La statua messa nel 1987

L’arcangelo Gabriele dai tre volti lassù, in vetta al monte Cadelle

L’arcangelo Gabriele dai tre volti lassù, in vetta al monte Cadelle
22 Ottobre 2019 ore 10:00

Foppolo, tra le località turistiche più elevate della Val Brembana e nota per i suoi impianti da sci, vanta una corona di montagne che arrivano fino a lambire la vicina Valtellina. Vette che sfiorano i 2500 metri di quota e, anche con sforzi ridotti, permettono di assaporare panorami unici e eccezionali. Tra queste troviamo, a spartiacque e punto di confine tra Bergamo e Sondrio, il monte Cadelle. Scopriamolo con i suoi sentieri e le sue leggende.

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Via all’escursione. Il sentiero che ci guiderà fino alla vetta è marchiato dal segnavia CAI 201, e prende il via dalla frazione Piano di Foppolo, posta a 1650 metri di quota. In prossimità di alcune baite si trova un piccolo parcheggio, punto di partenza della nostra escursione. Dalla piazzetta del caratteristico nucleo, che si presenta con fontana e santella votiva, seguiamo la comoda mulattiera che, salendo alle spalle del borgo, raggiunge in breve delle piccole baite. Pieghiamo a sinistra sino a raggiungere una seconda stalla ristrutturata, dove una palina indica il percorso da seguire. Proseguiamo per un breve tratto nel bosco fino a sbucare, dopo circa mezz’ora dalla partenza, in un’ampia zona adibita a pascolo durante la stagione estiva. Proseguiamo lasciando Foppolo alle nostre spalle, superando una cascatella e costeggiando un gruppo di vecchie baite, alcune di queste rifugio dei pastori e altre ormai in stato di abbandono. Il paesaggio inizia a mutare, i pini lasciano il posto a erbe e rocce, offrendo agli escursionisti un ambiente sempre più alpino.

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Verso il Passo di Porcile. Tra pietre, erba e sfasciumi, il sentiero inizia a mostrare la sua pendenza. A rendere il panorama ancora più spettacolare sono i vicini monti Arete e Valegino, dalla quale si staccano, durante la stagione invernale, grossi blocchi di pietra che rovinano sul sentiero sottostante. Tra balzi di roccia e zolle erbose continuiamo fino a raggiungere un laghetto e un’ultima baita, collocata a 2230 metri di quota. Abbandoniamo il sentiero principale che sale al Passo e, seguendo le indicazioni poste su una pietra, pieghiamo a destra verso la vetta del monte Cadelle, ormai sempre più visibile. Il sentiero si fa ora più impegnativo e continua marcato da alcuni omini di pietra, costeggiando il fianco della montagna tra rocce e detriti. Prendendo velocemente quota, continuiamo lungo questo divertente e panoramico tratto, che con un ultimo sforzo ci porterà alla vetta della tanto agognata montagna.

Nel punto più alto. La cima delle Cadelle, o monte Cadelle, si trova a 2483 metri di quota, nel punto d’incontro tra la Val Tartano, la Val Madre e la Val Brembana. Su questa cima è stata collocata, nel 1987, la statua dell’arcangelo Gabriele, conosciuta dalle genti del luogo come l’Angelo delle Cadelle. La scultura si presenta con il volto trifronte, che guarda in tre diverse direzioni: a sud Val Brembana, a nord Val Tartano e a est la Valmadre e la vicina Valtellina. Davanti ai nostri occhi tutta la catena Orobica, il Monte Disgrazia, il Pizzo Cengalo, il Pizzo Badile e il maestoso gruppo del Bernina. Un panorama che lascia a bocca aperta chiunque ne viola la cima. La discesa avviene sul percorso comune all’andata.

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Curiosità e vie alternative di salita. Possiamo raggiungere la vetta del monte Cadelle anche con partenza da San Simone, frazione di Valleve. Imboccato il segnavia CAI 101 (Sentiero delle Orobie), raggiungiamo il Passo Tartano in circa un’ora di cammino. L’escursione continua sconfinando in territorio valtellinese fino ai Laghi di Porcile e al passo omonimo. Da qui si prende il sentiero precedentemente descritto, che in circa mezz’ora di cammino conduce alla cima. In questo caso sono necessarie circa tre ore di cammino e 1200 metri di dislivello positivo. È possibile salire la montagna anche dalla provincia di Sondrio, con partenza da Arale, frazione del comune di Tartano. Si segue il sentiero che risale la Val Lunga, passando dall’Alpe Porcile e deviando poco dopo a sinistra, in direzione dei laghi. Una volta raggiunti questi ultimi, il tracciato è comune con l’itinerario precedente. Per questo percorso la tempistica è di circa tre ore e mezza.

Conclusioni. Il percorso descritto copre complessivamente le quattro ore di cammino, per una lunghezza di 9 km e 880 metri di dislivello positivo. Il tracciato è classificato per escursionisti, ma è da percorre in assenza di neve e con l’abbigliamento adeguato alla stagione e alla quota.

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