Collezioni originalissime

Youki, le nuove borse haute couture dal design (anche) bergamasco

Youki, le nuove borse haute couture dal design (anche) bergamasco
23 Dicembre 2015 ore 09:45

Sebbene la moda cambi a ritmo vorticoso, c’è anche chi riesce a cavalcarla nel migliore dei modi, anticipando trend e proponendo nuovi orizzonti di stile. È il caso di Youki, nuovo brand di borse dal design radical chic, completamente personalizzabili, dalle forme essenziali e dai dettagli ricercati: dopo soli sette mesi dal lancio sul mercato, avvenuto in occasione del Salone del Mobile di Milano (e soprattutto del ben più giovane e anticonvenzionale Fuorisalone), a inizio dicembre è già stato inaugurato il primo monomarca dedicato in Corso Garibaldi 49 a Milano.

 

 

L’anima del progetto però è (anche) made in Berghèm. Sì perché i tre soci fondatori Simone Colombo, Francesco Macrì e Daniela Bravi sono rispettivamente di Legnano, Sesto San Giovanni e Bergamo. Ex colleghi di una casa di produzione video, sei anni fa (quando più o meno tutti erano sulla soglia dei trent’anni), hanno deciso di lanciarsi in una nuova avventura targata Garbagelab, dando sfogo a una creatività tutta green. «Nel 2009 è nato il nostro marchio storico – racconta Daniela, designer 34enne, grafica, montatrice video, artigiana e molto altro ancora – una linea di borse e accessori prodotti riutilizzando gli striscioni in pvc delle maxi affissioni pubblicitarie urbane e le cinture di sicurezza usate delle automobili». Un progetto ecologico firmato da tre sognatori allo stato puro e dettato da un’irrefrenabile voglia di novità, di autonomia e di matericità: «Fino ad allora avevamo sempre studiato e lavorato con la sensazione che ci mancasse qualcosa – continua Daniela – quando abbiamo focalizzato il nostro obiettivo comune, abbiamo finalmente trovato il coraggio di lasciare i binari prestabiliti, costruiti intorno a tre lauree che non ci rispecchiavano in pieno e abbiamo ricominciato daccapo, rimboccandoci le maniche, chiedendo, provando, sbagliando, ricominciando».

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Oggi, mentre Francesco si occupa per lo più di organizzazione della produzione, Simone e Daniela creano modelli e collezioni sia per Garbagelab che per la neonata Youki. «Due idee e due target completamente diversi – specificano tutti e tre insieme – Garbagelab è pensato sia per uomini che donne alla ricerca dell’accessorio unico e originale dal grande impatto estetico grafico e che non rinunciano alla praticità, mentre Youki è pensato per un pubblico prettamente femminile».

Un suono accattivante dalla semantica latente, yuki in giapponese significa ‘acqua che diventa neve’ e rimanda alla perenne evoluzione aziendale dei tre giovani imprenditori. Non a caso Youki si presenta con forme semplificate, combinazioni di materiali diversi e inaspettati come pelle, ecopelle e pvc, che si uniscono per dare vita a borse multifunzionali, lineari ma con elementi dalla forte personalità. Youki Design e Youki Maison sono due facce della stessa medaglia nate entrambe sotto il cappello Youki: Youki Design propone borse componibili e multifunzionali (zaini trasformabili in tracolle, borse a mano che diventano originali mini back pack), sempre all’insegna di una geometria minimale e di uno stile fresco e raffinato, invece Youki Maison è una linea più alta, completamente realizzata in vera pelle italiana di prima qualità, che combina forme classiche a dettagli di design ricercato, per creare un prodotto elegante ed esclusivo.

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Ogni borsa firmata Youki è composta da parti intercambiabili ed è declinabile in 108 differenti combinazioni per soddisfare ogni tipo di esigenza e di gusto estetico. «A breve sarà online anche il sito di e-commerce, dove sarà possibile giocare con gli abbinamenti e costruirsi così il proprio pezzo unico, acquistabile solo con un clic», spiega la bergamasca del gruppo. Tecnologia e artigianato continueranno a viaggiare gomito a gomito, visto che ogni esemplare è lavorato a mano e cucito a macchina proprio come si faceva una volta. In fase di espansione anche la distribuzione sul territorio nazionale, «ma ci piacerebbe aprire temporary store in altre città – precisa – sarebbe un ottimo esperimento per vedere la risposta dei clienti in una determinata area». A questi progetti, si aggiunge anche l’utilizzo di nuovi materiali, «ad esempio nella prossima collezione primavera/estate ci saranno anche i tessuti», svela la stilista, nonché la realizzazione di una linea studiata per gentleman metropolitani. Perché la moda non si ferma mai.

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