I santuari mariani della Valle Seriana

Storie e leggende delle nostre valli La bellezza della Via delle Grazie

Storie e leggende delle nostre valli La bellezza della Via delle Grazie
11 Ottobre 2019 ore 09:10

La Val Seriana è costellata da tantissimi santuari mariani, testimonianze di fede e storia, che per anni hanno legato genti e paesi. Non solo luoghi di preghiera, ma anche custodi di tesori e di un patrimonio locale, fatto di culto e leggenda. Scopriamo i più belli in un viaggio a ritroso nel tempo.

 

 

Il Santuario della Beata Vergine del monte Altino. Nella frazione Vall’Alta di Albino troviamo questo bellissimo Santuario, le cui origini risalgono a un’antica leggenda, avvenuta il 23 luglio del 1496. Si racconta che un carbonaio della zona, tale Quinto Foglia, si trovasse sulle pendici del monte Altino con i due figli, intento a fare legna per il carbone. La giornata era particolarmente torrida e i tre, rimasti senz’acqua, furono presi da una fortissima sete. Il carbonaio, non sapendo come fare e con i figli ormai allo stremo delle forze, si rivolse alla Madonna, affinché potesse soccorrerlo. La preghiera venne esaudita, la Vergine apparve e disse all’uomo di colpire con il falcetto la roccia posta di fronte a lui. Improvvisamente iniziò a sgorgare acqua fresca, che dissetò l’uomo e i suoi figli. Nei giorni successivi al miracolo gli abitanti di Vall’Alta iniziarono la costruzione di una piccola cappella, che nel tempo è stata ampliata e modificata. Ottant’anni dopo la struttura era stata inglobata in una nuova costruzione, e così rimase per tutto il 1800. Agli inizi del XX secolo il santuario venne nuovamente ampliato. I lavori proseguirono fino al 1935, con la consacrazione della chiesa da parte del vescovo Adriano Bernareggi. Oggi l’acqua che sgorga dalla roccia, oggetto del miracolo, è visibile attraverso una nicchia, protetta da un vetro e posta sul retro della chiesa. Al suo interno sono custoditi affreschi cinquecenteschi: due Madonne del latte di autore anonimo, probabili ex voto, e un ciclo di Storie di Maria, opera attribuita a Cristoforo Baschenis il Vecchio e databile all’anno 1600.

 

 

Il Santuario della Santissima Trinità a Parre. Sulla sommità del monte Cϋsen, in posizione panoramica sull’abitato di Parre, si erge l’oratorio della SS. Trinità. Il primo documento che ne attesta l’esistenza fu redatto dal Vescovo Federico Cornaro il 22 agosto 1565, in cui viene indicata la presenza sul territorio di una cappella dedicata alla Santissima Trinità, probabilmente molto più antica e risalente addirittura al XIII secolo. Questo antico oratorio ha visto per secoli la presenza fissa di un romito, persona che si dedicava a una vita solitaria svolgendo impegni religiosi, in questo caso dediti alla cura e alla custodia della chiesetta. Negli anni si sono susseguiti interventi di restauro e ampliamento. Il campanile in pietra è datato 1600, mentre il loggiato e la casa del custode risalgono al 1700. Tra le opere più belle e importanti troviamo l’affresco della Madonna col Bambino, che da quasi cinque secoli attira la devozione dei fedeli. Nell’ultimo restauro, avvenuto tra il 1996 e il 2000, sono emersi affreschi del XVI secolo, tra cui «San Lucio con una fetta di formaggio». Non ultimo, e particolarmente suggestivo, è il panorama che si gode dal loggiato di questa stupenda chiesa.

 

 

Il Santuario della Beata Vergine della Forcella a Pradalunga. Posta a monte del paese e raggiungibile tramite la strada asfaltata che sale dal centro di Pradalunga, la chiesa della Forcella viene spesso ricordata con l’appellativo di Madonna della Neve. Molto probabilmente deve questo nome alla data di inaugurazione, avvenuta il 5 agosto 1640 e giorno in cui la Chiesa cattolica ricorda questa festività. La sua nascita è probabilmente molto più antica e legata al passaggio della famosa Via Mercatorum, strada commerciale percorsa da viandanti e pellegrini in epoca medievale. Un secondo motivo è dato dalle vicinanza con le antiche cave di pietre coti: è possibile che una prima chiesetta fosse stata eretta affinché costituisse una tappa obbligata per i lavoratori, che riconoscevano nella Madonna della Neve una figura sacra. Il legame della popolazione con questo luogo di culto andò rafforzandosi in seguito alla terribile peste del 1630, tanto da venire ampliato negli anni immediatamente successivi. Il santuario nel tempo si è arricchito di numerosi ex voto, offerti da pellegrini e gente del luogo alla Madonna per grazie ricevute. Il primo oggetto di tale devozione rimane il dipinto conosciuto come Madonna Addolorata, del secolo XVII e di autore ignoto. Numerose raffigurazioni si susseguono nella chiesa, disposta su tre campate e riccamente decorata da autori ignoti ma anche da famosi artisti bergamaschi.

