Orobie da scoprire

Monte Secco, inedita Val Brembana

Monte Secco, inedita Val Brembana
27 Settembre 2017 ore 08:30

Torcole di Piazzatorre. Uno scorcio di Valbrembana che diventa meta ambita dagli sciatori durante la stagione invernale, ma che purtroppo viene dimenticata durante la stagione estiva. Eppure, a circa tre ore dal paese si trovano due montagne, difficili da raggiungere e riservate agli alpinisti durante l’inverno a causa della neve presente, ma perfettamente accessibili in primavera, estate e autunno. Stiamo parlando del Monte Secco Brembano e del più piccolo ma comunque panoramico Pizzo Badile. Sotto le loro vette, con l’arrivo della prima neve, sciatori e scialpinisti affollano la vicina pista della Torcole, lasciando queste montagne coperte da uno spesso manto bianco. In pochi invece durante l’estate si avventurano su questi sentieri, poco segnati e lasciati alla cura di mandriani, pastori e dei rari valligiani che battono questi tracciati. Un giro ad anello permette di conquistare la facile vetta del Pizzo Badile o, allungando di poco il percorso, la più alta, difficile e panoramica cima del Monte Secco Brembano (da non confondere con l’omonima montagna Seriana). Un’escursione di grande soddisfazione, dove l’incontro con lo stambecco, sopratutto in primavera, avviene sovente.

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La partenza. Questa escursione vede il suo via dalla località Piazzo di Piazzatorre, in prossimità del Palaghiaccio. Parcheggiata l’auto troveremo un cartello che indica la nostra destinazione, marchiata dal segnavia CAI 118. Risaliamo inizialmente un breve tratto su asfalto, per piegare poi bruscamente a destra costeggiando un ampio vallone pietroso. Il sentiero inizia a salire ripido nel bosco, compiendo ampi zig-zag che senza tregua ci portano in un ambiente sempre più incontaminato e suggestivo, ricco di abeti, larici e pini. Branchi di stambecchi e di camosci sono spesso visibili lungo la salita, e nascosti tra gli alberi osservano incuriositi gli escursionisti che si addentrano in quella che, di fatto, è la loro casa. Noi risaliamo su un sentiero ben tracciato, fino a sopraggiungere all’ennesimo segnavia che indica il Passo di Monte Colle e la bellissima Baita di Monte Secco (m.1850). In poco più di un’ora e mezza usciamo dal bosco e raggiungiamo quest’ultima, posta in posizione panoramica su tutta la valle sottostante e sul percorso appena effettuato. La Baita, sempre aperta, offre riparo agli escursionisti di passaggio e come ogni bivacco viene lasciato alla cura e alla buona educazione di chi ci si trova a transitarvi. Al suo interno troviamo sei letti a castello, un tavolo con panca e un camino con legna. Una pausa per recuperare le energie e osservare il panorama è d’obbligo.

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Verso il Monte Secco. Dalla Baita è già visibile il Passo di Monte Colle (m.1938) che raggiungiamo sul sentiero che prosegue a mezza costa in circa dieci minuti. In base alla nostre energie e alla nostra esperienza possiamo scegliere se puntare alla severa bastionata del Monte Secco, posta a sinistra del Passo, o al più vicino Pizzo Badile Brembano, situato alla nostra destra e di più facile accesso. Dal passo si sale inizialmente lungo un facile costone erboso, seguendo quella che di fatto è una labile traccia. Si continua con vari saliscendi, affrontando alcuni risalti rocciosi che richiedono l’uso delle mani (passaggi di I° grado), sentierini a mezza costa e tratti di cresta panoramici, in alcuni tratti affilati. Con la massima attenzione continuiamo lungo questo percorso a fil di cielo, che ci catapulterà alla croce di vetta posta sulla cima della nostra montagna, a metri 2293. Il panorama spazia sulle montagne circostanti, dove tra tutti spicca il Pizzo Pegherolo e la sua affascinante cresta, ma anche sulle Orobie Brembane fino al Pizzo del Diavolo di Tenda.

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Il Pizzo Badile. Per raggiungere questa bonaria montagna, che ricorda vagamente la pala di un badile, dobbiamo tornare al Passo di Monte Colle e seguire la traccia che si snoda a destra, in direzione opposta la nostra arrivo. Un ripido sentiero ci condurrà in pochi minuti alla seconda vetta della giornata. Ad attenderci a 2044 metri troviamo una piccola croce e un panorama diverso, che spazia sulle Torcole e i vicini impianti da sci. Se abbiamo conquistato entrambe le vette siamo a quasi quattro ore di cammino. Un ottimo motivo per fermarsi ancora qualche minuto a godere di questi luoghi dimenticati e per recuperare le energie!

La discesa. Prima o poi bisogna scendere, anche se a malincuore. La via migliore, più facile e adatta a tutti, è la discesa fino al Passo di Monte Colle, punto di collegamento di entrambe le nostre montagne. Il consiglio è di concludere in bellezza questa giornata, compiendo un giro ad anello costeggiando le pareti del Badile lungo il sentiero CAI 119. Tra saliscendi nel bosco raggiungiamo gli impianti da sci delle Torcole e il vicino rifugio Gremei, in questa stagione chiuso. La discesa continua su ampia carrareccia a tratti asfaltata, fino a portarci poco distanti al punto di partenza.

 

 

Conclusioni. Due montagne molto belle per un’escursione impegnativa, da affrontare con piede sicuro e meteo stabile. La salita al Monte Secco non è da sottovalutare, sopratutto in caso di maltempo e di nebbia. Alcuni tratti sono esposti e richiedono un minimo di conoscenza d’arrampicata! Chi non dispone di questi requisiti può comunque cimentarsi nella sola salita al Pizzo Badile, montagna panoramica e appagante. Entrambe le vette sono totalmente sprovviste di acqua e alcuni tratti sono poco segnati, a indicare che queste montagne sono, durante il periodo estivo, più metà di stambecchi che di escursionisti. Per compiere il giro ad anello e salire entrambe le montagne dobbiamo rassegnarci a camminare per circa cinque ore, che possono diventare anche sei a seconda del nostro allenamento. L’escursione tocca i 18 chilometri e i 1300 metri di dislivello, ma le emozioni (sopratutto nella salita al Monte Secco) e i panorami riusciranno a ripagare ampiamente l’escursionista che si avventura su queste splendide montagne!

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