Con le foto del concerto di Hevia

Lo Spirito del Pianeta è tornato A Chiuduno, naturalmente

Lo Spirito del Pianeta è tornato A Chiuduno, naturalmente
30 Maggio 2015 ore 10:14

Il respiro del pianeta, i colori delle culture che si mescolano in danze tribali, le carnagioni che spiccano per toni differenti, richiamo a provenienze geografiche ed etniche differenti tra loro, e sempre bellissime. La volontà di costruire qualcosa che vada oltre, cercando il denominatore comune tra le differenze, ma allo stesso tempo valorizzando le stesse, riconosciute come ricchezza.

Un’edizione memorabile. È iniziato venerdì 29 maggio e proseguirà fino a domenica 14 giugno, la quattordicesima edizione de Lo Spirito del Pianeta, presso il Polo Fieristico in via Martiri della Libertà a Chiuduno, il festival che ha in serbo molte novità e la voglia di stupire portando qui una fetta di mondo. Voglia di condivisione, la capacità di sentirsi in sintonia con le tradizioni ancestrali e un profondo desiderio di conoscenza faranno da cornice alle tantissime novità di questa edizione, che vedrà anche la presenza di un capanno in bambù, giunto direttamente dalla Thailandia per le cerimonie del tè, partite di pelota con la tribù Maya del Guatemala e un corner benessere dove scoprire massaggi tramandati di generazione in generazione.

 

 

250mila presenze attese, 17 giorni di musica, cultura, cibo e tradizioni, 20 gruppi provenienti da tutto il mondo, e numerosi eventi e conferenze legati all’ambiente (presenti le associazioni di Greenpeace, Lega Ambiente e WWF). Tutto questo e molto altro è Lo Spirito del Pianeta, che ospiterà  gruppi musicali italiani e stranieri, di fama internazionale come il galiziano Hevia, il gruppo irlandese Kila e gli scozzesi Saor Patrol. Al festival parteciperanno anche i popoli Navayo (Arizona), i Maya (Guatemala), gli Incas (Perù), gli Atzechi (Messico) ed i Masay (Kenya). Non mancheranno inoltre le cerimonie, le danze ed i laboratori Slow-food nel segno di Nutrire il Pianeta, ma con rispetto. In linea con il claim, durante il festival saranno utilizzati piatti, bicchieri e posate in materiale compostabile, che tornerà ad essere concime per i terreni.

L’inaugurazione e la musica. E che sarà un’edizione memorabile lo dimostrano i nomi che compaiono nel programma della serata di inaugurazione: venerdì 29 il concerto di Hevia – il piper internazionale inventore della cornamusa elettronica, con 2 milioni e mezzo di album venduti in tutto il mondo – e, a seguire, l’incontro con i Masai. Nella giornata di sabato, invece, sarà la volta dei Maya, del gruppo musicale bergamasco Terre Miste e, alle 21.15, del concerto del gruppo scozzese Finlay Mac Donald & Chris stout. Per farvi capire il livello, Finlay Mac Donald è il primo suonatore di cornamuse nella storia della musica a ricevere il più alto riconoscimento dalla Royal Scottish Academy of Music and Drama. Nel 2010 ha suonato con musicisti di fama internazionale quali Alicia Keys e Bryan Adams.

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Gli incontri e i laboratori. In parallelo al festival, presso il palazzetto, saranno presenti oltre 100 associazioni legate all’ambiente con conferenze e seminari, chiamate Naturalmente. Inoltre non mancheranno incontri, laboratori, riflessioni con donne di varia cultura, per approfondire il tema Le donne, la terra, la guarigione nella mitologia. Artigiani italiani mostreranno alcune tecniche tradizionali, con cui daranno vita ad interessanti laboratori.

Un progetto che fa del bene. Gli incassi del festival, inoltre, saranno come sempre devoluti in beneficenza. «Nell’ultimo anno – ha sottolineato Ivano Carcano, responsabile dello Spirito del Pianeta – abbiamo continuato il lavoro presso il nostro dispensario tra i Masai del Kenya, in cui ogni mese abbiamo quasi 500 persone che ricevono visite e medicinali gratuiti. Abbiamo adottato 12 bambini Pigmei nella foresta del Camerun, che anche quest’anno hanno avuto una casa dove vivere nutrirsi e studiare. Abbiamo contribuito a finanziare la prima scuola di tradizione nella foresta dell’Ecuador, dove gli anziani torneranno ad insegnare le antiche arti alle nuove generazioni, e un punto di incontro per tutti. Abbiamo attivato una nuova borsa di studio per un Masai per diventare dottore tra sei anni, e per altri cinque ragazzi per proseguire i loro studi nelle secondarie, in giornalismo, in laboratorio d’analisi». Per comprendere la portata del progetto, basti pensare che nell’ultimo anno sono stati distribuiti oltre 60mila euro ai gruppi invitati per supportare i loro progetti e a numerose organizzazioni del nostro territorio.

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Info e organizzazione. Aspetto interessante anche quello della logistica riservata ai partecipanti del festival. Per dar modo di partecipare, l’organizzazione metterà infatti a disposizione un servizio di bus navetta gratuito che da piazza Mercato (Malpensata) e dalla Stazione Ferroviaria di Bergamo arriverà a Chiuduno. Per vedere tutti gli eventi in programma cliccare qui.

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