Viva Bèrghem
Passeggiata di fine estate

Scoprite Via Sant'Alessandro È la più bella di Bergamo

Scoprite Via Sant'Alessandro È la più bella di Bergamo
Viva Bèrghem 09 Settembre 2015 ore 11:54

Il suggerimento è di scoprirla la sera, magari approfittando di una bella luna di settembre. Ma comunque riscoprirla. È via Sant'Alessandro, una delle più belle - se non la più bella - via di Bergamo. Si inizia dalla colonna davanti alla chiesa. Se la passeggiata non è in serale, vale la pena una puntata in Sant'Alessandro in Colonna: il capolavoro di Romanino è ancora in restauro, ma a destra, nel transetto, si ammira un grande quadro di Gianpaolo Cavagna, che sopra ha santi in gloria e sotto una stupefacente veduta di Bergamo Alta.

 

Colonna-Sant'Alessandro -Photo-Devid-Rotasperti (12)

 

E Bergamo Alta è proprio la meta a cui ci porta via Sant'Alessandro. Così si passa via Garibaldi e subito ci si inoltra in un'altra città. Spariscono di fatto le auto; sparisce l'asfalto perché sotto i piedi abbiamo una pavimentazione a ciottoli. Se proprio vi fosse scomoda, al lato sinistro c'è un percorso pavimentato con lastroni... Subito a destra la prima sorpresa, il vicolo delle Torri, che s'infila con una curva a gomito tra case con grandi muraglioni, alcuni addirittura di origine romanica. Il vicolo sale e poi scende, stretto stretto, per sbucare in viale Vittorio Emanuele. Ma noi lasciamo ad altri quel passaggio e proseguiamo per Sant'Alessandro. Sulla destra ci si prospetta il muraglione massiccio e vagamente carcerario del monastero di San Benedetto. Impressionante, compatto, forato solo da piccole aperture che paiono spioncini, protetto in alto da un magnifico cornicione e in basso da una sfilata di antichi paracarri di pietra. Nulla lascia trapelare dei meravigliosi ambienti che si aprono all'interno, con due chiostri di cui uno cinquecentesco. Ma è un monastero di clausura, un po' complicato riuscire a metterci piede. L'unico modo è passare per la chiesa contigua, un gioiello rinascimentale a pianta centrale progettato dall'architetto Pietro Isabello, ma vi si può entrare solo la domenica alle 10 per la Messa celebrata in gregoriano.

 

sant'alessandro 1sant'alessandro 2

 

La salita prosegue: ci attende un dislivello complessivo di 50 metri. Scorrono belle case sempre immerse nel silenzio. In questa stagione il profumo dominante è quello dei tigli, frammezzati dalle piante di fico. A sinistra si apre la scalinata di Sant'Alessandro, che scende precipitosa verso la città bassa, stretta tra muri di cinta e le fronde degli alberi dei giardini, che offrono ombra e refrigerio. Sulla destra della via, invece, s'inerpica il massiccio, verde e verticale, di quello che veniva chiamato il Fortino. In cima ci si ritrova su di una terrazza affacciata sulla città. Ne si intravvede qualcosa sbirciando tra le sbarre dell'ultimo cancello a destra della via, quando siamo arrivati al culmine della passeggiata. A sinistra ci aspetta, tranquilla, la chiesetta di Santa Maria del Giglio, con il portico di un'imprevista pretenziosità. A destra invece scende l'ultimo vicolo che riporta a Bergamo bassa, la bellissima e "segreta" via di Salita di scaletta, che sbuca nel piazzale della Funicolare.

 

 

È a questo punto che la via, inerpicatasi silenziosa, si spalanca improvvisamente alla città. Grazie alle arcate volute e realizzate nel 1780 dal podestà Alvise Contarini, lo stesso della fontana di Piazza Vecchia, possiamo godere di vedute stupende. A sinistra c'è l'enorme massicciata delle Mura, con l'imponente sperone meridionale, ai cui piedi si distendono gli ordinatissimi orti curati dalla cooperativa L'Impronta, presso la quale lavorano anche persone svantaggiate. A destra la città bassa con le sue geometrie: a metà delle arcate siamo in asse perfetta con Viale Vittorio Emanuele e ne vediamo la funzione di spina dorsale della città. Più si sale, più si scopre la bellezza e la forza delle Mura venete.

 

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Saliamo quindi, su fino all'approdo davanti alla stupenda porta di San Giacomo, datata 1590, firmata da Bonaiuto Lorini. La facciata nobile è quella rivolta verso la città bassa, con colonne e rivestimenti in marmo bianco e rosa di Zandobbio e tanto di leone veneziano scolpito sulla fronte. Appena oltre ci attende Città Alta. Al ritorno, invece, potete provare una variante: appena davanti alla chiesetta di Santa Maria del Giglio, imboccate il vicolo che scende. Sulla sinistra c'è vicolo San Carlo, che aggira il Fortino dalla parte opposta, immerso nel verde. Un angolo, quello, realmente segreto di Bergamo.

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