Da venerdì 21, per due weekend

I sapori veri della Festa d’Autunno che si tiene alla Roncola di Treviolo

I sapori veri della Festa d’Autunno che si tiene alla Roncola di Treviolo
22 Ottobre 2016 ore 05:30

L’autunno è la stagione degli amanti dei funghi e dei raccoglitori di castagne, la stagione che ci costringe ai cambi d’armadio e al buio presto la sera; insomma una stagione un pò malinconica. È proprio in questo periodo in cui il freddo inizia a bussare che nella frazione della Roncola di Treviolo cominciano i preparativi per la tanto attesa Festa D’Autunno.

Giunti quasi al compimento della prima decade, la Festa D’Autunno è nata un po’ per gioco, con un tendone e pochi tavoli dove gli spettatori dello spettacolo annuale Canto Anch’io potevano sedersi a mangiare qualcosa una volta finita la visione. Da quattro tavoli e un panino con la salamella, si è poi aggiunta la più tipica polenta e osei e da lì non ci si è più fermati, continuando ad ampliare lo spazio, sempre meglio organizzato, e inserendo nuove specialità che attiravano sempre più commensali.

 

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Quella nata come festa per un solo fine settimana si è poi evoluta e quest’anno la comunità roncolese ha deciso di raddoppiare: non uno, bensì due weekend per conquistare tutti con buona cucina e un’atmosfera decisamente folkloristica. Il tutto è organizzato sapientemente all’interno dell’oratorio della piccola frazione, dislocata a 8 chilometri dal capoluogo orobico e che dà sul fiume Brembo, dove tutta la comunità collabora svolgendo una mansione, grande o piccola che sia, al fine di rendere questi pochi giorni davvero speciali.

Si comincia venerdì 21 ottobre con la cena che si ripropone per tutte le tre sere fino a domenica 23, per poi ritornare venerdì 28 e concludersi domenica 30, quando, eccezionalmente, verrà servito anche il pranzo. Durante la cena, inoltre, si terrà anche uno spettacolo per bambini.

 

 

L’atmosfera che troviamo ci riporta agli anni in cui la cucina era casereccia, in cui le nonne giravano la polenta e i nonni tornati dalla caccia arrostivano le caldarroste per i nipoti. Entrando non si può che rimanere affascinati dall’allestimento che, a dir poco suggestivo, ci fa sentire un po’ in mezzo ai monti insieme ad Heidi e Peter. Balle di fieno e viti rampicanti incorniciano lo spazio dove decine di volontari prendono posto pronti a servire una cena decisamente diversa dal solito e quindi, dopo aver scelto a quale prelibatezza abbandonarci questa sera, non resta altro che sedersi e godersi il momento.

Intorno a noi sfilano, tra un tavolo e l’altro, camerieri in vesti tipiche contadine e voltando lo sguardo nello spazio, salumi appesi qua e là e formaggi posti in bella vista ci rendono ben chiara la loro provenienza artigianale. E non poteva essere altrimenti: un uomo del paese, Mauro Entrade, ogni anno gira le valli alla ricerca di specialità nostrane da offrire in quest’occasione, accompagnate dalla tipica polenta taragna, polenta e salsiccia, tagliatelle fresche e polenta e cinghiale. Il tutto rigorosamente cucinato dalle signore del paese secondo tradizione.

 

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A cena terminata (non dimenticate i taglieri misti!) ci si sente decisamente sazi e soddisfatti, ma difficilmente si può resistere ad un sacchetto di caldarroste, giusta conclusione di una cena non propriamente light. E per finire, prima di andare, una camomilla bollente è quello che ci vuole per rifocillarci prima del freddo rientro a casa.

Con un sorriso usciamo dal tepore del tendone che ci ha accolti qualche ora prima e il pensiero non può che andare a questa piccola frazione che tanto riesce a fare. Oltre alla festa autunnale, infatti, imperdibile è anche l’oramai famosissimo Palio Roncolese che ogni estate porta in questa oasi un po’ dimenticata centinaia e centinaia di persone. Eventi che sono la prova che non serve un gran numero di persone per fare grandi cose. Ne bastano poche ma con tanto cuore. E qui, alla Roncola di Treviolo, di cuore ce n’è in abbondanza.

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