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Pronti ad abbracciare la Regina? Dopo le Mura, tocca alla Presolana

Pronti ad abbracciare la Regina? Dopo le Mura, tocca alla Presolana
12 Maggio 2017 ore 10:45

Presolana. Per un bergamasco non è una montagna qualsiasi, è la Montagna per eccellenza. È l’emblema della bellezza per l’escursionista di passaggio, che si trova ad ammirare le sue pareti, ma diventa addirittura una leggenda per l’alpinista che si trova a sfidare le sue linee. Impossibile non notarla, inconfondibile per forma e morfologia da qualunque altra montagna orobica. La sua roccia, un enorme blocco calcareo che sembra posizionato dal qualche mano divina nel bel mezzo della valle, ha per decenni affascinato scalatori che si sono cimentati lungo le sue pareti, come Riccardo Cassin e Walter Bonatti, leggende dell’alpinismo italiano. Sono infatti numerose le vie, alcune anche di elevata difficoltà, che si snodano su tutti i suoi versanti. La vetta occidentale è stata raggiunta per la prima volta da Carlo Medici, Federico Frizzoni e Antonio Curò (fondatore della sezione bergamasca del CAI) il 4 ottobre 1870. Da allora la “Regina”, così amorevolmente chiamata dai bergamaschi, ha continuato ad affascinare alpinisti per intere generazioni.

 

 

L’abbraccio alla Presolana. Sarà un’evento da Guinness World Record quello che la vedrà partecipe i giorni 8 e 9 luglio 2017. Dopo il successo dell’abbraccio alle mura di Città Alta questa volta tocca a lei. Una cordata internazionale, ma anche una sfida per le montagne, per la loro salvaguardia e sostenibilità, in questo abbraccio simbolico che vedrà impegnate più di duemila persone. Un tracciato lungo quasi 20 chilometri, che segue proprio il periplo della Presolana: dalla Malga Cassinelli alla Grotta dei Pagani sul sentiero CAI 315, dal rifugio Rino Olmo a Valzurio sui sentieri CAI 320 e 311, dal passo di Scagnello al rifugio Albani per i sentieri 326 e 328, fino alla ferrata del Passo della Porta, per concludere il cerchio con il rientro alla Malga Cassinelli. Lungo il suo periplo sarà posizionata un’unica lunghissima serie di corde da alpinismo, a cui i partecipanti potranno agganciarsi con i loro moschettoni realizzando in questo modo una cordata attorno alla montagna. Saranno poi attrezzati ben 18 Campi Avanzati, dove diversi referenti tecnici, già individuati dal CAI, avranno il compito di unire i ventimila metri di corda necessari per la riuscita dell’operazione.

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Il senso del gesto. Il Palamonti, casa della montagna, sarà per i prossimi mesi la sede della regia. I numeri sono talmente straordinari che il CAI di Bergamo ha depositato la domanda per il riconoscimento del guinness. «L’idea è nata – spiega Paolo Valoti, nuovo presidente del Club Alpino Bergamasco – dopo il successo dell’Abbraccio delle Mura di Città Alta, per continuare ad abbracciare le cose più belle che abbiamo, avvicinandoci anche ai valori delle nostre montagne. L’abbraccio ha l’obiettivo di rilanciare la montagna e la terra bergamasca nel segno della collaborazione, del rispetto e della sicurezza, che è alla base di ogni escursione o evento che si tiene nelle “terre alte”. La cordata coinvolgerà tutti: famiglie e disabili, oltre ad escursionisti ed esperti, per una giornata adatta a tutti. Ogni partecipante della cordata – continua Valoti – sarà anche finanziatore del progetto sociale Montagne per tutti che vuole rendere il rifugio Baita Cassinelli accogliente e accessibile anche ai disabili e alle persone con ridotte capacità motorie, rendendolo senza barriere come il Rifugio Alpe Corte. Ogni partecipante alla cordata sarà automaticamente anche finanziatore di questo progetto sociale e solidale».

 

 

Come funziona e dove prenotarsi. Domenica 9 luglio tutti i partecipanti dovranno avere raggiunto uno tra i 18 campi presenti sul percorso e all’ora stabilita i moschettoni verranno agganciati alla corda, stringendo la Presolana in un unico, grande abbraccio. È già attiva la pre-registrazione sul sito della manifestazione, dove si può scegliere il campo avanzato che si preferisce in base ai posti disponibili, indicandolo nelle preferenze e confermandolo poi nella fase di registrazione. Ciascun campo avanzato può ospitare al massimo cento persone, oltre questo limite i partecipanti dovranno spostarsi su un campo diverso. «Saranno oltre 20mila i metri di corda utilizzati, con un impiego di quasi 500 volontari, dislocati nelle posizioni strategiche. Per questo dobbiamo ringraziare i volontari del CAI e l’Associazione Nazionale Alpini, che con il loro contributo rendono possibile questo progetto. Per completare l’abbraccio serviranno inoltre più di 2mila persone, che verranno dislocate lungo il perimetro a una distanza di circa 10 metri una dall’altra».

La Cordata della Presolana è un’iniziativa dell’Unione Bergamasca delle Sezioni e Sottosezioni del Club Alpino Italiano, della Provincia di Bergamo e della Sezione di Bergamo dell’Associazione Nazionale Alpini. Tutte le informazioni dettagliate, le mappe ed il modulo di pre-registrazione sono disponibili qui.

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