L'operazione

Aeroporti, sulla prospettiva Orio-Montichiari volano gli stracci fra Brescia e Verona

Le dichiarazioni di Sanga su una possibile sinergia tra i due scali ha innescato la reazione piccata della società a capo del D’Annunzio e la replica della Leonessa

Aeroporti, sulla prospettiva Orio-Montichiari volano gli stracci fra Brescia e Verona
Pubblicato:

di Andrea Rossetti

Giovanni Sanga, presidente di Sacbo (società gestrice dell’aeroporto di Orio al Serio), non è né Filippo il Macedone, né Luigi XI di Francia, ma - da abile politico qual è - probabilmente concorda con loro su un punto: divide et impera, o diviser pour régner se preferite. Significa “dividi e regna”.

Le dichiarazioni di Sanga in occasione dell’assemblea generale congiunta di Confindustria Bergamo e Brescia tenutasi il 7 novembre hanno creato una profonda frattura tra il mondo imprenditoriale bresciano e la società Catullo di Verona, che gestisce l’aeroporto di Montichiari, che potrebbe aprire scenari di sviluppo importanti per lo scalo bergamasco.

Le necessità di Orio

Di una possibile alleanza tra Orio e Montichiari se ne parla da anni. I due aeroporti distano appena settanta chilometri, ma vivono situazioni opposte: mentre il D’Annunzio è sottoutilizzato e in una fase di apparentemente eterna stasi, il Caravaggio sta invece vivendo un’ascesa costante che neppure il Covid ha frenato. Anzi, dopo le difficoltà del biennio 2020-2021, dal 2022 lo scalo orobico ha ripreso a macinare record, sfiorando i sedici milioni di passeggeri nel 2023 e migliorando ulteriormente le proprie performance nell’anno in corso, che molto probabilmente si chiuderà con diciassette milioni di utenti. Questi numeri hanno consentito a Sacbo di lasciarsi alle spalle anche le difficoltà finanziarie conseguenti alla pandemia e continuare a investire.

Allo stesso tempo, però, questa continua scalata ha incrinato i rapporti dello scalo con la cittadinanza. I vantaggi economici sono indubbi, ma anche i disagi per le tante persone che vivono nei dintorni dello scalo, che è sì il terzo d’Italia per movimentazione passeggeri, ma anche “incastrato” in uno spazio ridotto, compreso tra l’autostrada A4 e Bergamo città. In un contesto di questo tipo, pensare di continuare a crescere è complicato, per non dire impossibile. A meno che... A meno che, appunto, non si inizi a guardare al di là dell’Oglio.

Nuove prospettive

Montichiari, vista la gestione veneta (cioè la Catullo, parte del Gruppo Save), finora è sempre stato considerato un aeroporto del Nord-Est e come tale viene considerato nel Piano nazionale degli aeroporti. Che è però in via di aggiornamento. E, come ha detto Sanga, è probabile che in questa revisione il D’Annunzio venga “spostato” dal Nord-Est al sistema aeroportuale lombardo - cosa che avrebbe senso anche dal punto di vista geografico -. Questo consentirebbe di inserire Montichiari nel puzzle composto da Linate, Malpensa e Orio. Con quest’ultimo che, per vicinanza e prospettive di crescita, avrebbe più di un interesse nell’aprire la porta a eventuali collaborazioni, entrando nella governance dello stesso.

In sostanza, questo è ciò che ha lasciato intendere Sanga, raccogliendo il pieno consenso e appoggio di Confindustria Bergamo e Brescia. Del resto (...)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 28 novembre, o in edizione digitale QUI

Commenti
Roboy

Quanto lagnarsi! Tutto da fastidio ai paesani. BERGAMO rimarrà sempre un grande paese bigotto con i suoi cittadini che vorrebbero andare ancora con il carretto trainato dai buoi. Portassero tutto a Brescia grande città aperta, emancipata e che stisno nella loro c...a

Marino

Che Montichiari si sviluppi o meno, per i massacrati cittadini di Bergamo non cambia nulla. È uno scalo nel deserto che verrà usato solo per le merci che ad Orio non ci sono più (e meno male), mentre i 20.000.000 di passeggeri non ce li toglierà nessuno. Figurarsi se gli irlandesi mandano i loro passeggeri in quel posto. Per cui facciano quello che vogliono, come han sempre fatto, perché tanto qua le cose non sono destinate a migliorare.

Luca C.

Nato a Bergamo più di 50 anni fa ricordo le gite in bicicletta con papà ed i fratelli dal Borgo (Palazzo) raggiunta la zona di pianura che ora è di fronte alla fiera nuova si passava dinanzi alla caserma dell'Aeronautica per raggiungere quello che allora risultava agli occhi di un bambino poco più di un aeroporto per aeroplanini: oggi quando lungo quella assurda strada a fondo chiuso raggiungo il Caravaggio Mi basta solo guardarne le dimensioni raggiunte per rendermi conto dello sviluppo, a quei tempi inimmaginabile, così come il numero di centinaia di posti di lavoro che persone di Bergamo ormai da decenni hanno a disposizione senza preclusione alcuna. Ovvia l'istanza che speriamo sia recepita avanzata da SABCO sappia portare ad una condivisione con l'aeroporto di Montichiari una notevole fetta di decolli ed atterraggi soprattutto dei voli merci, storicamente più inquinanti e più rumorosi quindi ad un condivisibile e dalla popolazione Bergamasca constatabile riduzione del disturbo che ovviamente una attività aeroportuale ha insita in sé. L'imprenditoria Bergamasca fin dai tempi del dopoguerra ha saputo con varie attività portare ricchezza benessere cultura a moltissime famiglie di umili origini, così che oggi figli di Allora operai sono liberi professionisti affermati medici avvocati ingegneri geometri Ragionieri professori ecc. ecc. a chiara conferma che senza il popolo le aziende non funzionano, ma senza l'illuminato imprenditore il popolo resta povero ed ignorante.

luciano bignotti

Bella l'idea di incrementare il traffico in un'areoprto vicino ad un sito militare che dispone di testate nucleari ! Ora gli aerei disturbano le notti di chi si trova sotto la rotta la prerogativa che portino inquinamento a tutte le ore è fantastica.

Marcello

Egidio, tu pensi realmente che i bergamaschi che fanno i soldi con l'aeroporto di Orio lo facciano per il bene degli altri bergamaschi (cioè di quelli a cui non viene in tasca niente se non un po' di rumore)? Non ti pare di avere una visione un po' arcaica e romantica degli affari, una visione di sicuro superata dai tempi (se mai è stata vera)?

Seguici sui nostri canali