L’endorsement

Tifoso eccezzziunale per l’Atalanta Abatantuono dal Diavolo alla Dea

Tifoso eccezzziunale per l’Atalanta Abatantuono dal Diavolo alla Dea
02 Luglio 2019 ore 10:30

«Parola d’ordine: viuleeenza!». È lo slogan di Eccezzziunale… veramente, leggendaria pellicola con Diego Abatantuono – 64 anni il 20 maggio 2019 – che racconta la vita calcistica di tre tifosi: il milanista Donato, l’interista Franco e lo juventino Tirzan. Ma l’attore, sfegatato tifoso rossonero (almeno fino ad ora), ha interpretato diverse scene in altri film in cui il pallone è protagonista; famose le partite tra amici in Marrakech Express e Mediterraneo, entrambi diretti da Salvatores. Ora l’attore e comico Diego Abatantuono vuol però dire addio al Milan. In un’intervista al Quotidiano Nazionale il noto volto dello spettacolo ha dichiarato: «Se cercate un tifoso del Milan qui non lo trovate. Da quando non c’è più un presidente ho deciso che tifo Atalanta. Non posso mica tifare una squadra in mano a una banca o un fondo. Non vado in banca con la bandiera». La decisione provocatoria nasce dopo l’esclusione del Milan dalla prossima Europa League che Abatantuono ha commentato così: «Io starei anche in B, il problema non è la caduta. Secondo lei il fondo Elliott soffre perché il Milan non è nelle coppe?».

Atalanta come il calcio di una volta. Nel corso dell’intervista la sua posizione: «Quando c’erano le famiglie importanti, essendo ricche e con possibilità, regalavano alla città e ai loro operai una squadra da tifare. Ci perdevano anche dei soldi. Adesso chiunque vuol comprare tre squadre, perché il business ti impone di fare così. Posso comprare la Roma? No, mi dia il Venezia… Come fosse la mortadella o il salame piccante. Solo che almeno gli altri che fanno questo ci mettono la faccia con qualcuno». Parole al miele, invece, per Inter e Atalanta: «Anche l’Inter ha una proprietà straniera, ma ci sono delle facce. Un presidente, un direttore sportivo, un allenatore. E poi mica posso diventare interista, mi scusi. Tifo Atalanta: fanno delle cose e si capisce perché le fanno. Se vivi solo per l’investimento e non per i tifosi non posso essere della tua squadra».

«Squadra da ammirare». Diego Abatantuono ha poi detto a L’Eco di Bergamo che ha scelto l’Atalanta: «perché la ammiro molto, sia dal punto di vista tecnico che gestionale». Aggiungendo: «L’Atalanta ha alle spalle la famiglia Percassi, gente che fa. Rappresenta alla perfezione il calcio di una volta, quello che mi piaceva, fatto con il cuore, in cui non tutto era concepito solo nel nome del business. Ho davvero la massima stima per l’Atalanta». «Il giocatore che più mi entusiasma? Non mi sbilancio: magari ne cito uno che viene poi venduto e faccio una figuraccia. La realtà è che la forza dell’Atalanta è il collettivo: c’era Petagna che faceva bene, è arrivato Zapata che ha fatto meglio. Con Arrigo Sacchi, parlavamo di come il calcio sia simile al cinema: ci vogliono copione, storia e attori. L’Atalanta ha tutto».

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