Etimologie bergamasche

I significati del termine “brögna” che parla di vita, morte, fuoco e gelo

I significati del termine “brögna” che parla di vita, morte, fuoco e gelo
Viva Bèrghem 08 Marzo 2016 ore 07:10
C’è una parola in bergamasco che mi fa pensare. Noi chiamiamo “brögna” il frutto, ma anche l’organo genitale femminile e addirittura l’obitorio. Come può lo stesso termine definire quella che Courbet chiamava l’origine del mondo, il luogo che ospita i cadaveri e l’innocente susina?
I primi e gli ultimi momenti della vita terrena avvengono nell’identico contesto linguistico. È la brögna che assiste ai nostri primi sforzi per far entrare l’aria nei polmoni, è la brögna che ci accoglie quando di sforzi non ne possiamo fare più. La porta d’ingresso e quella d’uscita condividono il nome. Due sillabe che nascondono un mistero, una sorta di ouroboro, il serpente che si morde la coda. La visione circolare dell’esistenza, il memento biblico “sei polvere e in polvere ritornerai”.
Deciso a risolvere l’arcano, ho cercato nei vocabolari e nei libri la traccia che mi portasse alla scoperta del momento in cui vita e morte, ingresso e uscita, eros e thanatos erano ancora congiunti, prima di esplodere come una supernova e porsi alle estremità dell’esistenza. Tra i vocabolari bergamaschi, delude lo Zappettini, con il suo diminutivo “Brugnì” che sembra svilire l’impresa. Il Tiraboschi invece si fa cogliere dall’ansia dell’enumerazione, ma fornisce l’indizio che si rivelerà decisivo. È, lo dico con un po’ di rammarico campanilistico, il milanese “Brügna”.
Il Dizionario Milanese del Cherubini non solo riporta i significati già noti, ma aggiunge “Brugnon”, cioè “oste” o “vinattiere”. Appena sotto la definizione di “Bruna”, “vedi Bernarda”, da un lato è chiarissima, dall’altro apre la prima crepa nel monolite “Brögna”. La strada si biforca: il suono diverge di poco, il senso di molto. La ricerca si fa frenetica, sono vicino alla soluzione dell’enigma. E scopro il nome di una piccola località, ovviamente la Brugna. È in un libro di Sergio Mussi, I luoghi si raccontano – La toponomastica di Borgotaro. E scopro che viene dal latino “pruna” che è all’origine dell’italiano “brina”, per contaminazione con “bruma”.
Il Dizionario etimologico di Ottorino Pianigiani parla invece delle prime ore del mattino, e fin qui l’idea di freddo rimane. Il provenzale “bruina” conferma che sono sulla strada giusta. Ma lo stesso Pianigiani all’improvviso rivela un’altra opzione. La derivazione, secondo Vanicek, dalla parola greca “pyr”, fuoco.
Un freddo così gelido da bruciare. Quello della vita, quello della morte. Quello della brögna. Pensateci, la prossima volta che mangiate una prugna.
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