Il pesce a prezzi pop

Metti un piatto al NumeroDue Il mare, tra i monti di Zogno

Metti un piatto al NumeroDue Il mare, tra i monti di Zogno
19 Agosto 2017 ore 06:00

Bisogna ammettere che ci vuole una bella dose di coraggio per aprire un ristorante di solo pesce a Zogno. Coraggio, un pizzico di audacia ma anche una certa voglia di fare. Questa è stata probabilmente la spinta decisiva che ha portato Claudio Rubis, cuoco già conosciuto e apprezzato in Valle per lo storico ristorante La Staletta, e Marco Ruggeri, anche lui cuoco e amico fraterno, appassionato di cucina di mare e con una certa esperienza alle spalle in queste lavorazioni. Insieme hanno accettato la sfida e hanno aperto poco meno di un anno fa, in aprile, il ristorante NumeroDue, in via Ponte Zogno 2, specializzato, appunto, in cucina di mare. E solo quella.

 

Claudio Rubis (a destra) e Marco Ruggeri

 

Una proposta dosata e onesta. Poche proposte ma giuste caratterizzano la carta semplice, piatti che si concentrano sui gusti primari e una buona materia di base da lavorare, assolutamente senza gettarsi in voli pindarici culinari. Non è questo il posto per eccedere nella creatività e poi, si sa, una cucina essenziale ma concentrata riesce sempre a dare le soddisfazioni più grandi. Il menù degustazione, più che generoso, a 35 euro, è una buona idea per chi organizza una mangiata e voglia avere un’idea della filosofia di cucina, ma anche pizzicando à la carte non ci si sbaglia di certo.

Antipasti classici ma notevoli. La degustazione di antipasti decisa rigorosamente in cucina è sorprendente e quasi spiazzante nella sua schiettezza, oltre che abbondante. Anche perché risolleva l’immagine un po’ inflazionata dell’impepata di cozze, troppo spesso rilegata a ruolo di antipasto da pizzeria. Farne una versione di qualità non solo è possibile ma anche apprezzabile. Insieme c’è anche un altro grande classico della tradizione: i moscardini con la polenta, piatto comune quanto raro, preparato al sugo di pomodoro con un moscardino piccolo, tenero e quasi dolce. Insalata di polpo affettato e qualche polpetta di baccalà completano l’inizio della serata.

 

I casoncelli di fiume fatti a mano, con ripieno di trota e conditi con burro, menta e granella di pistacchio

 

Pasta fatta in casa e casoncelli… di fiume! Sui primi si conferma la già applaudita maestria per le paste fresche fatte in casa. La potete testare con gli gnocchi di patate ma anche, e soprattutto, con i casoncelli home made nella versione di fiume, ripieni di trota e conditi con burro, menta e granella di pistacchio. Una piacevole variazione sulla tradizione. E poi, ovviamente, immancabile, la linguina (griffata) allo scoglio: gustosa, saporita e ricca, servita in padella per 12 euro, anche nella versione (altrettanto intrigante) con vongole veraci e bottarga.

Anche per i secondi si segue la linea della semplicità con l’imprescindibile fritto di mare, in questo caso con calamari, gamberi e verdure, o con lo sfizioso gratin di scampi, gamberi e pomodori. I pezzi forti sono il branzino e l’orata, nelle loro forme migliori: alla griglia, alla piastra oppure alla mediterranea.

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L’atmosfera perfetta. Una bella mano insomma ma, credetemi, non è solo questione di ciò che sta nel piatto, è un fatto di atmosfera: semplice e delicata. Pensate che sia cosa facile arredare un ristorante di mare senza scimmiottare il localino tipico sul golfo? Eppure ci sono riusciti, un’aria luminosa e leggera, in particolare nella veranda a sbalzo sul Brembo. Se chiudete gli occhi avete anche la brezza e il mare orobico. Cosa volete di più? Ci vuole una bella dose di coraggio ma alla fine, come per tutte le cose che sono fatte bene, le soddisfazioni arrivano. Sempre. Ci si lamenta spesso di non conoscere un buon posto dove andare a mangiare il pesce senza spendere una follia: adesso l’avete.

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