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Dai vini rossi ai distillati

L'Enoteca in via San Tomaso Una collezione preziosa e sapiente

L'Enoteca in via San Tomaso Una collezione preziosa e sapiente
Viva Bèrghem 19 Giugno 2016 ore 18:15

Photocredit: BergamoPost/Mario Rota.

 

Storie di vino e storie di uomini. Questo è quello di cui si parla quando si entra in una delle migliorI enoteche di Bergamo. Passa un po’ inosservata quando si cammina lungo via San Tomaso, ma basta entrare e scambiare qualche parola con il proprietario per capire che gli appassionati di vino hanno trovato un posto sicuro dove soddisfare la loro curiosità.

 

Enoteca S. Tomaso-16

 

Passione e ricerca. «Di enoteche vere e proprie in città non ne sono rimaste in tante», racconta Stefano Manzoni, il proprietario, che da vent’anni (appena compiuti) gestisce questo rifugio per appassionati bevitori. «Prima facevo tutt’altro, lavoravo a Milano. Poi la mia passione mi ha lanciato in questo progetto, e oggi sono ancora qui». Come spesso accade a chi si innamora del vino, Stefano sceglie di dedicarsi completamente a questa mondo che non può che travolgere i curiosi, spalancando un universo pressoché infinito e sempre nuovo. «Certo, ho fatto qualche corso, quelli sono importanti, ma ciò che conta davvero è l’esperienza, e ancora oggi io passo le mie vacanze in terre di vino alla ricerca dei produttori migliori, che sappiano emozionare. Il dialogo con chi fa è una ricchezza impagabile». E, passando lungo le ampie scaffalature  che raccolgono la sua collezione, si capisce subito che il buongusto e la ricerca non mancano, con un occhio di riguardo anche per le case più grandi.

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Come una libreria. Il suo gusto personale ci guida in Piemonte e in Alto Adige, tra grandissimi vini rossi, corposi e importanti, ma anche la Toscana, ovviamente, è ben rappresentata. Ci si divide equamente tra bianchi e rossi, con un buona scelta tra i più beverini a quelli più strutturati, attraversando tutta la Penisola. Cercare tra le etichette di vino è come spiluccare tra i libri di una libreria, ci si incuriosisce, si prende in mano una bottiglia, ci si ricorda di un certo vino e si va a guardare se per caso sia da qualche parte sugli scaffali. All’improvviso si trova qualcosa di inaspettato: «Non sapevo che questo produttore avesse fatto anche questo». E allora Stefano interviene, preparatissimo per raccontartelo e spiegarti le novità.

Una collezione preziosa e sapiente. Interessantissima la sezione dedicata ai vini passiti, tra i quali sputano, come un’apparizione, uno Sciachetrà delle Cinque Terre, vino dalla storia millenaria e difficilissimo da trovare, e il Bakkuram, moscato passito di Marco de Bartoli, tra i migliori della Sicilia. Al suo fianco, bellissime ed eleganti, alcune bottiglie di vecchio Samperi, uno dei migliori Marsala di tutta la Sicilia. Già qui non ci sono più dubbi sulla filosofia dell’enoteca.

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Il contraltare francese non è da meno vantando quasi una decina di Sauternes, il passito più raffinato di Francia e, restando in zona, farà piacere agli appassionati si sauvignon blanc scoprire la bella selezione di Sancerre e Pouilly-Fumé. Soffermarsi sugli champagne è d’obbligo, di etichette blasonate c’è poco, a regnare sono i piccoli produttori. Anzi, dal retrobottega spunta qualche Jaques Selosse, un mito per gli appassionati: «Queste le tengo per i clienti più esigenti». E, a proposito di chicche, dal famoso retrobottega spunta anche qualche bottiglia del leggendario Fiorduva di Marisa Cuomo. C’è anche la Valle d’Aosta, terra interessantissima in fatto di vini, soprattutto se si parla di vitigni autoctoni, e purtroppo ancora poco conosciuta.

Qualche scaffale è dedicato totalmente ai grandi distillati, soprattutto francesi, con Armagnac e Cognac, ma si trovano anche interessanti Rhum invecchiati da meditazione, magari da abbinare a qualche pezzo di cioccolato fondente. Se chiedete Stefano vi proporrà quello di Claudio Corallo, uno dei migliori del mondo.

Degustazioni e prezzi onesti. Accanto all’enoteca vera e propria, in una stanzetta attigua è stata allestita una saletta degustazione, sfruttata soprattutto per qualche serata di assaggio e qualche incontro con un produttore ospite dell’enoteca. Un ricercatore attento, con la capacità di scovare nei posti giusti i vini giusti ma soprattutto, e questa e l’ennesima sorpresa dell’Enoteca San Tomaso, con un ricarico di prezzo assolutamente abbordabile che incoraggia la voglia di provare e assaggiare.