Viva Bèrghem
Etimologie da gente colta

Perché nel dialetto bergamasco oggi si dice incö (e imbuto pedriöl)?

Perché nel dialetto bergamasco oggi si dice incö (e imbuto pedriöl)?
Viva Bèrghem 14 Luglio 2016 ore 00:30

“Incö”, conosciuto anche nella variante “ancö”, è probabilmente una delle parole più utilizzate giornalmente dai nostri parlanti abituali di bergamasco in frasi come sa fet incö? Corrisponde all’italiano “oggi” ed è quindi abbastanza facile capire perché sia un termine tanto noto. Effettivamente, quale bergamasco puro ignora la sua esistenza o il suo significato? Quello che stupisce circa questo termine, è, però, la sua lontananza dall’italiano: i due “cugini” non si assomigliano per niente.

Ora, se ci interessa rintracciare l’etimologia di questa parola tanto remota dal suo corrispettivo odierno, è bene fare delle supposizioni: deriva forse dall’inglese incoming e indica qualcosa che sta per accadere? Ha qualche attinenza con il francese? È frutto dell’influenza del tedesco?

Dopo approfondite ricerche senza risultato, l’unica soluzione sembra essere quella di ricorrere al dizionario etimologico bergamasco, l’unico testo che scioglierà celermente ogni nostro dubbio. Sfogliamo il testo fino alla lettera “i” e facciamo scorrere il dito sino ad incontrare il nostro  tanto agognato “incö”. Che cosa scopriamo? Scopriamo che la soluzione dell’enigma è più vicino di quanto pensassimo. Incö: contrazione dell’espressione latina hinc hodie (letteralmente “qui oggi”). Più facile di così si muore!

 

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E tanto per gradire, la lingua degli antichi Romani ci dà un buon aiuto anche per quanto riguarda una parola di certo meno usata, ma non per questo meno curiosa: ol pedriöl. In italiano, l'imbuto. Pure qui la distanza è notevole, ma è bene sapere che il termine pedriöl indicava in origine i grossi imbuti per le botti. Si rintraccia anche nell’italiano antico con pidria, e in altri dialetti del centro/nord Italia in espressioni come nvers ‘me una pidria (rovesciato come un imbuto). Anche in questo caso il termine è stato contratto dal suo antenato latino pletria (“riempitrice”), a sua volta derivante dal greco pimplemi (“riempire”).

E poi dicono che il bergamasco non si capisce. Studiassero le lingue classiche, prima di parlare.

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