In centro Gorlago

Metti un piatto da DivinoinVino Quando il vino è emozione vera

Metti un piatto da DivinoinVino Quando il vino è emozione vera
Viva Bèrghem 23 Ottobre 2017 ore 04:00
Foto ©BergamoPost/Luca Della Maddalena

 

A dire il vero quando hanno pensato di metter su una propria attività non c’era l’idea del ristorante. DivinoinVino, in pieno centro a Gorlago, in via Asperti 12, in un bellissimo palazzo storico che affaccia sulla piazzetta, secondo il progetto dei due ideatori doveva essere solo un’enoteca, di quelle fatte bene. Poi però le cose sono andate diversamente.

 

 

Un'enoteca di tutto rispetto. Basta fare una chiacchierata o sfogliare la lista per capire subito qual è il debole di Luca Cattaneo e Cristian Gherardi: le bollicine. In particolare le grandi eccellenze della Champagne, anche se non si citano necessariamente solo i grandi e grandissimi nomi, ma spesso si parla di piccole Maison e vigneron. Mentre restando da questa parte delle Alpi, il vero cuore è per il Trento Doc e in particolare le Cantine Ferrari: sottochiave infatti si trovano vecchie o molto vecchie annate di Giulio Ferrari e (onestamente) dai ricarichi più che onesti. Chiaro che la Franciacorta non può mancare, ma anche in questo settore la selezione, implacabile, ha riempito gli scaffali di Faccoli et similia piuttosto che di aziende da milioni di bottiglie all’anno. Scelta coraggiosa ma rispettabile. La seconda grande metà della lista è fatta dai vini rossi, importanti e opulenti. Benché tutta Italia sia rappresentata, è il Piemonte - in particolare i grandi Nebbioli - che si prende la fetta più grande della scorta: vera passione che si concretizza con un approvvigionamento raffinato e notevole. Da sottolineare che anche con la Francia non se la cavano male, in particolare con la valle della Loira, e chi sa cercare troverà ottimi chenin blanc e cabernet franc.

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Il menu. Accanto all’enoteca si è costruita nel tempo anche la cucina. Inizialmente concepita solo come taglieri per accompagnare la mescita, si è allargata fino ad avere una proposta smart per i pranzi di lavoro e un vero e proprio menù a la carta dove salumi e formaggi occupano ancora una parte importante, ma sono accompagnati da preparazioni più elaborate. I risotti in particolare, ben fatti, sono un punto fermo per gli aficionados dell’enoteca, e in particolare lo storico Risotto Carnaroli mantecato al Pecorino di Fossa con melassa di fichi Santomiele.

L'entusiasmo, le degustazioni, la scoperta. Quello che fa la differenze, e si sente, tra una buona e una cattiva enoteca è la capacità di rispondere alle domande dei clienti con lo stesso entusiasmo per tutte le bottiglie. Quando fate una domanda e vi torna indietro un racconto di un viaggio, della visita in cantina, dell’assaggio del vino stesso, potete stare certi che siete in buone mani. O meglio, saprete che lo scopo di chi vi sta servendo il vino è quello di trasmettervi, quanto più possibile, l’emozione che lo ha guidato alla sua scoperta.

 

 

E anche a questo servono le serate di degustazione che vengono organizzare con una cadenza abbastanza regolare e che, spesso e volentieri, trattano produttori o bottiglie o annate non facili da reperire e sicuramente di livello ben più alto di quello puramente commerciale.

Ma se vi volete divertire, basta chiedere di visitare la cantina e farvi consigliare in base al vostro gusto personale, costruendo, per i meno esperti, un vero e proprio identikit del vino da acquistare. E non solo perché la proposta è sufficientemente ampia per toccare quasi tutto il ventaglio enologico, estremi compresi, ma anche perché di fronte a voi avete la fortuna di trovare chi è disposto ad ascoltarvi e a sforzarsi di capire ciò che vi piace bere.

Ci sono enoteche, e non sono così diffuse, in cui potete permettervi di intraprenderete un percorso di scoperta indirizzati da professionisti. DivinoinVino è una di queste, e se avete voglia di scovare una bottiglia particolare, o anche solo di bere bene, siete nel posto giusto.