Tifosi da 10 e lode

Quei 162 che c’erano a Udine

Quei 162 che c’erano a Udine
Viva Bèrghem 27 Ottobre 2014 ore 11:25

Udinese – Atalanta, quinta sconfitta stagionale per i nerazzurri di Stefano Colantuono. Nella pochezza della domenica friulana, l’unico applauso sincero va tributato a loro, ai tifosi bergamaschi al seguito. In bus o in automobile, 162 atalantini hanno raggiunto il cantiere dello stadio Friuli per seguire dal settore ospiti la gara dei nerazzurri contro i bianconeri di Stramaccioni.

I bus partiti da Bergamo sono stati due, uno organizzato dal Centro di Coordinamento Club Amici dell’Atalanta e l’altro da “Chei De la Coriera”. Ragazzi, ragazze, papà con i bambini ma non solo, tutti con l’unica volontà di raggiungere Udine per dare una mano alla squadra. Il gol di Di Natale ha spezzato all’alba della partita i sogni di gloria, quello di Thereau ha chiuso i conti in un primo tempo tanto negativo quanto avaro di emozioni. E nella ripresa, il nulla cosmico.

Eppure da Bergamo, “Chei de la coriera” erano partiti con le migliori intenzioni. Alle 8.30 erano tutti pronti, gli ultimi due si sono fatti ampiamente perdonare i 10 minuti di ritardo presentandosi con ben 5 torte da condividere con tutti i presenti. Perché la trasferta, ogni trasferta, inizia così: panini imbottiti, dolcetti e bibite per tutti. Da condividere e divorare alla prima sosta utile, aggiungendoci una buona fetta di salame degli amici di Telgate ed un paio di birre fresche. Mentre viene sorteggiata la maglia ufficiale insieme a tanti altri premi.

A mezzogiorno erano circa 70 i chilometri da Udine ancora da percorrere, dal piccolo Alessandro fino al più navigato tutti erano convinti di andare a vedere una Dea gagliarda. Nicholas, Michele, Andrea, Laura, “Il Patata”, “Totò” e tutti gli altri sono arrivati nel settore ospiti dello stadio Friuli e alle 14 abbondanti erano già ai loro posti.

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Purtroppo, la gara non ha aiutato e “Chei de la Coriera”, al pari di tutti gli altri amici arrivati da Bergamo, sono dovuti rientrare in città con tanta delusione in corpo e la brutta sensazione di una squadra che la partita non l’ha proprio giocata. Il casello di Bergamo è stato raggiunto alcuni minuti dopo le 21.30. 13 ore in trasferta assieme, tanti chilometri e tanta rabbia per la sconfitta.

Qualcuno può pensare: ma chi glielo fa fare? Eppure loro c’erano, ci sono e ci saranno quasi sicuramente anche domenica prossima a Torino. Perché “l’Atalanta non si discute, si ama” rispondono i più innamorati e, come in tutte le storie d’amore, i momenti brutti capitano, quelli che ti fanno veramente arrabbiare. Però, poi, l’amore supera ogni cosa: guardateli in faccia, sono arrivati carichi di speranza e adesso sono delusi. Onore a loro che, comunque, ci sono stati.

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