Una filosofia chiara

Vivaio, Atalanta prima in Italia per calciatori cresciuti in casa e lanciati nel grande calcio

Il settore giovanile continua a essere un fiore all'occhiello della società orobica, che propone un modello assolutamente di primo livello

Vivaio, Atalanta prima in Italia per calciatori cresciuti in casa e lanciati nel grande calcio
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di Fabio Gennari

Ci sono, come sempre, i numeri a sostenere una filosofia che all'ombra di Città Alta abbiamo tutti molto, molto chiara. La società ha come proprio marchio di fabbrica la capacità di crescere giocatori in casa.

Il compianto Mino Favini diceva spesso: «Il nostro obiettivo è vedere i nostri giocatori arrivare nel calcio professionistico». E i dati dell'Osservatorio calcistico del Cies confermano qualcosa di cui bisogna davvero andare molto orgoglioso, un "titolo"  che non premia solo una stagione, ma anni di lavoro.

Dal 2005/06 ci sono stati 94 giocatori che hanno trascorso almeno tre anni nel settore giovanile nerazzurro e poi hanno collezionato presenze in almeno uno dei principali cinque campionati europei. Si tratta di un dato rilevante, in Italia dopo l'Atalanta ci sono Roma e Milan (80), Juventus (78) e inter (72), con un altro dettaglio che rende la Dea il "settore giovanile di tutti": il 20 per cento delle presenze collezionate dai ragazzi cresciuti nel vivaio sono state con la maglia atalantina addosso.

A livello continentale, la Dea è al sesto posto assoluto, con davanti autentici colossi come Real Madrid (166) e Barcellona (156), poi si trovano Psg (111), Lione e Manchester United (103), con il Rennes (Francia) che è a pari della Dea.

Una curiosità: l'Ajax, considerata da tutti come una delle fucine di talenti più importanti del continente, è ferma a quota 73 - quindi con ben 21 calciatori in meno rispetto alla Dea - giocatori che dal 2005/06 sono finiti a giocare nei campionati più importanti dopo essere passati dal settore giovanile.

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