Il commento di Xavier Jacobelli

Stadio, progetto pronto Un assist per Bergamo

Stadio, progetto pronto Un assist per Bergamo
10 Settembre 2014 ore 09:00

Sono arrivate dichiarazioni importanti da parte del presidente dell’Atalanta Antonio Percassi. Lunedì sera, nel corso della trasmissione TuttoAtalanta, il numero uno della società nerazzurra ha parlato di mercato, delle sue aspettative per la stagione appena iniziata e soprattutto della situazione stadio. La scadenza messa sul tavolo, questa volta, sembra chiarissima. “Entro il 2017 abbiamo in progetto di ristrutturare completamente il Comunale”.

Lo stadio.

Ad ogni appuntamento con microfoni e taccuini, Percassi si trova a rispondere su uno dei temi più importanti del Mondo Atalanta. Senza uno stadio a norma Uefa, è impossibile alzare l’asticella degli obiettivi e puntare all’Europa League senza mettere in conto le trasferte a Modena. Ad inizio stagione, l’Atalanta indica proprio l’impianto emiliano come sede delle eventuali gare interne ed ottiene la licenza: dovesse succedere di centrare la qualificazione, non ci sarebbe così bisogno di correre ai ripari all’ultimo momento. Parma docet.

Percassi ha ribadito quello che ormai si sapeva ma questa volta sono le date a fare la differenza. «Il nostro progetto è praticamente pronto – afferma il numero uno atalantino -, abbiamo anche già il plastico che nella recente visita del ct Antonio Conte a Zingonia abbiamo potuto mostrare. Vogliamo ristrutturare il Comunale, l’idea è quella di abbattere e rifare prima la Curva Pisani e poi la Curva Morosini, per ultima toccherà alla Tribuna Centrale, mentre per la Creberg sono previsti interventi nella parte sottostante. Via tutte le barriere e copertura completa, vogliamo completare tutto entro il 2017».

Perché questa scadenza? Alla fine di questa stagione, nel giugno 2015, scadrà l’accordo con il Comune per l’affitto dello stadio. Atalanta e Albinoleffe si dividono l’utilizzo dell’impianto, i nerazzurri pagano circa 400mila euro mentre i seriani 200mila. La strada da percorrere è quella della concessione a lungo termine, 99 anni di affitto esclusivo che permetterebbero all’Atalanta di cambiare veramente il volto dello stadio dopo anni con tanto fumo e pochissimo arrosto.

Dal punto di vista burocratico, la concessione viene assegnata dopo la pubblicazione di regolare bando pubblico da parte del Comune. Ed è proprio questo il nodo più delicato della questione. L’orientamento di Palazzo Frizzoni è quello di percorrere questa strada, è necessario muoversi subito perché servono alcuni mesi per preparare tutta la documentazione. Una volta emesso il bando però tutti possono partecipare e non è automatico che sia l’Atalanta ad aggiudicarsi la partita. Si devono presentare offerte in busta chiusa, alla scadenza l’offerta migliore si aggiudica la concessione.

Ad Udine, la società del patron Pozzo è stata l’unica a depositare un’offerta e non ha avuto ostacoli. Non a caso, lo stesso Percassi è stato molto chiaro. «Presenteremo il progetto quando avremo concluso gli accordi con il Comune e con l’Albinoleffe» ha detto. Ovviamente, il presidente è prudente: se non si operasse in questo modo e l’Albinoleffe decidesse di presentare un’offerta e vincesse il bando l’Atalanta si troverebbe a dover ripartire da zero valutando altre soluzioni.

Il mercato.

Sul mercato appena concluso, dal presidente Percassi sono arrivate soltanto conferme. Su Cigarini, su Gomez, su Bonaventura e su Consigli. «Quello italiano, senza le comproprietà, è un mercato che è cambiato molto. Per Parolo la Lazio ha speso 5 milioni, per Gabbiadini si parlava di 4. Servono soldi veri e non ce ne sono molti in giro. Siamo riusciti a piazzare sia Consigli che Bonaventura a società che potevano acquistare, dopo che era saltata l’operazione con l’Inter è stato Sartori ad avviare il discorso con il Milan chiuso poi da Galliani e Marino. Non posso accettare che si dica che abbiamo svenduto, se qualcuno è più bravo di me a vendere lo prendo inserisco subito in società. Cigarini? Abbiamo pensato di toglierlo dal mercato quando abbiamo capito fino in fondo l’importanza del giocatore nel gruppo. Il Sassuolo offriva 6 milioni, soldi importanti ma abbiamo dato un segnale al gruppo. Denis non lo avrei venduto, di offerte comunque non ne sono arrivate». Su Gomez il patron nerazzurro ha svelato come l’accordo prescindeva da Bonaventura. «Per Gomez l’accordo con il procuratore era fatto. Da qualche tempo lo seguivamo, era stata un’idea di mio figlio Luca. Già dal fine settimana precedente il giocatore era a Bergamo e siamo molto contenti di averlo portato a Bergamo».

Obiettivo salvezza.

