Viva Bèrghem
Parla Paolo Carminati

Universiadi, il successo tricolore firmato Bergamo (la Bellini su tutti)

Universiadi, il successo tricolore firmato Bergamo (la Bellini su tutti)
Viva Bèrghem 16 Marzo 2019 ore 13:23

Universiadi, un’esperienza che ha il valore di un oro. La rassegna invernale che si è chiusa a Krasnoyarsk, in Russia, e dedicata ad atleti nati tra il 1994 ed il 1999, ha lasciato qualcosa di molto più “pesante” di quanto dica il medagliere. Bergamo c’era e, come sempre, è stata protagonista. Con il capo spedizione Paolo Carminati e in pista, nel fondo, con il tecnico il clusonese Giulio Visini e con l’eccellente Martina Bellini che, nella 3 x 5 km, si è messa al collo un grande bronzo conquistato con le compagne di squadra Francesca Franchi e Ilenia Defrancesco. Un evento che ha catalizzato 3500 atleti, 1.200 accompagnatori, 3000 volontari e 5.000 operatori e che per il tricolore ha vissuto l’apice nel pattinaggio di figura con il trionfo di Matteo Rizzo, mentre l’argento è arrivato dallo slalom gigante con il piemontese Alberto Blengini.

 

[Martina Bellini con Francesca Franchi e Ilenia Defrancesco]

 

«Da orobico del Cus Bergamo – spiega Paolo Carminati – la gioia di vedere la nostra Martina Bellini sul terzo gradino del podio è stato fantastico. Ma anche il bilancio ad ampio raggio è più che positivo, visto soprattutto il livello delle competizioni. Purtroppo, a causa d’infortuni vari, non abbiamo potuto contare su atleti che ci avrebbero consentito d’incrementare il bottino. Come lo sciatore bergamasco Michele Gualazzi. In ogni caso, a prescindere dall’aspetto agonistico, quello azzurro si è dimostrato soprattutto un grande gruppo, tanto è vero che, in occasione della performance di Matteo Rizzo, erano presenti a tifare tutti i ragazzi senza impegni in gara: un italiano davanti ai russi, in casa loro. Emozioni da pelle d’oca». Un plauso anche all’organizzazione, che ha saputo curare tutto nei minimi particolari in maniera letteralmente certosina: «Ogni situazione, ogni dettaglio: la perfezione. La sicurezza, meticolosa e a tratti maniacale, ha passato al setaccio ogni bus che varcava l’entrata villaggio e ogni persona all’ingresso delle strutture. Ero convinto che questa attenzione fosse legata alla presenza del leader russo Vladimir Putin, invece è stata una costante per l’intera durata dei Giochi. Un villaggio universitario trasformato in un vero e proprio villaggio olimpico con tutti i comfort, dove sportività e amicizia hanno rappresentato Il vero spirito che lo sport deve trasmettere».

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In termini di elogi, una menzione a parte per il tecnico del fondo Giulio Visini, seriano di Clusone, che ha saputo farsi apprezzare non solo dagli atleti – che hanno in lui un punto di riferimento –, ma anche da tanti colleghi: «Giulio – spiega Carminati - ha dimostrato la sua grande preparazione, tanto è vero che quelli stranieri sulla carta più preparati, inizialmente diffidenti, si sono dimostrati poi più cordiali e amichevoli complimentandosi con lui per il lavoro svolto visto che i nostri atleti avevano ai piedi sci sempre velocissimi». E tirando le somme, vengono di conseguenza anche tantissimi “grazie” che il capo delegazione rivolge a tutti i protagonisti azzurri che si sono dimostrati all’altezza in ogni frangente: «Ai tecnici dello sci alpino – sottolinea Carminati -, Omar Anzi e Mich Tentori, che hanno seguito i nostri giovani dividendosi i compiti tra ski room e riunione tecniche e soprattutto in pista. A quelli del fondo, Visini e Luca Tomasi, veri maghi delle scioline. Al Cusi che ha permesso tutto ciò, sostenendo ogni richiesta. E un ringraziamento particolare a Mauro Nasciuti, capo delegazione, ad Angelo Orsillo, segretario onnipresente, Michele Ventura, aiuto tecnico di livello, e al medico Davide De Licio. Un grazie speciale alla mia federazione, la Fisi, e al suo presidente Roda che mi ha consentito tutto ciò e mi ha sostenuto nelle scelte degli atleti mettendo a disposizione non solo materiale ma anche tecnici delle squadre nazionali. E, dulcis in fundo, un pensiero a tutti gli atleti, sempre concentrati per ottenere il massimo sia dal punto di vista tecnico-agonistico che comportamentale».