Viva Bèrghem
cürtì de giàca e de caàl

Breve selezione di detti di Bergamo tutti dedicati al mese di febbraio

Breve selezione di detti di Bergamo tutti dedicati al mese di febbraio
Viva Bèrghem 02 Febbraio 2015 ore 15:24

Costruiamo con alcuni detti popolari la carta d'identità del secondo mese dell'anno: Febbraio. Il mese della purificazione, delle candele, dei malanni, delle maschere e dei pronostici sulla primavera che verrà.

  • Fevrér, cürtì de giàca e de caàl, a 'l bala, sgrisolét, col Carneàl (Febbraio, corto di giacca e di cavallo, balla rabbrividendo con il Carnevale) Febbraio è, infatti, il mese più corto e freddo dell'anno e, il più delle volte, è tra i suoi giorni che racchiude l'accesa festività del Carnevale.
  • Fevrér l'è fiöl d'öna ferlòca, o ch'al piov o ch'al fiòca (Febbraio è figlio di una pazza, o piove o nevica). Con queste parole si intende descrivere le condizioni metereologiche fortemente variabili del mese di Febbraio, che, come suo fratello Marzo, sembra essere pazzerello e climaticamente instabile.
  • Fevrér l'è 'l mis che i parla piö póch i fómne (Febbraio è il mese che le donne parlano meno, poiché è il più corto). La brevità del mese si è raccontata anche attraverso detti che scherniscono l'attitudine femminile alla chiacchiera.
  • La niv de fevrér  la 'ngrassa 'l grané(La neve di febbraio ingrassa il granaio). La neve di Febbraio sembra possedere, nella popolarità, la caratteristica di migliorare e aumentare le produzioni di grano della stagione successiva.

Il mese di febbraio, festeggia, poi, rispettivamente nei giorni 2 e 3, La Madonna Candelora e San Biagio. La ricorrenza della Candelora è legata al rito cristiano della benedizione delle candele; nella tradizione cristiana, inoltre, in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo, «luce per illuminare le genti». La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. Questi i detti relativi:

  • Quand batt ol sul sö la candéla l'è öna longa primaéra (Quando batte il sole sulla candela è una lunga primavera).

Alla celebrazione di San Biagio, per la quale è tradizione mangiare il panettone raffermo, si rifanno invece i seguenti modi di dire:

  • Ol dé de San Bias se benedéss la gola e 'l nas (Il giorno di S Biagio si benedice la gola e il naso, riferendosi al picco di malanni ed influenze che si manifestano proprio in questo periodo).
  • San Biàs, presèrvem la gola dai résche de pèss e da tot ol rèst (San Biagio, preservami la gola dalle lische di pesce e da tutto il resto, ricordando uno dei miracoli attribuiti al Santo, il quale narra del salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce).