Da "Fà la bràa" a...

La vita di una donna in 10 frasi (bergamasche e dette da altri)

La vita di una donna in 10 frasi (bergamasche e dette da altri)
11 Marzo 2017 ore 07:00

Ieri era la giornata della donna. Per rendere omaggio alle nostre mogli, figlie, madri e sorelle, tentiamo di ricostruire un’intera esistenza femminile, a partire da dieci frasi che le accompagnano dalla nascita alla terza età e sono pronunciate prima dal padre, poi dal fidanzato e infine dal marito. Manca solo l’ultima parola. Perché quella normalmente la dicono loro, le donne.

 

1) Te gh’é ‘l nas del tò pàder

L’infante, per sua sfortuna, non può ancora parlare quando le attribuiscono le orecchie del nonno, il mento dello zio, la fossetta della bisnonna. Diciamo che è la prima di una lunga serie di seccature. [Trad. Hai il naso di tuo padre]

 

 

2) Sèntet zó ‘n sistéma

Mascherata da innocuo avvertimento sulla postura, è in realtà la prima regola di una severa educazione sessuale, dove la donna deve evitare tutto ciò che mostri più epidermide del necessario. [Trad. Siediti a modo]

 

 

3) Fà la bràa

Precetto universale che la bambina comincia a sentire da quando ha la facoltà dell’udito, e che la segue all’asilo e a scuola. La formula viene poi usata dal marito per troncare in modo antipatico una discussione. [Trad. Fai la brava]

 

 

4) Móchela de menà ‘l mat

L’adolescenza, si sa, è un periodo alquanto turbolento. Per questo i genitori, esasperati, ricorrono a perentori metodi di dissuasione. Che ovviamente ottengono l’effetto opposto. [Trad. Smettila di far la matta]

 

 

5) À mia ‘n giro bióta

Esortazione che non deve essere presa alla lettera, perché i centimetri esposti possono essere anche pochissimi. Quel che conta è l’intenzione che, secondo gli altri, è sempre peccaminosa. [Trad. Non andare in giro nuda]

 

 

6) Te ède gna töta

Ammirata esclamazione del fidanzato che, in un raro momento di slancio emotivo, confessa di poter vedere solo in parte la grandezza della propria amata. C’è da dire che lo slancio dura poco. [Trad. lett. Non ti vedo nemmeno tutta. Trad. Stravedo per te]

 

 

7) Gh’è prónt?

Lapidaria domanda che in realtà è una richiesta, formulata la quale devono passare pochi secondi prima del soddisfacimento del bisogno. Per fortuna oggi ci sono anche cuochi maschi. [Trad. C’è pronto?]

 

 

8) A l’löcia. Lèet sö té?

Domanda retorica, che lascia alla madre il compito di sedare le ansie notturne del figlio. Il cammino per la parità di genere passa anche attraverso il percorso tra due camere da letto. [Trad. Piange. Ti alzi tu?]

 

 

9) ‘Ndo él ol tò s-cèt?

L’attribuzione della genitorialità varia a seconda del comportamento. Se è virtuoso, si usa il possessivo di prima persona singolare, se è riprovevole, si usa quello di seconda. [Trad. Dov’è tuo figlio?]

 

 

10) Ét vést i mé ögiài?

Se si calcolasse il tempo speso dalle donne nella ricerca e nel ritrovamento degli oggetti smarriti dal marito, avremmo dati ancora più sorprendenti della pazienza femminile. [Trad. Hai visto i miei occhiali]

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