Le scuole per Bergamo Scienza

La Scuola Primaria di Telgate e la sua matematica nei girasoli

La Scuola Primaria di Telgate e la sua matematica nei girasoli
Viva Bèrghem 18 Ottobre 2014 ore 16:06

Per la XII edizione di Bergamo Scienza, le aule dell’Istituto comprensivo di Telgate si sono riempite di mazzi di rose, cartoncini, fogli a quadrettoni. Ma il decoupage non c’entra. C’entra invece la matematica – e il suo lato migliore –, e le giovanissime guide sono pronte a dimostrarlo, conducendo i visitatori all’interno di MaTheMa: costruire il pensiero.

Il laboratorio, la matematica nei fiori. Per l’istituto comprensivo, questo è il secondo anno di partecipazione al Festival. Il primo anno il progetto aveva visto la collaborazione dell’Università ed era stato presentato a Bergamo; stavolta, invece, è stato realizzato direttamente nelle aule della scuola che, con l’aiuto di petali, girasoli e pongo, diventano un mondo gradevole dove sono custoditi i più reconditi segreti del calcolo matematico. E così, può accadere che, tracciando una riga su un cartoncino tagliato in un particolar modo, i bambini comprendano meglio il concetto di infinito, o che, scrutando con una lente di ingrandimento nel cuore di un girasole, osservino una spirale. Il proprio braccio diventa poi un ottimo mezzo per testare la cosiddetta sezione aurea, mentre col pongo si realizzano diverse forme geometriche.

 

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Il progetto è stato elaborato dal docente Gigi Verri con il prezioso supporto tecnico dei quaranta allievi delle classi quinte. L’obiettivo? Regalare agli ospiti esperienze che li avvicinino al mondo della matematica, ma attraverso una strada alternativa, ovvero un modo che si imprima più significativamente nella loro memoria. «Quello che vorrei che capissero è che non conta ciò che uno pensa della matematica, ma conta soprattutto costruire il pensiero matematico, che non significa saper fare tre per tre, ma significa poter indagare quell’operazione, sapere in che contesto viene svolta, in che ambiente. E magari in modo divertente, attraverso un origami, un mappamondo…insomma, devono avere una motivazione valida che li porti a mettere alla prova le proprie conoscenze».

Uno dei concetti chiave che sottostà al senso del laboratorio è l’idea di natura come espressione matematica. Perché in natura, secondo il docente, si ritrovano la simmetria e l’armonia: due elementi inscindibili dal concetto matematico. «Il motivo matematico della simmetria sta nella corrispondenza tra le cose, la relazione che le lega e ne conferisce la logica», continua Verri, «Ci sono cose che piacciono a tutti, per questo motivo e anche perché noi stessi siamo simmetrici: le foglie che si arrotolano attorno al fusto lo fanno seguendo una logica che permette loro di avere più luce e più aria. Alla base del processo c’è nuovamente un’organizzazione simmetrica, e dunque, in qualche modo, matematica».

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Le piccole guide, e il loro sguardo sul mondo. L’idea di coinvolgere i giovani studenti con attività di laboratorio particolarmente vivaci, secondo il maestro, dovrebbe essere parte integrante del programma scolastico. «I piccoli ormai sono cambiati, e anche l’insegnamento dovrebbe farlo. Spesso i ragazzi rispondono ai nostri quesiti con risposte che suppongono essere quelle che noi ci aspettiamo», conclude Verri, «A volte bisognerebbe saperli spronare a rispondere in modo inventivo, anche a rischio di sentire qualche cavolata. È l’unico modo attraverso cui possiamo capire davvero il loro sguardo sul mondo».

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