Dai jeans alle sneaker

Spin Off in via Sant’Alessandro Vestire casual, però ricercato

Spin Off in via Sant’Alessandro Vestire casual, però ricercato
28 Novembre 2015 ore 03:30

Ci sono posti che seguono la moda del momento e altri che la dettano. È il caso di Spin Off in via Sant’Alessandro 52 a Bergamo, inaugurato nel 2001 dall’attuale proprietario, Nicola Parimbelli, 43 anni all’anagrafe ma almeno la metà per dinamismo e curiosità. «Il primo Spin Off l’ho aperto poco più in su, sempre in questa via, ma dopo cinque anni di attività ci siamo trasferiti nello spazio attuale, dove all’epoca c’era lo storico Emporio Armani – spiega Nicola – perché avevamo bisogno di allargarci un po’». Parla al plurale il titolare di Spin Off, perché lui e il suo team sono una cosa sola: «Oltre a me, in negozio si alternano Alice, Anna e Serena. In questi 14 anni non c’è mai stato un grande turnover di personale: tutti quelli che mi hanno salutato, l’hanno fatto per cambiare stile di vita, per seguire un amore all’estero, per un trasferimento: io amo avere buoni rapporti con tutti, nella vita, nel lavoro e coi clienti». La sua indole amichevole e scanzonata è lì, sotto gli occhi di tutti, testata da chiunque incroci la sua strada, ma non è questo il suo unico punto di forza.

 

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«Ricerca, esclusività, qualità – riassume Nicola – ecco la selezione naturale che si fa in questo negozio». 200 metri quadrati destinati all’abbigliamento da tempo libero in stile ricercato per lei ma soprattutto per lui: «La nostra clientela ha un’età che va dai 18 ai 60 anni, senza esclusione di colpi. Si tratta di uno stile trasversale dettato dal mio modo di essere, che mi piace proporre al pubblico», continua il titolare, e a quanto pare i numeri gli danno ragione. I must oltre la vetrina sono jeans, capi in pelle e sneaker in serie limitate, per lo più di marchi non presenti in altri negozi. «Faccio una ricerca serrata in giro per il mondo – racconta Nicola – mi concedo circa tre viaggi all’anno in mete che so possano fungere da nuovi stimoli, quindi Tokyo, Los Angeles, Londra, Amsterdam, solo per citarne qualcuna. Mi piace guardare le persone per strada, scrutare i look, entrare nei negozi e capire cosa mi piace, cosa m’ispira e cosa posso proporre alla clientela bergamasca».

Tra i circa 20 marchi (rigorosamente di nicchia) che espone, ci sono ad esempio i brand giapponesi PRPS ed Edwin, HTC e Joe’s Jeans dalla California, Cycle Jeans, The.Nim e Novemb3r dall’Italia, «per la precisione, il 90 percento di quello che c’è in negozio è made in Italy, fa eccezione solo la jeanseria, che spazia anche con produzioni estere – puntualizza Parimbelli -. Amo diffondere la cultura del jeans e spiegare come sono realizzati, distinguendo i cimosati presenti dal resto della produzione». Per chi non lo sapesse, la cimosa è la parte più pregiata di ogni tela e segnala che i jeans sono stati lavorati con una pezza intera tramite un telaio vecchio stile (tecnicamente detto “a navetta”). Un jeans cimosato è riconoscibile dalle microbande laterali colorate nel risvolto, che indicano proprio l’inizio della tela, nonché un prezzo di vendita di circa il 30 percento maggiore rispetto agli altri dello stesso modello.

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Con i suoi ricci sparati al vento, gli occhi azzurri cielo e l’aria naïf, Nicola starebbe a parlare per ore di ogni capo che espone, perché tutti hanno una storia, ma non tutti sono in vendita. Una sacca weekend firmata Louis Vuitton e decorata dall’artista francese Pablo Morganti è in bella mostra, ma non se ne parla di darle un prezzo, così come il primo paio di Red Wing acquistate in America dieci anni fa e ora appese al chiodo, o ancora come la giacca di Bates presa a Tokyo.

Definirlo solo negozio sarebbe infatti decisamente riduttivo: è anche una sala di esposizioni (attualmente è in corso un monografico proprio di Pablo Morganti), nonché il suo laboratorio. «Siamo specializzati in customizzazioni – dice con orgoglio Nicola – quindi quando mi chiedono d’invecchiare un paio di scarpe o un altro capo, mi preparo con gli attrezzi del mestiere e lavoro finché non ottengo il risultato voluto. In più collaboriamo con marchi che provvedono a realizzare ordini su misura (come le giacche Gold Bunny, che fanno servizio sartoriale solo per Spin Off) o felpe e magliette con stampe ad hoc e monogrammi (come ad esempio l’azienda danese Mdk o l’italiana Aarts). Uno degli ultimi lavori è stato una personalizzazione di t-shirt per un’azienda che ha esposto alla fiera EICMA di Milano».

Gli interessi del titolare vanno oltre la moda e l’arte: «Sono un patito di vintage e motori», confessa, dando finalmente un senso all’allestimento in cui compaiono anche moto, moto d’epoca modificate, caschi e una collezione di bauli antichi di Louis Vuitton. «Siamo in continua evoluzione, nell’arredamento, nella disposizione dei mobili e nei marchi – conclude la mente creativa di Spin Off – per dirne una, oggi non vendo camicie e abiti da uomo, ma magari in futuro lo farò. Chi può dirlo?».

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