Prodotti orobici

L’Albenza, terra di prelibatezze Come gli asparagi del Robale

L’Albenza, terra di prelibatezze Come gli asparagi del Robale
04 Maggio 2017 ore 12:09

Almeno San Bartolomeo e in particolare la frazione di Albenza sono citati spesso come terra dalla quale vengono le cose buone: i conigli, soprattutto, ma anche le uova e le galline. Alla lista si devono aggiungere, variando genere, gli asparagi, dal 2009 precisamente, da quando cioè Roberto Mazzoleni e Alexandra Hermann, marito e moglie, hanno cominciato a dedicarsi a questa produzione, piantando la prima asparagiaia con i consigli del cliente e amico già produttore dei rinomati asparagi bianchi di Cantello Dop, nella zona di Varese.

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La coltivazione dell’Albenza invece prevede solo la qualità verde, quella più classica e conosciuta, distribuita su una superficie di circa 7mila metri quadrati che arriva a produrre intorno agli 80-100 chili al giorno di gustosi germogli. La raccolta è prevista durante un periodo di circa 5-7 settimane. a partire, in base alla questioni atmosferiche è ovvio, dagli ultimi giorni di marzo. Sono venduti in tutta Bergamo, e anche fuori provincia, a privati, mercati ortofrutticoli e, come sottolinea Roberto con una punta di giustificato orgoglio, anche a ristoranti di alto livello.

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Se passate direttamente in loco ne portate a casa 1 chilo per 7 euro, e non solo, volendo ve li cucinano anche, dal febbraio 2011 infatti hanno aperto accanto alle coltivazioni anche l’agriturismo Al Robale, uno di quelli seri, che ti fa pranzare nel salotto di casa dei proprietari. Una sorta di gasthaus che trova dietro ai fornelli la moglie Alexandra, raffinata cuoca di origini bavaresi, in Italia dal 1983, che oltre alla cucina gestisce l’intera struttura: un’elegante casa di famiglia con tanto di veranda con vista sulla valle, solarium naturale in mezzo agli ulivi e un’area picnic per barbeque. Oltre agli asparagi, in agriturismo si coltivano anche verdura (che rifornisce la cucina) e piccoli frutti, in particolare i lamponi, ma non mancano fichi, castagne e olive, un piccolo allevamento di oche e 27 arnie per la produzione di qualche vasetto di miele millefiori.

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