Mangiare bene in Bergamasca

Val Brembana, il tour gastronomico in quindici gustosissime tappe

Val Brembana, il tour gastronomico in quindici gustosissime tappe
18 Dicembre 2017 ore 05:30

Un piccolo viaggio che parte da Bergamo e sale lungo la Val Brembana, fino in cima, fino a Carona, dove forse non tutti sanno che si trova un antico santuario celtico, alla sorgente del fiume Brembo. Un piccolo itinerario con qualche suggerimento per sostare, mangiare, e scovare alcuni souvenir gastronomici.

 

 

Si incontra molto presto la prima tappa: l’Azienda Agricola Maria Gamba ad Almeno San Salvatore (1, via Clanezzo 35). Qui la signora Maria, insieme al marito Battista Leida, alleva capre e produce degli straordinari caprini che hanno vinto nel tempo numerosissimi premi. Addentrandosi nella valle che comincia a stringersi incontriamo il primo paese dove il liberty si fa più presente, Zogno. Già qui possiamo essere sicuri di aver un buon punto di ristoro a La Staletta (2 , Via Campelme 20), dove Claudio Rubis, che ha preso le redini dello storico locale dei genitori, propone una cucina intelligente del territorio, fatta di cose buone e soprattutto con creatività misurata. La polenta taragna con salame sarà sempre tra i piatti della domenica classica, mentre le paste (da provare) troveranno ripieni e condimenti più insoliti. Dall’altra parte del Brembo, gestisce insieme a Marco Ruggeri il NumeroDue, che offre (solo la sera e la domenica a pranzo) una buona cucina di pesce. Per raggiungere il locale si attraversa il ponte che collega la strada per Grumello del Zanchi dove il 18 dicembre del 1773 è nato Vincenzo Pacchiana, passato alla storia come Pacì Paciana. Prendendo una deviazione si raggiunge invece Miragolo, dove la famiglia Gritti produsse nel 1600 orologi di assoluta precisione, che oggi si possono vedere nel Museo della Valle a Zogno.

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Riprendendo l’antica Via Priula si giunge nella capitale del Liberty, ma prima di entrare in paese dovete preoccuparvi di fare visita alla Macelleria Equina di Anselmo Locatelli (3) in via de’ Medici 95. Una macelleria come ce ne sono tante, all’apparenza, con luce viola e tende all’ingresso a coda di gatto. Non fatevi intimorire dal suo aspetto retrò, al suo interno nasconde delle vere chicche gastronomiche, come la bresaola artigianale e soprattutto le stecche di carne di cavallo essiccata, appese dietro il banco. Marinate e stagionate secondo una ricetta segreta. Potete farne una bella scorta perché costano anche poco. Proseguendo, non serve nemmeno dire che è buona cosa fermarsi a bere un caffè alla Pasticceria Bigio (4) viale Papa Giovanni XXIII 56, e approfittarne per portare via qualche confezione dei classici biscotti. Sì, li conoscono tutti, ma sono sempre buoni e soprattutto hanno una storia incredibile che fa riferimento al nonno Bigio, che in realtà era di Dalmine, e che oltre alla pasticceria era appassionato di teatro dei burattini.

 

I biscotti del Bigio

 

Riprendendo la macchina si sale ancora lungo la strada che ci porterà in Alta Val Brembana (non senza alcune interessanti deviazioni). La prima tappa è a San Giovanni Bianco, all’azienda Agricola Della Fara (5), via Arlecchino 3, rivoluzionaria nel suo genere, avviata nel 2012 da un imprenditore che ha deciso di approfondire il mondo delle erbe spontanee e in particolare di una piantina chiamata Buon Enrico, conosciuta in dialetto come paruch, una specie di spinacio selvatico di montagna che questa azienda trasforma in salsa. A questo si affiancano le conserve a base di aglio orsino, la confettura di Silene Vulgaris, detta in dialetto cornagì, quella di rosa canina e lo sciroppo di rabarbaro. Sempre a San Giovanni Bianco, potrete fare merenda alla Pasticceria Ruffoni (6), via Pozzolo 8, con oltre trent’anni di storia, oggi gestita da Mauro Milesi, maestro pasticcere, punto di riferimento per la valle, sia per quanto riguarda i dolci sia, nei mesi più caldi, per l’ottimo gelato.

Ora, se il vostro scopo era quello di passare una domenica fuori porta in totale relax mangereccio, arriva un indirizzo imprescindibile: Agriturismo al Maso (7), a Camerata Cornello, via Via Bretto 16. Qui sapete a che ore inizia il pranzo ma non sapete fino a che punto sarete tentati dagli infiniti assaggi, tutti generosi, che vi porteranno sulla tavola. Un ambiente a metà tra la baita di montagna e un ritrovo di amici.

 

 

Siamo arrivati alla nostra prima deviazione, imbocchiamo la Val Taleggio, ma non per i formaggi bensì per uno dei migliori salami della provincia: dovete bussare alla porta di Davide locatelli, che alleva e macella maiali (in foto di copertina il suo salame, ndr), nell’Azienda Agricola Locatelli (8), già celebre per il famoso Strachitunt. Infatti già che siete arrivati fin quassù, il consiglio è quello di portarvene a casa un bel pezzo. La prossima sosta concessa è a Lenna all’Agriturismo Ferdy (9), uno straordinario esempio di attività locale integrata, fornita di una spa e soprattutto del talento di Nicolò Quarteroni, che miscela sapientemente con l’amaro del Ferdy. Se poi vi capiterà di bere qualche drink in più, poco male, l’agriturismo dispone di comode camere per la notte e ottimi yogurt artigianali per la colazione.

Sempre più su, si arriva a Pizza Brembana per pranzare o cenare al Ristorante Hotel Piazza Brembana (10) roccaforte della tradizione culinaria e ristorativa di un tempo. Subito dopo incontriamo la seconda deviazione, necessaria se volete assaggiare una delle migliori torte di mele. La trovate a Olmo al Brembo, al Panificio Ronzoni (11), lì dal 1910. Se invece avete deciso che la torta di mele la assaggerete la prossima volta, potete dirigervi senza pensieri direttamente verso Branzi. Poco prima però, a Roncobello, si segnalano gli ottimi mieli di Ermino Gervasoni (12) in via Stella Alpina 6, mentre in paese, alla Latteria Sociale di Branzi (13), via S. Rocco, 41, potrete fare scorta di alcuni dei migliori prodotti caseari della valle, e non solo Branzi e Formai de Mut, ma anche i famosi Principi delle Orobie, piccole produzioni locali da conoscere assolutamente.

 

I Principi delle Orobie

 

Adesso avete due alternative: o vi fermate a smaltire le fatiche di questa intensa giornata mangiando una buona pizza al Ristorante Pizzeria Il Caminetto (14) vicino al centro storico, affacciato sulla bellissima piazza centrale, oppure fate un ultimo sforzo e vi spingete fino a Carona, alla Locanda dei Cantù (15), un’altra delle tavole totali, un luogo del cuore dove con qualsiasi tempo si ordina un piatto abbondante di polenta taragna. E se sarete troppo stanchi per rientrare la locanda mette a disposizione alcune camere per la notte. Non resta che partire.

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