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Longuelo, ancora battaglia su via della Rovere: «Il Comune rispetti la sentenza del Tar»

A maggio il Tribunale Amministrativo si era espresso a favore dell'associazione di cittadini. Inizialmente l'Amministrazione si era adeguata, ma ora...

Longuelo, ancora battaglia su via della Rovere: «Il Comune rispetti la sentenza del Tar»
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Un ricorso al Tar per chiedere l'ottemperanza della sentenza, una lettera al Comune di Bergamo e un'altra al Parco dei Colli: sono queste le tre armi con cui i cittadini dell'associazione VivereLonguelo continuano la loro lotta contro la servitù di passaggio in via della Rovere.

Quando a maggio il Tar ha annullato la delibera con cui il Comune di Bergamo aveva approvato lo spostamento della servitù sulla via della Rovere a un'altra strada interna al Golf "Ai Colli di Bergamo", l'associazione aveva esultato. Solo che poi, secondo quanto riportato dai cittadini, il provvedimento non sarebbe stato rispettato.

L'incontro con la Carnevali

L'associazione spiega: «Dopo un incontro cortese ma inefficace avvenuto quindici giorni dopo le elezioni con la sindaca Elena Carnevali e gli assessori Francesco Valesini e Claudia Lenzini, nel corso del quale si è appreso di un contratto notarile tra Comune e società Odissea (proprietaria del Golf) relativa allo spostamento della servitù, Vivere Longuelo ha intrapreso altre iniziative con l'obiettivo di dare esecuzione alla sentenza del Tar».

Così, l'associazione chiede nel suo ricorso al Tar «di dichiarare nulli e comunque inefficaci eventuali atti comunali, allo stato non conosciuti, emessi in violazione o elusione della sentenza esecutiva, in particolare il contratto notarile, e di ripristinare l'accesso a via della Rovere, eliminando qualunque ostacolo».

Il pasticcio con i cartelli

In particolare, l'associazione fa notare il comportamento ambiguo del comune ripercorrendo alcuni fatti relativi alla segnaletica. «In sintesi, il Comune ha, in un primo momento, fornito un'ottemperanza parziale, ripristinando quantomeno il vecchio cartello toponomastico all'imbocco sud - spiega l'associazione nel ricorso -. In un secondo momento però, con moto di resipiscenza apparentemente inspiegabile, l'ente ha posto nel nulla persino tale parziale adempimento, apponendo assurdamente un cartello che definisce la strada tout court "privata" (senza specificazioni circa il pubblico transito), ed addirittura installando un grosso pannello giallo che vieta esplicitamente il transito sulla via, "dirottando" i pedoni verso la nuova viabilità (cioè verso il parcheggio)».

Il passaggio da un cartello all'altro e la presenza dei grandi pannelli gialli è stata immortalata dai residenti, che allegano al documento anche le prove fotografiche.

ia della rovere corretto
Foto 1 di 4

Il cartello come dovrebbe essere

via della rovere privata
Foto 2 di 4

Il cartello comparso a metà giugno

via della rovere pannelli
Foto 3 di 4

I pannelli con i divieti di transito

panelli via della rovere
Foto 4 di 4

I pannelli con i divieti di transito

Le lettere

Tali fatti sono stati riportati anche nelle lettere inviate una al Comune e una al Parco dei Colli. In entrambe viene portata l'attenzione sul tema della storicità del percorso,: «fin dal Ptc approvato con Legge Regionale n. 8 dell'11 aprile 1991, via della Rovere è stata qualificata come "percorso storico sottoposto a tutti i vincoli di cui all'art. 16 della legge», si ricorda.

Aggiungono: «Nell'ultima variante al Ptc approvata dal Parco dei Colli il 17 maggio 2019 (e approvato dalla Regione Lombardia con D.g.r. il 10/10/2022 n° XI/7067) l'originario tracciato della strada in questione è stato nuovamente individuato come "percorso storico" all'interno dell'Ambito di paesaggio n.11–Valle d’Astino. A proposito di detti "percorsi", l'art. 28 comma 9) del Ptc citato prevede: he ne deve essere garantita la "fruibilità"; che "deve essere evitato ogni intervento che ne possa determinare interruzioni..."; che "ogni interruzione del pubblico passaggio ... deve essere eliminata"; che è compito e dovere dell'Ente Parco vigilare sull'osservanza dei doveri e prescrizioni delle sue norme; che '’inosservanza di quanto sopra può comportare il rischio penale a carico dei due enti per omissione di atti d'ufficio.

«Finora siamo stati ignorati»

Concludono: «Insomma, con pacata determinazione, VivereLonguelo, ampiamente sostenuta dai cittadini come la prima raccolta di 323 firme documenta, prosegue nella sua azione sia di tutela del percorso storico di via della Rovere che di richiesta di rispetto della sentenza del Tar. Ci auguriamo da parte del Comune e del Parco dei Colli una revisione dell’iniziativa, con una più attenta considerazione dei suoi vari aspetti, finora largamente ignorati».