Con i loro piccoli sogni

Tutti diversi ma tutti per uno gli esordienti del Csi Uso Sabbio

Tutti diversi ma tutti per uno gli esordienti del Csi Uso Sabbio
Viva Bèrghem 17 Maggio 2017 ore 02:30

Hanno età, nazionalità e sogni diversi ma quando scendono in campo formano una squadra unita e determinata, tanto da arrivare prima nel loro girone nel campionato Csi a sette categoria Esordienti. Sono i ragazzi dell’Unione Sportiva Oratorio Sabbio, allenati da Marco Zanchi, da Gianmario Consonni (che nel 1986 giocava in Serie A con l’Atalanta) e dal loro vice, Simone Chiodi. Il presidente è don Massimo Fratus, il vicepresidente Massimo Turani. Li incontriamo al campo dell’oratorio, prima di una partita amichevole contro il Verdello. Si siedono in cerchio nella metà campo e rispondono divertiti alle domande.

Qual è stata la partita più difficile del campionato?
La risposta arriva in coro: «Quella contro il Villaggio degli Sposi». Andrea Morena, uno dei giocatori, spiega il perché, con la testa bassa: «Era stata una settimana difficile a scuola. Tanti di noi avevano preso una nota così, mentre ci stavamo cambiando negli spogliatoi, Marco è arrivato e ci ha fatto una ramanzina per un quarto d’ora. Siamo entrati in campo male e abbiamo preso tanti gol».

Ma ha fatto bene o male a sgridarvi?
«Ha fatto bene, ce lo meritavamo», rispondono i ragazzi.

 

 

E la partita più emozionante invece?
«Sempre contro il Villaggio degli Sposi, la partita di ritorno - racconta il capitano, Brian Scarpellini, classe 2005, il più «vecchio» della squadra - Eravamo secondi a pari merito, ma loro avevano fatto più reti. Noi giocavamo in casa e quel giorno c’era tantissima gente a vederci, c’erano le nostre famiglie che facevano il tifo. Ci siamo caricati, non abbiamo mai mollato e abbiamo vinto».

Il vostro girone lo avete vinto all’ultima partita. Contro chi giocavate?
«Contro la Gm Verdi di Ponte San Pietro. Poi abbiamo fatto festa, abbiamo mangiato la pizza, ci siamo spruzzati con l’acqua e con lo spumante».

E lo avete bevuto?
«Un goccio e solo alcuni di noi, perché in squadra ci sono anche ragazzi musulmani»

Come per i grandi team anche nell’Uso Sabbio ci sono diversi stranieri: c’è un brasiliano, un albanese, un pakistano, un marocchino e due fratelli nigeriani. Uno di loro, Christian Agbonavare, ha undici anni, è altissimo e porta il 42 di scarpe.

Chi da grande non vuole fare il calciatore?
«Io voglio fare il militare», dice Giuseppe Crea, un ragazzino vivace, con i capelli alla moda, che fa strage di cuori tra le sue coetanee. «Giuseppe è molto social - spiega Marco Zanchi - usa Instagram e ha un canale Youtube, ha un sacco di followers». «Io voglio fare il kebabbaro», dice Usman Waheed, il ragazzino pakistano. E lo dice convinto, perché suo papà fino a poco fa aveva un negozio di kebab a Brescia: «Poi è andato a fare un altro lavoro e ha ceduto l’attività a mio zio». Danny Airoldi invece vuole fare il pasticcere.

 

 

L’idolo di questi giovani non poteva che essere Roberto Gagliardini, dalminese, giocatore dell’Atalanta ora in prestito all’Inter. L’allenatore è orgoglioso dei suoi ragazzi, si vede che vuole loro bene, anche se quando c’è da strigliarli non si tira certo indietro. Marco allena l’Uso Sabbio da quattro anni, ma a volte si fa fatica a raccogliere il numero giusto di ragazzi per formare una squadra. Infatti il più giovane è David Natali, che frequenta la terza elementare e si ritrova a giocare anche contro ragazzi di tre anni più grandi di lui. Ma questo non spaventa l’Uso Sabbio. Il capocannoniere della squadra, con trentadue reti segnate, è Tommaso Turani. Ora c'è la parte più difficile: le finali provinciali che decreteranno il vincitore del campionato. Due anni fa sul primo gradino del podio è salito proprio l’Uso Sabbio. Intanto è stata superata anche la seconda fase dei play off provinciali. Chissà che anche quest’anno...