Dagli anni Novanta

Topolino si stampa a Bergamo

Topolino si stampa a Bergamo
06 Agosto 2014 ore 06:00

Le sue storie hanno cresciuto milioni di bambini di tutte le età e il merito è anche di Bergamo. Topolino si stampa, infatti, al Nuovo Istituto Italiano d’Arti Grafiche di Via Orio. Una collaborazione iniziata nei primi anni ’90, che porta lo stampatore bergamasco a sfornare ogni settimana 185mila copie di quello che è il giornalino per eccellenza dei bambini di tutte le età. 160 pagine di avventure a colori in un agile formato: 13,9 per 18,6 cm.

Dagli Anni Novanta, nonostante i cambi editoriali. Il Nuovo Istituto Italiano di Arti Grafiche di Bergamo è sopravvissuto a tutti i cambi editoriali nella gestione di Topolino. L’ultimo è del 2013, quando il numero 3019 del fumetto ha segnato la fine dell’era Disney Italia per far spazio alla Panini Comics. Numerosi i passaggi di testimone nella storia del fumetto con le orecchie da topo: quando era sottoforma di giornale si passò dalla Nerbini Editore, che aveva pubblicato Topolino dal primo numero fino al numero 136, all’Arnoldo Mondadori Editore, che curò il fumetto dal numero 137 fino al numero 738. Nel 1949 si inaugurò il formato libretto, quello attuale, tascabile e pratico da portare con sé, e la numerazione ripartì da 1 (i collezionisti cominciano a contare da qui), fino ad arrivare al numero 1701. Il 1702 segnò il passaggio in casa Disney Italia, fino al numero 3018.

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Le Arti Grafiche di Bergamo. Fin dalla sua nascita nel 1893, il Nuovo Istituto Italiano di Arti Grafiche di Bergamo fonda il proprio successo su risorse umane dinamiche e creative, cresciute nell’unicità di una riconosciuta “scuola” di arti grafiche. «Come tante società» fanno sapere dall’azienda «siamo passati da una dimensione artigianale ad una realtà tra le più importanti a livello europeo nell’ambito delle aziende grafiche, ma come in pochi altri casi abbiamo mantenuto inalterate la passione, lo spirito e la metodica proprie di un tempo. Il meglio del passato coniugato alle ampie possibilità di un presente che guarda il futuro». Oggi l’azienda è cresciuta, ma la filosofia è rimasta la stessa: offrire un prodotto grafico della più elevata qualità con un servizio completo, nei tempi più brevi e alle condizioni migliori. «Siamo in grado di offrire in tempi brevissimi, le richieste più importanti con un servizio completo e integrato dalla preparazione alla stampa fino alla confezione e alla spedizione in Italia e in tutta Europa». Un’eccellenza tutta italiana, bergamasca in particolare, che si concretizza attraverso un costante aggiornamento tecnologico ma soprattutto con la capacità di gestione e di intervento dei singoli protagonisti del lavoro, professionisti interscambiabili, formati e coinvolti in processi che hanno contribuito essi stessi a delineare.

 

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Topolino non è ovviamente l’unico prodotto delle Arti Grafiche (tra gli altri, MaxAmicaGQ e romanzi editi dalle maggiori case italiane). Oggi i dipendenti sono 403, per un fatturato 2013 di 69 milioni di euro. Il Nuovo Istituto Italiano d’Arti Grafiche oggi è parte del gruppo Be Printers della multinazionale tedesca Bertelsmann. Con circa 30.000 dipendenti nel mondo, Be Printers si pone come una delle più grandi realtà internazionali nel campo dei media, dei servizi, dei sistemi informativi e della stampa. 55 società in 26 paesi, con un fatturato totale che si aggira sui 3,7 miliardi di euro annui. Be Printers Italy costituisce quello che si potrebbe definire il polo strategico della macroarea sud-europea relativa alla stampa. Un’eccellenza made in Bergamo che accompagna la lettura di grandi e piccini.

 

 

Un po’ di storia di Topolino. A novembre Topolino compirà 86 anni. Uscito dalla fantasia di Walt Disney nel 1928, si dice in seguito alla perdita dei diritti di un altro grande successo dei cartoni animati, Oswald the Lucky Rabbit. Disney aveva bisogno di un nuovo personaggio antropomorfo, e pensò a un topo, che ricordasse un po’ il coniglio. Topolino inizialmente nacque come cartone animato, senza troppo successo, e venne consacrato come vera star quando divenne un fumetto. In Italia arrivò nel 1930, fu il settimanale torinese Illustrazione del Popolo a pubblicare la prima striscia. Due anni dopo uscì il primo libro illustrato, Sua Altezza Reale il Principe Codarello e, il 31 dicembre 1932, il primo numero di Topolino in formato giornale edito da Nerbini. Di strada, il topo con le grandi orecchie, le scarpe gialle e i guanti bianchi ne ha fatta tanta ed è diventato uno dei personaggi dei fumetti più riconoscibili e amati al mondo. Dotato di astuzia e intelligenza, Topolino nelle sue avventure si mette spesso e volentieri nei guai, ma riesce sempre a cavarsela brillantemente. Il suo sorriso arriva sempre fino alle orecchie e non c’è niente che gli piaccia più che lanciarsi in una nuova avventura con i suoi fidati amici. Con Minni, sua eterna fidanzata, formano una coppia perfetta e ne combinano di tutti i colori. Pluto, il suo cane, lo accompagna sempre e non si tira mai indietro quando si tratta di giocare. Amici storici sono Orazio e Clarabella, rispettivamente cavallo e mucca. Pippo è la controparte ideale di Topolino: alto, dinoccolato, goffo e vestito da contadino è un cane sbadato, smemorato, disordinato e bislacco: tutto il contrario dell’astuto topo e per questo accoppiata vincente.

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