Merito di una strategia vincente

Orio non è più un aeroporto low cost A Bergamo vola anche il business

Orio non è più un aeroporto low cost A Bergamo vola anche il business
Viva Bèrghem 04 Febbraio 2016 ore 05:30
[Foto in apertura di Liana Bonaiti]

 

Forse, presi dalle continue voci e dai sussurri riguardanti i possibili accordi tra Sacbo e Milano (oppure tra Sacbo e Brescia), in pochi si sono accorti realmente di come l’aeroporto di Orio al Serio sia profondamente cambiato negli ultimi anni. Quello che, fino a una decina di anni fa, era considerato il perfetto punto di partenza per vacanzieri con pochi euro sul conto corrente, viaggiatori scapestrati e avventurieri del last minute, a Bergamo riassunti con un solo termine (i “saccopelisti”, che però, in realtà, non sono mai arrivati), è oggi un hub aeroportuale di livello, terzo in Italia per numero di passeggeri grazie all’abbattimento del muro dei 10 milioni avvenuto nel 2015, e nella top 20 della classifica europea. E, soprattutto, è uno scalo sempre più considerato dalla clientela business, ovvero da utenti che viaggiano soprattutto per lavoro e non per diletto.

 

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Tariffe low cost, servizi di qualità. Il core business di Orio resta, naturalmente, il low cost. Lo è dal 14 febbraio 2002, quando il primo volo Ryanair, proveniente da Francoforte Hahn, è atterrato sulla pista dell’aeroporto orobico siglando l’inizio di un’era nuova per la storia dello scalo bergamasco. A distanza di 14 anni da quel primo volo, Bergamo è la base ufficiale della compagnia, insieme con Dublino, Londra Stansted, Bruxelles Charleroi e Francoforte Hahn e circa il 76 percento del traffico aereo di Orio è coperto da Ryanair. Ma offrire tariffe low cost non significa offrire all’utenza anche un servizio low cost. Quello che Sacbo ha infatti cercato di fare negli ultimi anni è stato un lavoro non sono di efficienza, ma anche e soprattutto di qualità. Il successo dell’offerta aerea di Orio doveva per forza di cose essere supportata da infrastrutture di livello, che fidelizzassero la clientela e la ampliassero rispetto a quella di “saccopelisti” iniziale. In questa politica rientrano diversi progetti portati a termine negli ultimi anni: l’inaugurazione del nuovo terminal passeggeri nel 2009, l’ampliamento dello stesso nella primavera del 2015, i collegamenti costanti con Milano (fondamentale bacino di utenza) e quelli in fase di studio con la stessa Bergamo. A ciò si possono aggiungere anche un servizio di terra costantemente monitorato per offrire efficienza e puntualità ai passeggeri e anche servizi aggiuntivi quali negozi e punti di ristoro per ogni tasca e tipo di clientela.

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Orio e la crescita dei clienti business. Insomma, riassumendo tutto questo si può dire che Orio è stato in grado di darsi un’identità, e la crescita graduale dello scalo è stata fondamentale anche per la crescita di altre importanti realtà cittadine. Lo ha raccontato con dovizia di particolari la stimata giornalista Maria Latella sul suo blog per Il Messaggero, dove ha spiegato che il processo di internazionalizzazione dell’Università degli Studi di Bergamo, e il successo dello stesso, è stato reso possibile, oltre che da una politica progettuale vincente, anche dalla presenza di un aeroporto come Orio nelle vicinanze della città. Il rettore Remo Morzenti Pellegrini, intervistato sul tema dalla giornalista, ha spiegato: «Da noi, a Bergamo, ci sono visiting professor che vengono a far lezione alla mattina e tornano nel loro Paese la sera». Tutto questo è stato resto possibile dall’implementazione dell’offerta e dei servizi compiuta nello scalo orobico, che l’ultimo anno ha registrato un 25 percento di clientela business sul totale. Numeri in linea con quelli di altri scali italiani, i quali però hanno una componente di traffico low cost decisamente inferiore rispetto a quella dell’aeroporto orobico. E, in previsione, questa percentuale può ancora crescere. Merito di diverse iniziative messe in campo da Sacbo per offrire un volto sempre più smart e ben delineato a Orio. In tal senso va considerata l’inaugurazione della cosiddetta food area, ovvero la zona del terminal dove è possibile trovare i brand alimentari più identificativi del nostro Paese: una tappa obbligata tanto per i passeggeri stranieri quanto per quelli italiani.

Parallelamente è stata anche ampliata l’offerta di negozi nell’area gate. Qui l’utenza può trovare sia i souvenir che lo store di Victoria’s Secret, sia i giornali che, addirittura, un parrucchiere. Quest’ultima pareva una scelta azzardata inizialmente, ma che si è in realtà rivelata vincente: da quando ha aperto, i clienti sono stati costantemente in crescita, proprio come i numeri della componente business. E sebbene tutto ciò possa apparire come un inutile orpello per un aeroporto, i dati dimostrano come offrire un servizio di qualità a terra non possa che aiutare anche la crescita complessiva dello scalo: il 44 percento dei passeggeri, infatti, si reca in aeroporto con un anticipo di oltre 2 ore rispetto alla partenza del volo; il 51 percento con un anticipo compreso tra le 2 ore e l’ora. Il 95 percento dei passeggeri, quindi, spende molto tempo in attesa dell’imbarco e delle partenza: tutta clientela da soddisfare anche attraverso negozi, boutique, bar e ristoranti.

 

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L’offerta quotidiana dei voli. Per capire realmente quanto sia cambiato (in meglio) l’aeroporto di Orio al Serio, basta dare un’occhiata ai voli quotidiani in partenza per Bergamo e diretti in alcune delle principali città europee: Parigi, Londra, Dublino, Francoforte, Charleroi (Bruxelles), Barcellona, Berlino, Colonia, Copenhagen, Tirana, Valencia e Varsavia. Ma anche collegamenti quotidiani con altri scali italiani: Palermo, Bari, Brindisi, Lamezia, Catania, Trapani, Cagliari e, in arrivo, Comiso e Lampedusa. Grazie a questa offerta, chiunque, in giornata, può partire la mattina e tornare la sera. E poi ci sono i collegamenti settimanali con altre importanti città quali Norimberga, Amburgo, Danzica, Praga e Timisoara. Un’offerta varia, costruita ad hoc per soddisfare sia il manager che lo studente fuori sede, sia l’agente di commercio che il vacanziere last minute. C’era una volta il timore di un aeroporto per “saccopelisti”, ma oggi non c’è più. Orio è tanto altro per tanti altri.

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