Due piani di storia

A Villa Goisis s’è fermato il tempo (è in vendita per meno di 1 milione)

A Villa Goisis s’è fermato il tempo (è in vendita per meno di 1 milione)
Viva Bèrghem 19 Giugno 2018 ore 06:00

Monterosso è un quartiere particolare. È una zona residenziale di Bergamo, un tempo periferica, dove negli anni si è creato un ecosistema sociale invidiabile. Una specie di paese nella città. A regalare bellezza, la Maresana alle sue spalle. Ed è proprio su questi primi timidi pendii che, negli anni, sono state costruite ville bellissime, che hanno donato fascino e ulteriore pregio al quartiere. Del resto, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, proprio questa zona della città, allora indipendente da Bergamo (il quartiere di Redona rimase Comune a sé stante dall’attuale capoluogo orobico fino al 1927), rappresentava una sorta di buen retiro per i signorotti bergamaschi alla ricerca di pace e tranquillità. È in questo bellissimo contesto storico e naturale, alle pendici della Maresana e all’interno di un grande parco che non è stato toccato dall’urbanizzazione che nel dopoguerra ha coinvolto buona parte del quartiere, che sorge Villa Modesta, più nota come Villa Goisis (ora in vendita per 980mila euro qui).

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Conosciuta soprattutto da chi vive o frequenta maggiormente Monterosso e Redona, data la sua posizione defilata rispetto alle vie di maggior passaggio, Villa Goisis fu costruita nel 1700 come tenuta agricola della famiglia Lupi. Successivamente, come riporta un articolo del 1971 del Giornale di Bergamo a firma di Anna Roncelli, fu di proprietà della famiglia dei setaioli Caccia di Torre Boldone e poi, nell’Ottocento, dei Mapelli. In quegli anni subì un primo restauro, perdendo di fatto la sua anima da tenuta agricola per diventare una vera e propria villa. Nel 1919 la comprò Lodovico Goisis, che le diede il nome con cui ancora oggi è conosciuta. La storia di questa villa, strettamente legata all’evoluzione della città e, in particolare, del quartiere in cui è ubicata, la rendono un immobile di particolare rilevanza storica, tant’è che è inserita tra i cosiddetti beni culturali isolati del Comune di Bergamo, ovvero un inventario redatto negli anni passati da Palazzo Frizzoni e teso a individuare e studiare quegli immobili presenti sul territorio comunale di possibile rilevanza architettonica, storica, artistica, culturale, in aggiunta e a integrazione di quelli già vincolati e soggetti a tutela. La struttura, dunque, è soggetta a diversi vincoli. Ma non tutta. La villa ha una forma a “L” e, nell’ala parallela a via Goisis, protetta da una pregevole cancellata e valorizzata da un accesso arricchito da…»

 

Per leggere l’articolo completo rimandiamo a pagina 11 di Bergamopost cartaceo, in edicola fino a giovedì 21 giugno. In versione digitale, qui.

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