 

 

 

Il Santuario della Madonna dello Zuccarello a Nembro. Questo Santuario, per centinaia di anni dimora della famiglia Vitalba, è probabilmente uno tra gli edifici più ricchi di storia presenti in Val Seriana. Proprio per la sua posizione, panoramica sul paese di Nembro e sulla vallata circostante, su questo colle sorgeva il castello di proprietà del casato e nel 1347 venne fondata la chiesa, che rimase fino al XIX secolo di proprietà della famiglia nembrese. Solo nel 1847 la struttura divenne proprietà della Parrocchia di Nembro. Il Santuario negli anni è stato ampliato, partendo dal ‘500 fino all’ultimo intervento avvenuto nel 2004. Al suo interno la chiesa si presenta con una sola navata, suddivisa in tre campate ad archi. Come riportato in una targa all’ingresso le pareti sono state affrescate nei primi del ‘900 dal nembrese Giovanni Rodigari, con la collaborazione di Vanni Rossi. Sono numerose le opere d’arte conservate nel Santuario: gli affreschi, come la Natività di Enea Salmeggia e le figure di San Donato e San Francesco di Francesco Cavagna. L’8 agosto si celebra la festa: prima della ricorrenza, si tiene la novena di celebrazioni che, fedele alla tradizione, tiene la prima funzione alle 6,30. Proprio perché in passato, prima del turno in fabbrica, operai e operaie si recavano in pellegrinaggio al Santuario lungo la mulattiera, recitando i misteri del Rosario. La Madonna dello Zuccarello è anche un Centro di Spiritualità. La zona, tranquilla e appartata, attira i visitatori che cercano un luogo di pace e riposo, soprattutto per il bellissimo panorama che si gode su tutta la bassa Val Seriana e la Pianura.

 

 

Il Santuario della madonna del Frassino a Oneta. L’ultimo viaggio tra i Santuari Mariani della Val Seriana ci porta nel comune di Oneta, presso la località conosciuta come «Il Frassino». La tradizione vuole che questo Santuario, edificato nel XVI secolo, sia legato a un’apparizione avvenuta nella zona. Si racconta che nel luglio del 1512 alla pastorella cieca Petruccia Carobbio, che sotto un vecchio frassino custodiva il suo gregge, apparve Maria. La Vergine le guarì gli occhi, chiedendo che in quel luogo si costruisse una chiesa e, come prova della sua presenza, fece scaturire una fonte d’acqua purissima. Nel corso della sua lunga storia il santuario si è arricchito di opere d’arte significative, frutto del lavoro di abili artigiani bergamaschi e non. Primo fra tutti Gerolamo da Santa Croce, con il meraviglioso polittico sopra l’altare maggiore del 1524; seguono l’opera di Antonio Cifrondi, con la pala d’altare di destra del 1720; Grazioso Fantoni, con i due splendidi angeli adoranti in marmo bianco di Carrara del 1760, e Giovanni Brighenti, con i quattro affreschi sulla navata centrale risalenti al 1830.

 

 

Conclusioni. Questi santuari sono solo alcuni dei luoghi di culto presenti in Val Seriana. Di grande bellezza e suggestione sono anche il Santuario di San Patrizio a Colzate, i Santuari della Santissima Trinità e della Madonna d’Erbia di Casnigo, il Santuario della Madonna delle Grazie a Lantana, il Santuario della Madonna delle Lacrime a Ponte Nossa (dove riposa il famoso coccodrillo), e il Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio. Dal 2018 un itinerario, conosciuto come «Alta Via delle Grazie», ripercorre i luoghi di devozione alla Madonna in Val Seriana e nell’Alto Sebino, collegando i Santuari citati (e tanti altri) in un percorso ad anello con partenza e arrivo nella città di Bergamo.

 

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