di Longuelo.

 

Roggia Colleonesca

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Come la Roggia Curna anche la Colleonesca, e il nome lo ricorda ancor più espressamente, appartiene al Luogo Può Colleoni da oltre cinque secoli. Scorre nel Comune di Bergamo per 5,40 km circa. Deriva dalla Roggia Morlana in Via Casalino e attraversa tutto il centro cittadino (vie Maffei-Taramelli-Papa Giovanni-D’Alzano-Paglia-Spaventa-Previtali-Moroni). Da Via Moroni la roggia si mantiene sempre sul lato destro della strada che conduce a Dalmine e scorre fin fuori il territori comunale.

 

Roggia Guidana

Scorre quasi parallela alla Roggia Morlana e come questa proviene da Gorle, precisamente da Via Martinella: attraversa il territorio cittadino per 12 km circa lungo il lato orientale del cimitero, la Via delle Valli, la ferrovia, la Via Gavazzeni e sovrappassa il Torrente Morla fino a Ponte testa. Qui si divide in due rami: Il primo prosegue verso sud in Direzione Azzano San Paolo, mentre il secondo raggiunge a ovest l’abitato di Colognola e via via lungo la SS del Tonale e della Mendola scende verso Treviglio.

 

Roggia Morla di Comunnuovo

Si identifica in parte con il torrente Morla, in quanto vi si getta dopo venir derivata dalla Roggia Serio all’incrocio della via Camozzi con via Madonna della Neve. Il Morla conduce il corso d’acqua fino a Campagnola, dove il torrente si divide in due, prendendo il nome di Roggia Morla di Campagnola e di Roggia Morla di Comunnuovo, perché da Campagnola prende la direzione di Azzano e da lì verso sud fino a Comunnuovo.

 

Rogge Ponte Perduto

Ne esistono due con lo stesso nome. La prima entra in Comune di Bergamo presso il confine con Seriate, lungo la statale del Tonale e della Mendola, e poi prosegue per le vie Rovelli e Gasparini, fino a frantumarsi in numerose diramazioni che si sgretolano all’altezza dell’aeroporto. L’altra invece ha la particolarità di attraversare da nord a sud la cinta ferroviaria, ma non in maniera lineare, bensì zigzagando l’asse autoferrotranviario come fosse impazzita (Boccaleone, Via Gavazzeni, piazzale autolinee, Viale papa Giovanni, vie Paglia- Paleocapa-Quarenghi-Fratelli Calvi-Don Luigi Palazzolo, San Bernardino-Moroni e fino a Treviolo), per poi organizzarsi in un altro ramo che supera l’abitato di Grumello al Piano fino al confine con Lallio. Si origina dalla Roggia Morlana in Borgo Palazzo e il secondo ramo si fonde poi con la Mina Benaglio dando vita al Rio Morletta.

 

Roggia Piuggia

Si divide in due tratti denominati Roggia Piuggia  di Loreto e Roggia Piuggia di Stezzano, rispettivamente distesi a monte e in piano. La prima esce dalla Roggia Serio, mentre la seconda dalla cascina Trucca (da cui il nome dell’area su cui sorge il nuovo ospedale) e prosegue allegramente per Treviolo.

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