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Un incanto unico legato all’Epifania che rivive ogni anno soltanto a Casnigo

Si rinnovano, domenica 5 e lunedì 6 gennaio, le celebrazioni legate all’Epifania dei Re Magi, legate all’antico Santuario della Ss. Trinità.

Un incanto unico legato all’Epifania che rivive ogni anno soltanto a Casnigo
Val Seriana, 03 Gennaio 2020 ore 15:57

L’intima gioia di un’attesa unita a una condivisa tradizione che diventa preghiera. Si rinnovano, domenica 5 e lunedì 6 gennaio, a Casnigo, le celebrazioni legate all’Epifania dei Re Magi, legate all’antico Santuario della Ss. Trinità, che domina dall’alto la Val Gandino e la Media Valle Seriana. La solenne celebrazione che Casnigo dedica ai Re Magi è un unicum in Bergamasca, e in Lombardia ha eguali soltanto a Milano, nella Basilica di Sant’Eustorgio (dove le reliquie dei magi sono ritornate nel 1904 dopo che il Barbarossa le trafugò nel 1162), e a Premana, in Valtellina.

I Re d’Oriente, nella serata di domenica 5 gennaio, scenderanno in paese dalla Ss. Trinità seguendo una tradizione, vecchia di almeno cinque secoli, che trae spunto dal gruppo scultoreo in terracotta conservato nel santuario. In paese è nota la leggenda della “Re Magia Nigra” (al femminile) legata a una statuetta di colore che fa parte della composizione. Dopo la messa delle ore 18 in Santuario (accompagnata dal coro Voci Orobiche diretto da Maurizio Bazzana), il sagrato si animerà con la presenza di pastori e contadini in costume d’epoca (attivi il Gruppo Peter Pan ed il Gruppo Oratorio) suonatori di baghèt (l’antica cornamusa bergamasca e animali. Insieme, scorteranno i Re Magi in corteo verso il centro abitato, dopo che una breve rappresentazione in stretto dialetto casnighese avrà fatto da introduzione. Dopo una prima tappa (attorno alle 20.10) in località Cornello, i Magi visiteranno il palazzo di Erode, allestito nella ex chiesa di S. Spirito. Un nutrito gruppo di figuranti creerà dialoghi e situazioni, mentre lo scrittore casnighese Flavio Moro proporrà (sempre in dialetto casnighese) i ricordi di un tempo attraverso un immaginario dialogo fra nonno e nipote. Il corteo si concluderà nella chiesa arcipresbiterale di San Giovanni Battista, dove i Magi visiteranno la Natività. In caso di maltempo la rievocazione prenderà il via alle 20 presso l’ex chiesa di Santo Spirito.

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Domenica 6 gennaio, la messa delle 10.30 al Santuario sarà accompagnata dalla Corale Madonna d’Erbia. Al termine, i Re Magi saluteranno i bambini sul sagrato. Una recente tradizione fa sì che (grazie alla collaborazione con il Gruppo Missionario) tutti portino materiale scolastico, vestiti e giocattoli per i meno fortunati, ricevendo in cambio un’arancia, un tempo prezioso regalo per i bambini oggi diventati nonni. La festosa ricorrenza dei Re magi apre anche un 2020 carico di attese per il Santuario della Ss. Trinità, unanimemente riconosciuto come “la Sistina della Bergamasca”, in virtù dell’incredibile ciclo affrescato con il Giudizio Universale realizzato dai pittori Baschenis. «A giorni – spiega Natale Bonandrini a nome del locale Comitato di volontari – ci sarà un decisivo sopralluogo con i responsabili della Curia per stabilire i dettagli del progetto esecutivo relativo alla manutenzione straordinaria del tetto del Santuario. È un intervento che supera i duecentomila euro di costi, per il quale abbiamo visto raccolto da un anonimo benefattore e da altri sostenitori il nostro sos lanciato nel 2018. I rilievi tecnici e strutturali cui hanno lavorato lo Studio Erminio Imberti di Peia e l’Architettura Leggeri di Seriate hanno evidenziato urgenza e complessità dell’intervento, di fatto il primo dopo secoli, che punta a salvaguardare un gioiello artistico e storico di valore inestimabile».

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