Il presidente Antonio Percassi ha regalato altri spunti interessanti sia in tema di obiettivi che del suo modo di vivere l’Atalanta. «Sul palco della Festa della Dea mi trasformo? Ho l’Atalanta nel cuore – chiude Percassi – , capitemi… dico a tutti i tifosi di abbonarsi, ci sono ancora 15 giorni. L’obiettivo nostro è sempre la salvezza, cerchiamo di tenere i piedi per terra e di fare le cose un passo per volte. Se voli troppo in alto poi cadi e ti fai molto male. Noi vogliamo migliorare sempre, agendo concretamente, ma ragionando da bergamaschi».

L’Ice Bucket.

Durante la trasmissione, il direttore de L’Eco di Bergamo, Giorgio Gandola, ha lanciato la sfida dell’Ice Bucket Challenge, la campagna mondiale per la lotta alla Sla, ad Antonio Percassi. Un invito subito raccolto dal presidente dell’Atalanta che a sua volta ha nominato Carlo Pesenti, Alberto Bombassei e Andrea Moltrasio. L’invito è stato raccolto anche da Daniela Gennaro Guadalupi, presidente Fondazione Aiuto Ricerca Malattie Rare, pure lei nominata dal direttore Gandola.

 

IL COMMENTO DI JACOBELLI.

La stima del fatturato atalantino per la stagione 2014-2015 oscilla fra i 45 e i 50 milioni di euro, secondo i dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Gazzetta dello Sport, al netto delle plusvalenze. Per qualità tecnica e quantità dei movimenti, in entrata e in uscita, il mercato 2014 è stato il migliore dall’inizio della seconda gestione Percassi.

Se è vero che sono stati ceduti due pezzi da novanta quali Bonaventura e Consigli realizzando plusvalenze vere e non fittizie, è altrettanto vero che i rinforzi messi a disposizione di Colantuono in ogni ruolo e la linfa vitale di Zingonia (8 giocatori sui 28 della rosa sono calcisticamente cresciuti nel vivaio) legittimano le aspirazioni del club e della sua gente: salvarsi in tempi rapidi per tentare l’assalto al cielo.

Nella primavera scorsa, dopo le sei storiche vittorie consecutive, sembrava possibile, è risultato vano, ma c’è un tempo per tutto e questo è il tempo per riprovarci. I massicci investimenti nel settore giovanile e nel centro sportivo Bortolotti, le cui strutture hanno lasciato a boccaperta anche Conte, sono la dimostrazione concreta di che cosa debba intendersi per società modello nel calcio italiano del terzo millennio.

L’arrivo di Giovanni Sartori e Maurizio Costanzi rafforza ulteriormente la squadra dirigenziale, costruita secondo il principio guida del presidente che sembra ispirato al motto del Boca Junors: poiché non siamo gli unici, decidiamo di essere i migliori. Il forte sviluppo impresso al marketing e alla commercializzazione del marchio e il successo della campagna abbonamenti confermano il solido sostegno popolare all’Atalanta: affonda le sue radici nell’identificazione fra i bergamaschi e la loro squadra dal 1907. Trova nella Festa della Dea la dimostrazione di che cosa siano e quanto valgano la passione, il calore e l’entusiasmo dei tifosi, a cominciare dalla Curva Nord. Nella buona come nella cattiva sorte.

Quattro anni fa, se non fosse ritornato Percassi, l’Atalanta avrebbe rischiato grosso perché la situazione di bilancio era molto delicata, dove gli aggettivi grosso e delicata devono essere letti come eufemismi.

A questa squadra, a questa società, a questo pubblico manca uno stadio degno dell’Atalanta e di Bergamo. Le polemiche sull’ignavia e sull’inazione della politica locale di ogni colore che non ha mai risolto il problema negli ultimi cinquant’anni possono sempre essere oggetto di dibattito. Ma a noi interessano i fatti.

E, intervenendo a TuttoAtalanta, la trasmissione di Matteo De Sanctis in onda su Bergamo Tv, ancora una volta Percassi ha parlato con i fatti. «Il nostro progetto è praticamente pronto. Abbiamo anche già il plastico che nella recente visita del ct Antonio Conte a Zingonia abbiamo potuto mostrare. Vogliamo ristrutturare il Comunale, l’idea è quella di abbattere e rifare prima la Curva Pisani e poi la Curva Morosini, per ultima toccherà alla Tribuna Centrale mentre per la Creberg sono previsti interventi nella parte sottostante. Via tutte le barriere e copertura completa, vogliamo completare tutto entro il 2017».

Leggete qui sopra i particolari del progetto atalantino, la tempistica, i passaggi obbligati imposti dall’iter burocratico. Lo stadio di proprietà o in concessione al club per 99 anni è il trampolino di lancio per il salto di qualità che l’Atalanta, i suoi tifosi e la città meritano, lo strumento indispensabile per coniugare i risultati sportivi sempre più brillanti a una gestione di bilancio sempre più virtuosa. Uno stadio che viva 365 giorni all’anno e non sia soltanto il teatro delle partite casalinghe ogni due settimane, ma una calamita di spettacolo, divertimento, cultura e, certamente, anche di business (se ne avrete l’occasione, fate un giro all’Amex Stadium di Brighton, Inghilterra e capirete molte cose). Stadio Achille e Cesare Bortolotti di Bergamo: un impianto moderno, confortevole che divenga la casa dell’Atalanta e della sua gente. Il sindaco Gori e la sua amministrazione hanno un’occasione storica. L’assist di Percassi è tutto per loro.

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