Riqualificazione

All'Orto botanico di Astino arriva un nuovo bioparco apistico

Il primo lotto completato nella primavera 2025. Possibile grazie a fondi comunali e del Rotary club Terre di San Marco

All'Orto botanico di Astino arriva un nuovo bioparco apistico
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Nella sezione di Astino dell'Orto botanico del Comune di Bergamo, chiamata la Valle della biodiversità, arriverà un nuovo parco apistico: verrà riqualificata un'area attualmente non accessibile al pubblico, vale a dire antichi terrazzamenti un tempo coltivati a vigneto e poi abbandonati, in parte crollati e in parte rappresentati da una scarpa inagibile.

Il progetto è stato presentato alla Fondazione Banco del monte di Lombardia che ne ha finanziato la realizzazione con un contributo di 100 mila euro. Il Comune di Bergamo ha poi disposto un ulteriore finanziamento di 25 mila euro per l'esecuzione. I lavori del primo lotto verranno completati tra aprile e maggio 2025.

Il masterplan presentato, realizzato su commissione del Rotary club Terre di San Marco e donato al Comune di Bergamo, «è l'esito di un lavoro di circa un anno che ha visto collaborare i referenti dell'Orto botanico e del Comune, i rappresentanti di Rotary club e dell'associazione Apicoltori di Bergamo», spiega Gabriele Rinaldi, direttore dell'Orto.

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Presentazione del progetto

In cosa consiste il bioparco apistico?

Il progetto del bioparco apistico, dal nome "Città, api e persone", prevede la creazione sulle terrazze di un percorso didattico sul tema del rapporto uomo-ape (con arnie storiche) e sull'importanza degli insetti impollinatori sia selvatici che allevati grazie all'allestimento di una superficie di quasi mille metri quadrati per il pubblico, oggi in uno stato di degrado, con parcelle di specie nettarifere, un prato fiorito e siepi attrattive per le api.

«L'obiettivo è quello di educare i visitatori all'ecologia e al comportamento delle api, evidenziando il loro ruolo fondamentale nella biodiversità e nella produzione agricola - dice Filippo Piva, architetto e progettista -. Verranno promosse pratiche sostenibili di apicoltura e di conservazione degli habitat naturali degli impollinatori, verificabili nel tempo anche attraverso una sensoristica dedicata in grado di fornire all’Orto Botanico nuove informazioni scientifiche e didattiche sulle dinamiche ecologiche in atto nella Valle della Biodiversità».