Tra i libri, dal caffè al cocktail

Macondo Biblio Cafè in via Moroni Dove si incontrano cultura e relax

Macondo Biblio Cafè in via Moroni Dove si incontrano cultura e relax
27 Novembre 2015 ore 08:00

In Italia ci sono solo tre posti come questo: uno a Milano, uno a Napoli e uno a Bergamo. Si tratta di un book bar antiquario chiamato Macondo Biblio Café, che unisce al piacere della lettura, la circolazione della cultura, il relax tipico della pausa caffè, il senso di condivisione e il valore dell’antiquariato. Aperto il 2 ottobre 2015 in via G. B. Moroni a Bergamo, è già un punto di riferimento per la città (e non solo per i topi da biblioteca).

 

Fabio e Monica 1

[Fabio e Monica]

 

«Abbiamo libri che vanno dal 1512 in poi – spiega Fabio Iavarone, titolare del locale – ma possono essere dati in prestito solo quelli che vanno dal 1831 in poi, come accade in pressoché tutte le biblioteche. Inoltre, tutto ciò che è esposto, è in vendita». Fabio, 43enne originario di Napoli, ha alle spalle un’importante esperienza in ambito accademico, varie pubblicazioni sul curriculum, nonché 25 anni all’attivo come antiquario: «Ho aperto la mia prima libreria a Napoli nel 1991, ma contemporaneamente facevo anche consulenze sui libri antichi. Il lavoro mi ha condotto a Milano e così 12 anni fa ho colto l’occasione per fermarmi da un amico a Bergamo». C’è chi lo chiama destino, chi fatalità, ma quella visita che poteva concludersi in un weekend come tanti altri, ha tracciato la via del suo futuro in modo indelebile, perché «in quell’occasione ho conosciuto Monica Albanese, il mio amore, la madre dei miei figli. Inoltre ci tengo a dire che Macondo Biblio Café non esisterebbe senza di lei, perché mi ha dato la spinta maggiore, mi ha aiutato materialmente e mi è costantemente di supporto».

Dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna, lo dice la saggezza popolare e Fabio lo conferma coi fatti. Una volta trasferitosi a Bergamo, ha inaugurato la seconda Libreria Iavarone (la prima è rimasta in gestione al fratello) in via Pignolo. Dopo cinque anni di attività, però, Fabio ha deciso di sospendere per questioni personali, che lo hanno portato a stringersi intorno alla sua famiglia per qualche tempo. A distanza di due anni da quel periodo difficile, è arrivata la svolta del book bar. «Mi sono chiesto se fosse il caso di tornare a Napoli, se restare a Bergamo o partire alla volta di Berlino, una città che adoro. Alla fine ha vinto Bergamo, perché la reputo una città carica di energia e di persone qualitativamente molto valide». Così oggi eccolo qui, Fabio, dietro il bancone del bar a rimescolare le carte della sua esistenza. «Avevo bisogno di nuovi stimoli: dopo una vita a contatto coi libri antichi, non potevo farne a meno, ma avevo anche bisogno d’altro».

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Attualmente il suo locale espone circa 800 volumi, ma a breve diventeranno 3mila (anche se se ne contano altri 10mila in deposito, acquistati nel corso di tutti questi anni da privati, in aste e mercatini), tra cui alcune chicche come David Copperfield di Charles Dickens con prefazione di Cesare Pavese e la prima edizione dei Discorsi di Che Guevara pubblicata a Cuba. Un patrimonio culturale a disposizione di tutti coloro che passano da qui e che decidono di sostare in questi 150 metri quadrati in stile vintage, ispirati al book bar Shakespeare and Company di Parigi.

Un salotto letterario per tutte le fasce d’età, visto che c’è uno spazio gioco con tappetone, costruzioni e, ovviamente, libri per bambini. «Siamo gli unici a fare bookcrossing per bambini – dice il titolare con orgoglio – lo facciamo anche per adulti, ma quella non è una novità». Altro plus è l’area di coworking a disposizione di tutti con wi-fi libero, perfetta per concentrarsi, lavorare e fare riunioni. «Ho in mente di comprare anche una stampante laser wi-fi e un proiettore – continua Fabio – un passo alla volta si farà tutto».

 

Monica e Francesca   Francesca Bonelli Morescalchi

[Monica e Francesca]

 

Al fianco di Iavarone, in qualità di futura socia c’è anche Francesca Bonelli Morescalchi, scrittrice toscana già nota al pubblico per i suoi romanzi come I giorni del salmastro (Edizioni Saecula) e i saggi come Reiki. Un percorso verso il benessere (Edizioni del Foglio Clandestino). A febbraio è prevista anche l’uscita del suo ultimo libro L’impiccione (Giovane Holden Edizioni), ma fino ad allora saranno già trascorsi giorni, settimane ed eventi di ogni sorta al Macondo Biblio Café. «La nostra speranza è che questo locale diventi una sorta di agorà – dice Francesca – un punto di riferimento culturale per la città, esente da qualsiasi tipo di discriminazione. Abbiamo in programma spettacoli teatrali, monologhi, mostre, concerti, presentazioni di libri, incontri con gli autori, percorsi di psicologia, sulla maternità e sulle pari opportunità, fiabe e letture interpretative per bambini». Insomma, tantissime iniziative che andranno ad arricchire l’agenda cittadina. Da segnare subito, la mostra fotografica dell’artista bielorusso Arthur Gapanovich che sarà inaugurata il 29 novembre e resterà in esposizione fino al 12 dicembre. «È un artista di rara sensibilità, che gioca sulla pellicola con esempi di astrattismo dinamico», svela Iavarone.

Dal caffè della mattina all’happy hour e fino al cocktail serale, c’è sempre un buon motivo per passare al Macondo. «Offriamo il miglior mojito di Bergamo – sottolinea Francesca – grazie alla collaborazione con Almir San Martin, intermediatore culturale e barista. Provare per credere».

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