Tra i bimbi vincono i Gialli

Gori si è messo a pigiare l’uva La Festa del Moscato in (tante) foto

Gori si è messo a pigiare l’uva La Festa del Moscato in (tante) foto
Viva Bèrghem 11 Settembre 2018 ore 06:00

Alla faccia del Vinitaly: il calice portato a tracolla ce l’hanno anche i bergamaschi. Scanzorosciate non ha nulla da invidiare alla kermesse veronese. Per quattro giorni (dal 6 al 9 settembre), la 13esima Festa del Moscato di Scanzo ha ospitato una ventina di “casette di degustazione” dove gli ospiti hanno assaggiato non solo il Moscato, ma anche altri vini rossi e bianchi prodotti nelle Terre del Vescovado. Non è finita qui: prodotti tipici come miele, formaggi, olio, salumi. Un tripudio di prelibatezze made in Scanzo che ha richiamato golosi e amanti del Moscato da ogni angolo della Bergamasca. Ma la massima partecipazione si è vista sabato 8, con l’attesissima settima edizione del Palio del Moscato. Per la gioia dei bambini scanzesi e quest’anno, per la prima volta, anche dei sindaci bergamaschi. E qui, è il caso di dire, alla faccia del Palio di Siena.

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And the “gonfalone” goes to… La giornata si è aperta con la coloratissima sfilata delle quattro squadre concorrenti, che corrispondono alle quattro scuole materne della zona: i piccoli Cavalieri Verdi di Tribulina, i Gialli di Scanzo, i Rossi di Negrone e i Blu di Rosciate. Accompagnati da bandiere, striscioni e carri allegorici, i partecipanti si sono avvicinati ai mastelli pieni d’uva pronti a mettere alla prova le loro abilità di vendemmianti. Sostenuti dalle grida della folla di Piazza Alberico e dalla Fanfara degli Alpini, i bambini hanno dato il meglio di sé. L’obiettivo era riempire il più velocemente possibile una tinozza raggiungendo il livello indicato. E anche stavolta, dopo numerose vittorie nelle precedenti edizioni del Palio, l’hanno spuntata i Gialli di Scanzo. Buon sangue non mente. Il Capitano del Palio, Roberto Primo, ha ufficialmente consegnato alle maestre della scuola materna di Scanzo il Gonfalone del Moscato, che resterà esposto per tutto l’anno scolastico nell’atrio dell’istituto. Ma quest’anno non si sono divertiti solamente i bambini…

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Una gara combattuta fino all’ultimo acino. È stato lo stesso sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati, a lanciare la sfida. L’hanno raccolta ben 29 sindaci, quelli di Albano Sant’Alessandro, Alzano Lombardo, Arzago d’Adda, Azzano San Paolo, Bagnatica, Bergamo, Boltiere, Bonate Sotto, Caprino, Caravaggio, Cavernago, Cerete, Cividate al Piano, Costa Mezzate, Curno, Grassobbio, Mornico, Nembro, Orio al Serio, Osio Sotto, Pedrengo, Ranica, San Paolo d’Argon, Selvino, Seriate, Torre Boldone, Torre de’ Roveri, Treviolo e Zandobbio. Divisi anche loro in quattro squadre (i Gloriosi Gialli sindaci della Val Seriana, i Magnifici Blu delle Terre del Vescovado, le Furie Rosse della Bassa e gli Intrepidi Verdi della Città), guidati dai coach e spronati dai supporters,i primi cittadini si sono fiondati nei mastelli colmi d’uva e, sull’onda delle acclamazioni del pubblico, hanno pigiato come se non ci fosse un domani. Tra loro anche Giorgio Gori, il sindaco di Bergamo. «Abbiamo perso per un pelo – ha esclamato il sindaco del capoluogo a fine gara (hanno vinto le Furie Rosse, ndr) -, ma sono entusiasta di aver partecipato. Ringrazio il sindaco Casati per avermi invitato perché è la prima volta in vita mia che pigio l’uva. È un bel modo per riportare la gente a rivivere alcune tradizioni della nostra provincia e alcune vecchie usanze contadine che non devono essere dimenticate».

 

 

Uno chef bergamasco alle prese con il Moscato. Non poteva mancare una gara culinaria con il Moscato come protagonista assoluto. Per l’occasione è arrivato lo chef Andrea Mainardi, il “biondo atomico” protagonista della trasmissione di Rai 1 La prova del cuoco. Alle 18 è stata aperta la mistery box, famosa sfida di Masterchef che consiste nel creare un piatto a partire dagli ingredienti in essa contenuti. «La vera sfida – ha spiegato il cuoco bergamasco, che sarà anche protagonista della terza edizione del Grande Fratello Vip – consiste nel rivoluzionare l’idea che il Moscato debba abbinarsi soltanto al dolce. Ammetto che ero un po’ preoccupato da cosa avrei trovato in quella mistery box! Ho quindi pensato a un risotto e ho dimostrato che il Moscato può diventare un ottimo vino da pasto. Non avevo scelta, se non ci fossi riuscito sarei andato incontro all’ira funesta delle signore scanzesi. E i grappoli d’uva me li sarei beccato in testa! A parte gli scherzi – ha poi concluso -, sono orgoglioso di partecipare a una festa che appartiene alle mie origini e di poter cucinare per la mia cara terra bergamasca».

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La Festa del Moscato, nel cuore della tradizione. «Sono tante le persone, i ristoranti, le associazioni e gli sponsor che hanno reso possibile questa 13esima Festa del Moscato di Scanzo – ha spiegato il padrone di casa, il sindaco di Scanzorosciate Davide Casati -. A tutti loro va il nostro ringraziamento, soprattutto alle Terre del Vescovado. Il loro è un progetto ambizioso, che consiste nel promuovere il territorio a est della città di Bergamo». Alle Terre del Vescovado è stata dedicata un’area ristoro con i prodotti tipici della zona. A essa si affiancano altri tre punti strategici, con l’area principale con piatti tradizionali e grigliate, l’area a km 0 con lo street food a cura dei ristoratori scanzesi e il ristoro degli orti con ottimi taglieri. Ma la festa non è solo vino delizioso e cucina eccellente: tantissime sono le attività promosse quest’anno, dai concerti serali in piazza ai laboratori dedicati ai più piccoli, dalle performance di danza e dalle proiezioni del film Rupi del vino del regista bergamasco Ermanno Olmi, dalle installazioni artistiche alle esibizioni di giocoleria. Per concludere domenica con lo spettacolo della compagnia dialettale Il Sottoscala di Rosciate e con la Moscato di Scanzo Trail & Family Walk. Il filo rosso è la grande attenzione alla tradizione vinicola, e non a caso il tema di quest’anno è “Calici di storia”. Senza dimenticare la mascotte della festa, il Mosgatto, una versione scanzese del gatto con gli stivali, e del gioco di carte Moscàns, che ripercorre nelle sue illustrazioni le fasi di lavorazione e produzione del Moscato. E giovedì persino un bel brindisi con i giocatori della Zanetti Volley Bergamo e dell’Atalanta. Insomma, una festa a 360 gradi che piace proprio a tutti».

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